venerdì 26 febbraio 2021

Senza buccia (1979)

 di Marcello Aliprandi

Senza buccia di Marcello Aliprandi è una coproduzione italo - spagnola, uscita sui grandi schermi nazionali nel 1979, nelle sale iberiche soltanto nel 1980; vede protagoniste di una commedia erotica tre bellezze del calibro di Lilli Carati, Ilona Staller e Olga Karlatos. Presenze maschili poco rilevanti come Maurizio Interlandi, un bello da fotoromanzo, il giovane spagnolo Juan Carlos Naya e Maurizio Lupi. Senza buccia proviene da un’idea originale di Ugo Liberatore - padre dell’esotico-erotico - che compone un inno all’amore libero in ambiente naturale sulla falsariga del vecchio Bora Bora (1965). 

Unica differenza che l’azione non si svolge su un’incontaminata isola tropicale ma in una location italiana altrettanto affascinante, tra una grande villa affacciata sul mare azzurro e i faraglioni, percorrendo le spiagge deserte dell’isola di Vulcano. Conosciamo un gruppo di giovani della ricca borghesia milanese che si dedica al nudismo seguendo le abitudini di una coppia di norvegesi incline ad amore libero e scambi di coppia. Ilona Staller e Lilli Carati si mostrano in numerosi nudi integrali, anticipando la scelta del porno, futura strada per entrambe, naturale per una Staller poco incline alla vera recitazione, un peccato per la Carati che aveva già interpretato un paio di commedie sexy, lavori interessanti come Avere vent’anni, Il corpo della ragassa, Le evase, Candido erotico e avrebbe ancora dovuto incontrare il cinema erotico di Joe D’Amato. Le porte del cinema hard si spalancheranno per lei sul finire degli anni Ottanta, con Una moglie molto infedele (1987) di Giorgio Grand e una poco memorabile manciata di pellicole. 

Il porno per Ilona Staller arriverà subito dopo questo film, che conclude la sua carriera ordinaria, dopo piccole parti recitate ne La supplente, La liceale, Vizi privati pubbliche virtù, L’ingenua, Cuore di cane … Olga Karlatos è Adriana, fascinosa trentaduenne che nel finale sblocca il sedicenne Daniele (Naya), lo fa innamorare, infine decide di abbandonarlo e di non dare seguito a una storia impossibile. Lilli Carati è Barbara, fidanzata di Giuliano (Interlandi), coppia dedita al nudismo secondo l’esempio di Trella (Staller) e del fidanzato Bjorn (Vouk). Giuliano perde la testa per Trella, porta Barbara sull’orlo del suicidio, infine la coppia si ricompone perché i due norvegesi decidono di fare ritorno a casa. Per loro è stata soltanto un’avventura, una dimostrazione di quanto sia libero e senza complessi il loro amore. La sfida erotica tra Lilli Carati e Ilona Staller a chi resiste più tempo nuda (integrale) sulla scena è una delle cose migliori del film, mentre Olga Karlatos è piuttosto morigerata, non partecipando alle regole nudiste. Molti i nudi maschili integrali, frontali e posteriori, senza malizia, molto naturali, sia lo spagnolo Naya che l’italiano Interlandi restano a lungo in primo piano senza veli. Senza buccia è una pellicola commerciale, certo non un capolavoro, ma ancora oggi si lascia vedere con interesse anche per la stupenda fotografia e le riprese non banali dell’isola di Vulcano. Musiche di Pino Donaggio da non sottovalutare, tra pezzi classici rielaborati e composizioni originali. Nudi, belli e innamorati, recita la frase di lancio, il titolo spagnolo Vacaciones al desnudo (Sin cascara resta comunque come sottotitolo tra parentesi) calca l’accento sul fatto che il film è ambientato tra i nudisti, mentre il titolo italiano è più ermetico.

Marcello Aliprandi (Roma, 1938 - 1997), diplomato regista presso l’Accademia Silvio D’Amico, si dedica al teatro e all’opera lirica, seguendo la scuola di Luchino Visconti. Primi contatti con il cinema datati 1963 come aiuto di Visconti (Il gattopardo) e Lattuada (Fraülein Doktor). Primo lungometraggio personale (pure soggettista e sceneggiatore) La ragazza di latta (1970), una favola amara quanto originale per realizzare una critica grottesca e ironica della società consumistica. Autore di altri sei film, dal 1974 al 1995, tutti di buon livello,  forse Senza buccia è il più commerciale, mentre Morte in Vaticano - un fantareligioso ispirato alla misteriosa morte di Papa Luciani - andrebbe riscoperto. Altri titoli: Corruzione al palazzo di giustizia (1974), Un sussurro nel buio (1976), Prova di memoria (1992), Soldato ignoto (1995). Lavora anche per la televisione (La cura comodissima, L’amante fedele, La mano indemoniata, I ragazzi della valle misteriosa, Quando ancora non c’erano i Beatles). Muore a soli cinquantanove anni.

Regia: Marcello Aliprandi. Soggetto: Ugo Liberatore. Sceneggiatura: César Fernández Ardavín, Ugo Liberatore. Fotografia: Raúl Pérez. Montaggio: Giorgio Serralonga. Musiche: Pino Donaggio. Costumi: Jaime P. Cubero. Trucco: Giovanni Morosi, Gerardo Raffaelli. Casa di Produzione: Laser Films, Luz Internacional Films S.A.. Paese di Origine: Italia, Spagna (1979). Durata: 97. Genere: Commedia Sexy. Distribuzione Italia: Titanus. Interpreti: Olga Karlatos (Adriana Berri), Juan Carlos Naya (Daniele) - doppiato da Carlo Valli, Maurizio Interlandi (Giuliano), Taida Urruzola (Nora), Miki Vouk (Bjorn), Ilona Staller (Trella), Lilli Carati (Barbara) - doppiata da Lorenza Biella, Maurizio Lupi (Maurizio).

Il mio cinema è su Futuro Europa: 
http://www.futuro-europa.it/dossier/cineteca

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