lunedì 11 agosto 2014

Pierino contro tutti (1981)

di Marino Girolami


Regia: Marino Girolami. Soggetto: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino. Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Marino Girolami. Scenografia. Vincenzo Morozzi. Costumi: Silvana Scandariato. Fotografia: Federico Zanni. Musica. Berto Pisano (Edizioni Musicali Clitumno). Montaggio: Alberto Moriani. Direttore di Produzione: Cecilia Bigazzi. Aiuto Regista: Romano Scandariato. Assistente alla Regia: Ettore Florio. Operatore: Renato Doria. Produzione: Filmes International, Dania Film, Medusa Distribuzione. Distribuzione: Medusa. Titoli animati: Penta Studio. Interni: In.Ci.R. - De Paolis. Esterni: Roma. Negativi: Eastmancolor. Colore: Telecolor. Interpreti: Alvaro Vitali, Michele Gammino, Michela Miti, Sophia Lombardo, Deddi Savagnone, Cristina Moffa, Francesca Romana Coluzzi, Vincenzo Crocitti, Diana Dei, Enzo Garinei, Enzo Robutti, Marisa Merlini, Enzo Liberti, Riccardo Billi, Stefania Di Giandomenico, Walter Morgara, Giulio Massimini, Attilio Dottesio, Hanry Sigon, Franca Mantelli, Dino Mattielli, Rina Mascetti, Leonardo Cassio, Elio Marconato, Guerrino Crivello, Vulsino Adami, Leda Simonetti, Francesco Caracciolo, Fabio Grossi, Giancarlo Colarossi, Susanna Fassetta, Valerio Isidori, Luiana Lioni, Leonardo Tucci, Margherita Federiko, Pasquale Valente, Laura Franci, Gioia Maria Scola.


Pierino contro tutti (1981) è uno dei film per cui sarà ricordato Marino Girolami, che con questa pellicola rivitalizza il barzelletta movie e apre la strada a una serie infinita di sequel apocrifi. I veri film di Pierino vedono Alvaro Vitali dare corpo a una serie di barzellette, non tutte di livello alto ma comunque ben sceneggiate, inaugurando un filone che fa furore per un paio d’anni nel cinema italiano. Michela Miti impersona la supplente sexy che fa andare Pierino (e il pubblico) in visibilio quando mostra le gambe dietro la cattedra e concede brevi sequenze di nudo parziale. La serie ufficiale prosegue con Pierino medico della S.A.U.B. di Giuliano Carnimeo (1981), una sorta di parodia de Il medico della mutua (1968) di Luigi Zampa poco collegata a Pierino. 


Pierino colpisce ancora di Marino Girolami (1982) è il vero sequel, l’ultimo Pierino realizzato da Girolami che girerà anche una miniserie televisiva diffusa da alcune reti private laziali. Pierino torna a scuola di Mariano Laurenti (1990) è il canto del cigno del sottogenere, un remake tardivo che vede l’ex miss Italia Nadia Bengala al posto di Michela Miti, la sora Lella invece del nonno Riccardo Billi e Giulio Massimini per Enzo Liberti. Citiamo anche un introvabile Pierino Stecchino, girato nel 1992 da Claudio Fragasso, che riscuote una fredda accoglienza da parte del pubblico. 


Alvaro Vitali prende in giro Roberto Benigni e ironizza su Johnny Stecchino, ma non coglie nel segno. Il successo della serie ufficiale produce un proliferarsi di falsi pierini come il terribile Pierino il fichissimo di Alessandro Metz (1981), sceneggiato da Sacchetti e interpretato da Maurizio Esposito. Pierino aiutante messo comunale… praticamente spione di Mario Bianchi (1981) è un altro imbarazzante prodotto che si salva per la conturbante presenza di Laura Gemser. Il tremendo (in tutti i sensi) Pierino di turno si chiama Tony Raggetti e i siparietti comici sono irritanti. Il film è composto da una serie di avventure scollegate, l’unico interesse resta la dottoressa Gemser, medico condotto a Bolsena. Forse ce ne saranno altri, non è facile tenere il conto di una serie di prodotti che fanno il verso all’originale. Tra i Pierini apocrifi Pierino la peste alla riscossa (1982) di Umberto Lenzi è girato con professionalità e interpretato da attori degni di questo nome. Il Pierino di Lenzi è il toscanissimo Giorgio Ariani.


Pierino contro tutti (1981) è scritto e sceneggiato dal regista con la collaborazione di Vincenzo Mannino e Gianfranco Clerici, che si limitano a raccogliere una serie di vecchie barzellette, contaminandoli con molta comicità slapstick, elementi desunti dai cartoni animati e dalla commedia sexy. La fotografia (anonima) è di Federico Zanni e il montaggio (serrato) di Alberto Moriani. Le scenografie sono di Vincenzo Morozzi e le musiche (divertenti) di Berto Pisano. Gli interpreti principali sono Alvaro Vitali (Pierino), Riccardo Billi (il nonno mangione e sporcaccione), Enzo Liberti (il padre di Pierino) e Michela Miti (la supplente bona). Da non sottovalutare le presenze di Sophia Lombardo, Michele Gammino (un atletico professore innamorato), Enzo Robutti (proprietario pignolo di una ferramenta), Deddi Savagnone, Cristina Moffa (la sorella di Pierino, una meteora televisivo - cinematografica), Francesca Romana Coluzzi, Enzo Garinei, Marisa Merlini (cartomante truffaldina) e il mostruoso Salvatore Baccaro. 


La genesi del primo Pierino secondo Alvaro Vitali (dalla rivista Dynamo): “Marino viene da me e mi dice: perché non diamo un volto al mitico Pierino e non mettiamo in scena le sue barzellette? Comprammo un’intera collana di libri di barzellette, con i quali andavamo sul set e decidevamo, giorno per giorno, quelle da girare. Avemmo un successo inaspettato. Mi ricordo che Sergio Leone andò a vedere il film al cinema e non credette ai suoi occhi, quando gli spettatori si alzarono in piedi per applaudire una battuta particolarmente divertente”. Pierino è uno studente ripetente piuttosto pestifero che combina scherzi atroci a compagni di scuola, insegnanti e genitori, ma anche agli avventori della trattoria del padre. Raccontare la trama è quasi impossibile, perché non esiste un filo conduttore, il film termina come comincia: Pierino che combina uno dei suoi tanti guai.


Girolami salva quel poco che resta della commedia sexy inserendo nel cast una sensuale Michela Miti, quasi completamente nuda durante una parte onirica pensata da Pierino. Non solo. Ricordiamo alcune visioni maliziose sotto la cattedra con la supplente che mostra gambe, calze autoreggenti e slip rosso fuoco. La pellicola è costruita su una serie di gag e battute, alcune piuttosto volgari, al punto da far dire a Paolo Mereghetti: “L’ultimo gradino della commediaccia all’italiana è una regressione all’infanzia e alle barzellette sulla cacca”. Il critico milanese rimpiange il vecchio Vitali, comparsa felliniana e splendida spalla di Montagnani e Banfi che non meritava di essere bruciato così in fretta. Non l’ha visto come spalla di Dario Ballantini nel televisivo Striscia la notizia (2007 - 2008) altrimenti rivaluterebbe l’interpretazione di Pierino contro tutti, soprattutto per i grandi tempi comici accanto a un vecchio marpione come Riccardo Billi. Marco Giusti sostiene: “La maggior parte delle barzellette sono risapute, ma nonostante le banalità il film è divertente”. 


Condividiamo il giudizio del critico romano. Pierino contro tutti è un barzelletta-movie dotato di alcune trovate geniali: Chicago di notte, Vengo subito (allora godi poco!), Il verbo mescere nel senso di m’esce de fora alla romana, gli escrementi campestri, le palle di Natale e di Superman, la storia di Giulio Cesare alla moda di Pierino, il 5 maggio osceno, il tassista con il mirino ammazza pedoni, le medicine da prendere per via anale, il culo della signora che non dice l’ora giusta a suon di scorregge. Non solo, il collage di barzellette (a tratti volgare e spesso non di prima scelta) si accompagna a divertenti gag comico - scolastiche, spesso di natura sexy, ma anche a molta fast-motion da cartone animato e da torte in faccia (atipica la sequenza con la torta di gesso che esplode), condite di tranelli e infortuni provocati da Pierino ai danni della professoressa brutta per avere in classe la supplente bona. Tempi comici perfetti e colonna sonora dal ritmo indimenticabile.


Marino Girolami realizza nel 1982 Pierino colpisce ancora, sulla scia del successo del film capostipite. La squadra dei collaboratori tecnici non cambia. Produce e distribuisce sempre Medusa. Il cast degli attori è pressoché identico, soprattutto per i ruoli principali, ma non è la stessa cosa del primo Pierino, anche perché il mercato è saturo e le barzellette sono state riciclate in tutte le salse. Il sequel originale non riesce ad arrivare nelle sale prima dei sequel apocrifi, anche se Alvaro Vitali si ostina a dire negli spot pubblicitari che lui è l’unico vero e inimitabile Pierino. 


Aggiunge che gli altri fratelli sono tutti figli de… e accompagna l’affermazione con la caratteristica risata come quando domanda se deve andare in un posto col fischio o senza…La trama è una scusa per dare il via a una serie di barzellette. Pierino è sempre più pestifero, il padre lo manda prima in collegio, poi gli trova qualche lavoro. Niente da fare. La sola vocazione di Pierino è combinare guai. Marino Girolami difende un genere che ha inventato e afferma: “Girerò altri Pierini, se me lo chiederanno, lo farò fino all’esaurimento…”. 


Il genere inflaziona il mercato e si esaurisce nel giro di pochi mesi, al punto che Girolami abbandona il progetto cinematografico per riversarlo su una sit - com televisiva di poco successo. Giggi il bullo (1982) è il canto del cigno di un grande artigiano come Girolami che cerca di lanciare Alvaro Vitali in un ruolo da protagonista con una storia dotata di un minimo di trama. La pellicola, scritta e sceneggiata dal regista insieme a Carlo Veo, non va oltre il tentativo di raccontare le avventure di un buffo teppista di periferia. Battute risapute, dialetto trucido alla Tomas Milian, cazzotti e furberie, rappresentano il sale di una farsa sguaiata e poco comica che delude tutti. Fotografia di Federico Zanni, montaggio di Alberto Moriani, musiche di Paolo Rustichelli, aiuto regista Romano Scandariato. Producono Dania e Medusa (che distribuisce). Interpreti: Alvaro Vitali, Adriana Russo, Cinzia De Carolis, Marcello Furgiuele e Susanna Fassetta. Un film che non riscuote nessun successo e che conclude male l’onesta carriera da artigiano di Marino Girolami.



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