venerdì 26 agosto 2011

La ragazza alla pari (1976)

di Mino Guerrini


Mino (Giacomo) Guerrini nasce a Roma nel 1927 e muore a Rimini nel 1990. Comincia come giornalista, si dedica al cinema nelle vesti di sceneggiatore e attore, quindi firma molti film come regista comico, ma anche buone pellicole horror e noir. Guerrini è un artigiano che secondo la tradizione del cinema di genere italiano sa fare un po’ di tutto e dispone di buona tecnica. Non abbandona mai l’attività di sceneggiatore, perché ama la scrittura di una pellicola e lo ricordiamo autore di Buio omega, Tre tigri contro tre tigri e Bolidi sull’asfalto a tutta birra. Il suo film più riuscito da regista è Il terzo occhio (1966), ma il pubblico lo ricorda per alcune pellicole con Franco e Ciccio (Scusi ma lei paga le tasse? e Riuscirà l’avvocato Fanco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras? - 971),  un paio di decamerotici (Decameron n. 2, Gli altri racconti di Canterbury - 1972) e soprattutto per la saga del colonnello Buttiglione. 


La ragazza alla pari (1976) è un’eccezione nella sua produzione, perché rappresenta l’unica vera commedia sexy di un regista più portato al comico puro. La pellicola è sceneggiata da Paolo Barberio, le scenografie sono di Renato Postiglione, la fotografia (non immune da difetti) di Pierluigi Santi, i costumi di Andrea Viotti, il montaggio di Renato Cinquini e le musiche di Pulsar. Interpreti: Gloria Guida, Rossella Como, Oreste Lionello, Carlo Giuffrè, Loretta Persichetti, Patrizia Webley (De Rossi), Enzo Crocitti, Gino Pagnani e Dada Gallotti.
In un primo tempo ho visto la versione spagnola intitolata Camarera de alquiler - Una chica para todos, perché il film italiano non è di facile reperibilità. Mi sono perso alcune battute, ma soprattutto il doppiaggio in castigliano è così mal fatto che le interpretazioni di Carlo Giuffrè e Oreste Lionello perdono efficacia. In tempi recenti ho visto la versione italiana, grazie a una copia reperita presso amici, non so fino a che punto integrale. La ragazza alla pari è un film minore di Guerrini, una delle commedia sexy più modeste interpretate da Gloria Guida, ma la pellicola italiana permette di apprezzare alcune (poche) battute riuscite e la verve comica dei due comici principali. La storia si riassume in poche righe.

Gloria Guida

La ragazza alla pari racconta le esperienze erotiche di Domenica, procace e ingenua contadina che arriva a Roma dalla Val Brembana per impiegarsi come ragazza alla pari presso la famiglia Chiocchietti. Stranissimo che una bergamasca parli con spiccato accento veneto, ma tant'è, forse le servette degli anni Settanta dovevano essere caratterizzate da quel tipico modo di parlare. Nel condominio ne accadono di tutti i colori. La ragazza viene concupita dal padrone di casa (Lionello), avido e lussurioso, che la spia e la tocca come e quando può. Una matura prostituta le procura appuntamenti galanti, una professoressa lesbica vorrebbe  sposarla, la portiera la tratta come una mignotta, un condomino spiantato come Giuffré tenta di farsela mentre la figlia diventa la sua migliore amica. Domenica finisce per andarsene con un uomo politico e in un assurdo finale soddisfa le voglie erotiche di un vecchio sporcaccione che vuole vedere le sue parti più intime prima di morire.

Oreste Lionello

Il regista regala alcune intuizioni geniali, su tutte citiamo le sequenze iniziali che scorrono insieme ai titoli di testa a scena iniziale con Domenica che divide lo scompartimento di un treno con un giovane intellettuale intento a leggere Semantica sull’eufemismo mente lei sfoglia Famiglia Cristiana. La caratterizzazione di Gloria Guida come sprovveduta campagnola è perfetta: calzettoni spessi di lana, trecce, occhialoni, vestito fuori moda, scarpe grosse, maglione pesante e cappotto grigio. Al tempo stesso Guerrini non abbandona gli stereotipi della commedia sexy e realizza una scena stile Malizia sul vagone del treno mentre la Guida ripone la valigia sul portabagagli. Il mix malizia - ingenuità è perfetto: Gloria Guida resta l’attrice migliore per la caratterizzazione della lolita inesperta. L’intuizione geniale di Guerrini consiste nella trovata delle gallerie che permettono ai ragazzi di toccarsi e baciarsi per poi tornare alle normali occupazioni. Un tentativo divertente di ironizzare su vizi privati e pubbliche virtù, in un periodo storico fondato su finto perbenismo e stucchevole morale cattolica. Le gallerie consentono di inserire i titoli di testa e permettono allo spettatore di intuire il rapporto erotico dalla scena successiva che mostra i ragazzi sconvolti. Il film parte bene, ma non mantiene le promesse, anche se Oreste Lionello è bravo a interpretare il padrone di casa guardone e perennemente arrapato. Guerrini inserisce alcune scene a imitazione di Malizia con la Guida che passa il cencio in terra, si fa spiare in camera e resta seminuda dopo alcuni strip involontari. Lionello sdrammatizza la tensione erotica con improbabili conseguenze come il bidé incastrato nel piede, la testa tra le sbarre di una finestra e il boiler che esplode. Tutto come conseguenza per aver spiato la bella ragazza alla pari. Lionello è un laido gestore di un negozio di oggetti sacri, avido e spilorcio, commercia con i preti, ma le donne sono la sua passione segreta. Carlo Giuffrè è un altro erotomane del condominio, sempre in cerca di soldi e di sederi femminili da tastare, padre di una bella figlia che fa accasare con un ricco quanto sciocco imprenditore (Crocitti). 
Carlo Giuffrè

La famiglia Chiocchietti affitta Domenica a tutto il condominio, una variante narrativa che serve per inserire nuove situazioni erotiche. “Un buon culo vale più di due lauree per fare carriera”, dice una matura prostituta mentre veste Domenica con abiti sexy e la convince a gettare le vesti fuori moda da contadina. Le sequenze erotiche ono numerose e ben girate con generosi primi piani che Guerrini realizza sulle parti più intime di una giovanissima Gloria Guida. Non ha diciassette anni e mezzo come nella finzione cinematografica, ma ventuno, in ogni caso la bella meranese è il ritratto di sensualità e malizia. Molto buona una parte che vede la Guida fare esercizi ginnici sul balcone, mentre un ragazzino si masturba, una lesbica si tocca, un imbianchino si distrae, dipingendo persiane e volto del ragazzo. Pura commedia sexy ben gestita da Guerrini che alterna momenti erotici e situazioni ai limiti della farsa. Il rapporto con la professoressa lesbica fa parte di un cliché narrativo che Gloria Guida subisce in molte interpretazioni, forse perché la sua bellezza è così genuina che si presta a tale caratterizzazione. Ricordiamo scene bollenti con Dagmar Lassander (Peccati di gioventù), Lilli Carati (Avere vent’anni) e Ilona Staller (La liceale).
La bellissima Gloria Guida

Guerrini non eccede sul lato morboso, calca la mano sulla parte comica, insiste sulla poca cultura della contadina che a un certo punto domanda pure se Petrarca abita nel condominio e quando la professoressa lesbica vorrebbe leggere De Sade risponde: "No, sono de val brembana". Gino Pagnani interpreta una breve sequenza comica che sdrammatizza l’erotismo della pellicola, un incidente causato dalle grazie di Gloria Guida. Carlo Giuffré - commerciante di animali - è protagonista di una ridicola caccia alla scimmia che finisce in un cinema dove si proietta proprio Fuga dal pianeta delle scimmie. I fraintendimenti sono il sale di alcune scene noiose e ripetitive, girate con una fotografia errata, perché il cinema è illuminato a giorno. Si raggiungono eccessi trash con la scimmia che fruga nei pantaloni di uno spettatore convinto che sia la sua ragazza, ma anche con Giuffrè che pensa solo a tastare il sedere della Guida e a toccarle il seno. Enzo Crocitti è un fidanzato ricco e balbuziente della figlia di Giuffrè che sta con lui per soldi, ma se la fa anche con altri ragazzi più dotati e furbi. Il rinfresco per festeggiare il fidanzamento è pura farsa a base di bottigliate in faccia, dolci che bruciano ed equivoci tipici del cinema muto. Gloria Guida velata di nero con il seno in bella evidenza ci ricorda che siamo in una commedia sexy. Domenica sfugge alle attenzioni della professoressa lesbica, a un certo punto si ritrova tra le braccia di un politico, un deputato tenta di farsela ma viene interrotto sul più bello.


Il finale ricorda la pochade e mette in scena una vera e propria bagarre tra i componenti del condominio che litigano e si picchiano a più non posso, come su un set del cinema muto. Cala il silenzio e tutti smettono di fare a botte quando affacciandosi a un balcone si rendono conto che la ragazza alla pari se ne sta andando, vestita con eleganza e con la valigia in mano. La sua scelta di vita segue le istruzioni della matura prostituta: diventare ricca, far fruttare il capitale erotico che possiede. Il potente politico è venuta a prenderla con un’auto blu, la porta in una residenza principesca, dove la presenta al padre e al nonno, in fin di vita. La scena finale la vedrà far felice per l’ultima volta un vecchio sporcaccione. Il finale è geniale come le sequenze iniziali, perché assistiamo a un malizioso sollevarsi della gonna di Gloria Guida - tra montaggio alternato e ralenti - che mostra le parti più intime al nonno del politico. L’uomo muore soddisfatto proprio mentre arriva la parola fine e chiude la scena più maliziosa del film. La pellicola regge ancora nonostante il tempo passato e in fin dei conti diverte dispensando un pizzico di malizia, ma consiglio di procurarsi la versione italiana che consente di gustare meglio la parte comica. Tanto per citare una battuta che in castigliano si perde, quando la servetta che pulisce le scale paragona Gloria Guida rivestita a nuovo a "una bella valletta televisiva che si è messa a fare i film zozzi"! Noi sappiamo che sta parlando di Sabina Ciuffini, fresca interprete di Oh mia bella matrigna! (1976) di Guido Leoni. 
Tra le curiosità citiamo Mino Guerrini in un breve cammeo: è il signore che esce dalla sala cinematografica e litiga con Giuffrè che cerca la scimmia. Presenze sexy oltre a Gloria Guida: Dada Gallotti è la bella professoressa lesbica che in alcune sequenze ci concede la visione di un seno prorompente, ma anche Patrizia De Rossi (Webley) nei panni della disinibita figlia di Giuffrè, Loretta Persichetti, matura prostituta che istruisce Domenica e Cristiana Lionello, servetta condominiale che dopo tante vessazioni si ribella alla megera portinaia Alessandra Vazzoler. Rossella Como è la moglie di Lionello, borghese e perbenista, ma solidale con il marito nello sfruttare la ragazza alla pari. Abbiamo già detto del titolo iberico. In Germania esce come Ein Flottes Hausmädchen (82' contro i 93' italiani, come afferma Roberto Poppi). 

Gordiano Lupi

4 commenti:

  1. Sono interessato al film la ragazza alla pari 1976 come posso acquistarlo visto che è introvabile?
    Mi aiuti la prego.

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    1. io ce l'ho, ma non so come fare per duplicarlo...

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    2. Se la copia en in VHS basta con usare un altra VHS. Cosi era prima ma c'e una forma per pasare un cassette VHS in copia digitale. In che formato sarebbe la copia?

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    3. Adesso ritorno alla tua critica del film e sopratutto alla riferenza che fai sul doppiagio in Spagnolo.( ne so cualcosa perche sonno Spagnolo) Non posso essere piu d'accordo con te. Ricordo che negli ottanta era l'epoca dei Video Club VHS . Molti titoli di cinema europeo eranno publicatti e dopiatti senza dubbio rapidamente e veramente male. E non mi riferisco solo hai film Italiano del epoca sexy ma anche a molti film spagnoli con attrice tedesche , etc.. con un audio troppo forte e di cattiva qualità. E le cassette in Spagna eranno anche di bassa qualità comparate con i VHS venduti in Svizerra e Francia ( dove abitavo). In cambio i doppiagi dei film americani e soppratutto le voce eranno ottime sopratutto per i film del Hollywood clasico. Cualche volte le prestazioni di Gary Cooper, Clark Gable o Charlton Heston potevano essere meglio in Spagnolo che in inglese. Se lo prendevano molto piu in serio.

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