<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430</id><updated>2012-03-08T12:26:59.444-08:00</updated><title type='text'>La Cineteca di Caino</title><subtitle type='html'>La mia blog - rivista di cinema</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>185</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7804645312455886192</id><published>2012-03-08T04:53:00.002-08:00</published><updated>2012-03-08T12:26:59.450-08:00</updated><title type='text'>Principe coronato cercasi per ricca ereditiera (1970)</title><content type='html'>&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;di Gianni Grimaldi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-V258RZoTyLY/T1kVKYiHt9I/AAAAAAAADI8/QEqgPb-WCxI/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_006_jpg_zhzk.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-V258RZoTyLY/T1kVKYiHt9I/AAAAAAAADI8/QEqgPb-WCxI/s320/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_006_jpg_zhzk.jpg" width="163" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Regia: Gianni Grimaldi. Soggetto e Sceneggiatura: Gianni Grimaldi. Aiuto regista: Paolo Fondato. Scenografie. Franco Cuppini. Costumi: Giulia Mafai. Montaggio: Dolores Tamburini. Fotografia: Aldo Greci. Musiche. Roberto Pregadio. Direttore di Produzione. Angelo Iacono per Mars Film. Sigla di testa e di coda: “Note d’amore”, di Roberto Pregadio su parole di Gianni Grimaldi, cantata da I Rubi Strubi. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Katia Christina, Linda Sini, Carletto Sposito, Alfredo Rizzo, Renato Malavasi, Renato Baldini, Orazio Stracuzzi, Ada Pometti, Saro Urzì. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-I-QdtmSbbZ4/T1kVW3DyqPI/AAAAAAAADJE/zPmx8vEfA1s/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_007_jpg_xudn.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-I-QdtmSbbZ4/T1kVW3DyqPI/AAAAAAAADJE/zPmx8vEfA1s/s320/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_007_jpg_xudn.jpg" width="222" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Principe coronato cercasi per ricca ereditiera&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt; è un lavoro insolito nella filmografia di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, perché presenta accenni di commedia sexy, una tematica erotica inconsueta e una recitazione più contenuta da parte dei due comici siciliani. Merito di Gianni Grimaldi, uno dei registi che meglio riesce a valorizzare le qualità recitative della coppia più vituperata dalla critica cinematografica.&lt;br /&gt;Franco Franchi è Don Mimì, un principe siciliano decaduto, che dopo aver dilapidato il patrimonio della casata è costretto ad aprire le porte del castello ai turisti per racimolare qualche soldo. Ciccio Ingrassia è il fido maggiordomo Francesco, che non viene pagato da undici anni, ma è impiegato come guida turistica, consulente, collaboratore e servitore tuttofare. Renato Baldini è un ricco petroliere statunitense che asseconda un capriccio della figlia Grace (Katia Christina), paga un miliardo al principe e lo convince a sposare la ragazza che desidera il titolo di principessa. Il patto matrimoniale è duro da rispettare, perché prevede che la donna debba restare illibata e che dopo tre mesi ci sia un divorzio consensuale per liberarla dai vincoli e farla tornare in America. La pellicola scorre su questa falsariga, ma gode di una trama più elaborata del solito con meno concessioni alla comicità da avanspettacolo. Ciccio Ingrassia è bravo nei panni di un compassato maggiordomo che accompagna turisti per le stanze del castello, mostrando cinture di castità e quadri, senza rinunciare a battute. Il suo aspetto fisico è insolito perché non ha i baffi, che invece vengono sfoggiati da Franco, regale principe decaduto. Ciccio è un coprotagonista esemplare, recita la parte dell’amico del principe, funge da consigliere e a un certo punto si innamora persino della governante della principessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JJrnVrkh2Xs/T1kVjzGJh9I/AAAAAAAADJM/E801G3z15rY/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_002_jpg_etaj.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="210" src="http://1.bp.blogspot.com/-JJrnVrkh2Xs/T1kVjzGJh9I/AAAAAAAADJM/E801G3z15rY/s320/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_002_jpg_etaj.jpg" width="320" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Saro Urzì è un ottimo prete siciliano che si fa portavoce della richiesta nuziale ma è anche il primo a restare sconvolto dalla pretesa di non consumare il matrimonio. Carletto Sposito e Alfredo Rizzo sono due validi caratteristi che impersonano gli imbranati amici del principe che tentano con ogni mezzo di conquistare la bella moglie, ma finiscono sempre sconfitti. Katia Christina è molto bella, un tipo alla Marylin Monroe, bionda e attraente, che mostra lunghe gambe maliziosamente esposte grazie a succinte vesti da camera. Brava anche come interprete, prima ragazzina capricciosa e infine donna innamorata di un principe che la fa capitolare dopo una corte serrata. Una sequenza la vede protagonista di un improvvisato spogliarello, per i tempi abbastanza audace. Un’altra scena immortala la bella Christina in trasparenza che si insapona sotto la doccia mentre Franco si rade esterrefatto di fronte alla sensuale visione. Franco Franchi è un credibile principe spiantato, impenitente rubacuori e giramondo, che finisce per innamorarsi di una moglie sposata per interesse e - dopo una notte brava con le sue amiche - consuma il matrimonio. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tFQCVXrS_Yk/T1kVzyXWaFI/AAAAAAAADJU/tGxSYc9bTjc/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_004_jpg_gzbf.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-tFQCVXrS_Yk/T1kVzyXWaFI/AAAAAAAADJU/tGxSYc9bTjc/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_004_jpg_gzbf.jpg" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;Un film insolito per la coppia comica, perché è anche di una duplice storia d’amore a lieto fine che riguarda principe e maggiordomo, immortalata da una geniale sequenza con i letti uniti mentre scorre sullo schermo la parola Fine. Certo, c’è l’avanspettacolo, ci sono le battute e le immancabili scenette comiche. “Le palle, lucidare anche le palle!” (riferito al biliardo). “No, io le palle non gliele lucido”, risponde un servo con inevitabile doppio senso. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Un turista (parlando di un antenato del principe): “Era molto credente?”. Ciccio: “No credeva a tutte le balle che gli dicevano!”. Franco, mentre osserva i ritratti dei suoi avi: “Trisavolo, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;arcavolo&lt;/i&gt;…”. I doppi sensi si sprecano: “Pervade e penetra”. Franco: “Le tentazioni della carne…”. Christina: “Sono vegetariana”. Franco che conta le pecore per dormire mentre nel letto vicino dorme la bella principessa finisce per giocare a carte con Ciccio. “Scopa?”, chiede il maggiordomo. “No, briscola”, è la risposta dal sottinteso erotico. Franco Franchi canta alcune canzoni con la chitarra, abbandonandosi a una vecchia passione, la prima è una melodia romantica, mentre la seconda uno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;shake&lt;/i&gt;, ma alla fine intona la popolare &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sciuri sciuri&lt;/i&gt;. Renato Baldini è un buon caratterista che interpreta un americano volgare e arricchito, padre della ragazzina che vuol diventare principessa. Il film è quasi completamente girato in interni ed è molto teatrale, l’arredamento è un modernariato anni Settanta che fa tanta nostalgia. Alcune sequenze del carnevale siciliano girate in presa diretta anticipano un finale che vede la principessa mascherata e innamorata del principe che decidere di restare come vera moglie. Irrompe nella sala con il fucile in braccio, scaccia gli amici americani dal tempio, parla siciliano e decide di consumare il matrimonio. “Per tutta la quaresima non voglio essere disturbato”, afferma Franco. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8EEzqwBSaTY/T1kWAFMYQ9I/AAAAAAAADJc/vo31BfW0chw/s1600/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_003_jpg_psxx.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" src="http://1.bp.blogspot.com/-8EEzqwBSaTY/T1kWAFMYQ9I/AAAAAAAADJc/vo31BfW0chw/s320/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_003_jpg_psxx.jpg" width="320" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;Ottantottesimo film interpretato da Franco e Ciccio in un anno importante come il 1970 che comprende molti titoli riusciti ma che purtroppo fa registrare segnali di cedimento nella coppia. Gianni Grimaldi è uno dei loro migliori registi, che ricordiamo per gli ottimi &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il brutto e il cretino&lt;/b&gt; (1967), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Brutti di notte&lt;/b&gt; (1968), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Chisciotte e Sancio Panza&lt;/b&gt; (1969) e per molte pellicole interpretate da Lando Buzzanca. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Principe coronato cercasi per ricca ereditiera&lt;/b&gt; anticipa la moda della commedia sexy, pur restando nel consueto garbo del cinema popolare e per famiglie, vero marchio di fabbrica di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7804645312455886192?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7804645312455886192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/principe-coronato-cercasi-per-ricca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7804645312455886192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7804645312455886192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/principe-coronato-cercasi-per-ricca.html' title='Principe coronato cercasi per ricca ereditiera (1970)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-V258RZoTyLY/T1kVKYiHt9I/AAAAAAAADI8/QEqgPb-WCxI/s72-c/principe_coronato_cercasi_per_ricca_ereditiera_franco_franchi_gianni_grimaldi_006_jpg_zhzk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7986257846873329735</id><published>2012-03-07T04:31:00.000-08:00</published><updated>2012-03-07T04:31:51.676-08:00</updated><title type='text'>Costa Etrusca parla del mio cinema...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7mTV6w3KIgQ/T1dVBso37YI/AAAAAAAADII/__MLl8IDfJk/s1600/pbtavola.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-7mTV6w3KIgQ/T1dVBso37YI/AAAAAAAADII/__MLl8IDfJk/s320/pbtavola.jpg" width="301" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Paola Valdata su "Costa Etrusca" - Primavera 2012&lt;br /&gt;Free Press della Provincia di Livorno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7986257846873329735?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7986257846873329735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/costa-etrusca-parla-del-mio-cinema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7986257846873329735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7986257846873329735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/costa-etrusca-parla-del-mio-cinema.html' title='Costa Etrusca parla del mio cinema...'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7mTV6w3KIgQ/T1dVBso37YI/AAAAAAAADII/__MLl8IDfJk/s72-c/pbtavola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7544004145496424250</id><published>2012-03-06T14:31:00.000-08:00</published><updated>2012-03-06T14:31:02.214-08:00</updated><title type='text'>Giuliano Biagetti e Piergiorgio Ferretti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Il regista dai due nomi e la commedia erotica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_z4ylu0pGvs/T1aO7pNWQ7I/AAAAAAAADHc/1cJkUUwgtss/s1600/svergognata_philippe_leroy_giuliano_biagetti_001_jpg_bygp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-_z4ylu0pGvs/T1aO7pNWQ7I/AAAAAAAADHc/1cJkUUwgtss/s320/svergognata_philippe_leroy_giuliano_biagetti_001_jpg_bygp.jpg" uda="true" width="170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Giuliano Biagetti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; (1925 - 1998) comincia come aiuto regista e documentarista, lavora con Roberto Rossellini, debutta alla regia nel 1953 con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Rivalità&lt;/b&gt; (scritto e supervisionato da Rossellini), seguito da &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ragazze al mare&lt;/b&gt; (1954), per fermarsi sino al 1968, anno in cui gira &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’età del malessere&lt;/b&gt;, un film sui cambiamenti dell’Italia del dopo boom tratto da un romanzo di Dacia Maraini. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Interrabang&lt;/b&gt; (1969) è un thriller girato su uno yacht a base di sesso, situazioni scabrose, melodramma e omicidi, mentre &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ancora una volta prima di lasciarci&lt;/b&gt; (1972) è un dramma matrimoniale piuttosto erotico interpretato da Corrado Pani e Barbara Bouchet. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yj6-RjZMaeE/T1aPGQZtmjI/AAAAAAAADHk/V3aZQZVig3M/s1600/svergognata_philippe_leroy_giuliano_biagetti_003_jpg_nymn.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211" src="http://2.bp.blogspot.com/-yj6-RjZMaeE/T1aPGQZtmjI/AAAAAAAADHk/V3aZQZVig3M/s320/svergognata_philippe_leroy_giuliano_biagetti_003_jpg_nymn.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Philippe Leroy ne &lt;em&gt;La svergognata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;La prima commedia sexy firmata da Biagetti, scritta con Giorgio Mariuzzo che svolge compiti di aiuto regista, è &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;svergognata&lt;/b&gt; (1974), interpretata da Philippe Leroy, Leonora Fani, Barbara Bouchet, Pupo De Luca, Dana Ghia, Stefano Amato, Dante Cleri e Maria Pia Conte. Il tema di fondo è quello della Lolita (Leonora Fani, vero nome Eleonora Cristofani) che seduce un maturo scrittore in crisi (Leroy) e compagno infedele di Barbara Bouchet. Non è il massimo della originalità, perché le citazioni al romanzo di Nabokov e al film di Kubrick sono molte, ma l’ambientazione sull’Isola d’Ischia è suggestiva, i panorami marini ben fotografati e le situazioni erotiche abbastanza pruriginose. Leonora Fani è perfetta nel ruolo della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;teenager&lt;/i&gt; che manda in crisi l’uomo maturo, interpretazione che nel corso della sua carriera la vedrà spesso all’opera (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Nenè&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bestialità&lt;/b&gt;…), così come Barbara Bouchet interpreta bene la donna innamorata che viene a riprendersi il suo uomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BSy24w91DEc/T1aPvzGB9lI/AAAAAAAADH8/Jd_PBy1yVBY/s1600/imagesCATBY8I0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-BSy24w91DEc/T1aPvzGB9lI/AAAAAAAADH8/Jd_PBy1yVBY/s1600/imagesCATBY8I0.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Pupo De Luca è un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cumenda&lt;/i&gt; milanese che tradisce la moglie ma non vorrebbe subire la stessa sorte, ma non sa che l’amico Philippe Leroy - scrittore playboy - ha già colpito. Maria Pia Conte è la moglie insoddisfatta e alcolizzata, un personaggio stereotipato e non troppo approfondito. Leonora Fani si concede a Philippe Leroy, vergine e disinibita, quando si rende conto che non si lascia più irretire dai giochi erotici perché è tornata la sua donna. “Vorrei tanto fare un buon film, non quelle porcherie che mi propongono”, dice la Bouchet che sembra interpretare se stessa nel ruolo di attrice insoddisfatta. Stefano Amato è giovanissimo, interpreta uno dei coetanei della Fani che hanno il compito di far ingelosire il maturo scrittore. Alla fine Leroy resta solo a Ischia, dove cerca l’ispirazione per un romanzo, lascia partire amici, compagna e persino la ragazzina che per un momento l’ha fatto vacillare. Il film presenta qualche fugace nudo di Leonora Fani ma non nasconde ambizioni esistenziali non sempre riuscite. L’attrice è al debutto nel cinema italiano, ha poco meno di vent’anni ed è una bella trevigiana che non lascia indifferenti. Ottima la colonna sonora di Berto Pisano, suggestiva, romantica, a tratti persino drammatica. Alberto Moriani realizza un montaggio compassato, da film psicologico, molto anni Settanta, adesso improponibile. Anton Giulio Borghesi regala una fotografia intensa che mette in primo piano la bellezza dell’Isola d’Ischia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MGaY2_mBkxs/T1aPW1TPTKI/AAAAAAAADHs/tZKCW0itRzs/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-MGaY2_mBkxs/T1aPW1TPTKI/AAAAAAAADHs/tZKCW0itRzs/s1600/untitled.bmp" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Donna… cosa si fa per te&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; (1975) vede Renzo Montagnani nei panni di un industriale che dà un passaggio a un’affascinante autostoppista (Jenny Tamburi) che si rivela una prostituta. Il film non è male e va oltre il registro della solita commedia sexy, perché intensi elementi drammatici caratterizzano la relazione tra i due protagonisti. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’appuntamento (Dove, come, quando?)&lt;/b&gt; (1977) è l’ultima commedia sexy di Biagetti con protagonista il grande Renzo Montagnani, innamorato di una collega (Maria Pia Conte), che per tutta la pellicola tenta di arrivare in orario a un appuntamento.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Soffermiamoci su questo film, non troppo erotico ma intriso di comicità genuina e originale. Nel cast spiccano nomi di rilievo come Renzo Montagnani, Orchidea De Santis, Barbara Bouchet, Mario Carotenuto, Maria Pia Conte ed Enzo Liberti. La pellicola nasce da un’idea di Riccardo Biagetti (aiuto regista), Nelli - Faller collaborano alla sceneggiatura, il montaggio è di Romeo Ciatti, la fotografia di Antonio Borghesi, mentre le musiche sono di Berto Pisano. Il film è una divertente &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pochade&lt;/i&gt; fiorentina che alterna sensuali e divertenti parti oniriche a una serie di contrattempi che complicano la vita al protagonista. Renzo Montagnani e Mario Carotenuto sono due colleghi di lavoro dediti alle avventure galanti, si contendono l’affascinante signora Picchioni (Mari Pia Conte) e danno vita ad alcuni duetti comici di tutto rispetto. Il film è costruito su misura per le battute sopra le righe di Renzo Montagnani: “Alle sei della tarda spingardo la bernarda!” (riferito all’appuntamento erotico), “O ti tagli i capelli o ti compri un violino!” (rivolto al figlio capellone), “Era meglio se stavano zitte e costavano un po’ meno!” (riferito alle rose &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;che parlano&lt;/i&gt; vendute dalla fioraia), “Se le caccole fossero bandiere in Italia sarebbe sempre festa nazionale (riferito a un automobilista che si mette le dita nel naso al semaforo), “Bada com’è contento con la palettina! Il secchiello te lo copro io quest’estate!” (riferito a un vigile urbano zelante), “A te ti garberebbe sta’ cor cannolo in mano!” (rivolto a un pasticcere gay), “Ho pestato una merda. Meglio! Se puzzavo così di mio era peggio!”. Ne abbiamo citate soltanto alcune tra le più divertenti. La pellicola è ambientata a Firenze, Montagnani è bravissimo a interpretare il vernacolo toscano e regge quasi da solo la scena per un’ora e mezzo. La trama è un pretesto per inserire alcune situazioni comiche e siparietti da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;barzelletta&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;movie&lt;/i&gt; fino alla conclusione a sorpresa. Le parti erotiche più spinte (ma non troppo) sono i momenti onirici che ritraggono Maria Pia Conte distesa su un sofà con una rosa in mano. Molto originale la trovata di far parlare l’attrice ricorrendo al fumetto, forse per sottolineare che si tratta di un sogno di Montagnani. Le sequenze erotiche intervallano parti esclusivamente comiche che raccontano le disavventure del protagonista, in ritardo all’appuntamento. Momenti di puro avanspettacolo sono un paio di scene dove Montagnani e Carotenuto recitano insieme e confermano la grande importanza dei tempi comici. Orchidea De Santis è molto brava nei panni della moglie piuttosto puttana di un collega di lavoro che vorrebbe portarsi a letto Montagnani. In una sequenza successiva la vediamo seminuda in una stanza di albergo insieme al capo ufficio Carotenuto, pure se la sua presenza è molto casta. Barbara Bouchet caratterizza bene una moglie annoiata di un console svedese che vorrebbe farsi un uomo normale italiano (Montagnani), ma non ci riesce. Pure lei non concede molto al pubblico maschile. La pellicola è costruita tutta sulla verve di Montagnani che è incontenibile, ma non presenta molte parti erotiche. Enzo Liberti è bravissimo nei panni di un tassista romano capitato per caso a Firenze che non conosce neppure le vie della città. Ci sono diverse scene a base di stornelli fiorentini, parti da documentario che immortalano la bella città toscana e sembrano commissionate dall’ufficio turistico. La commedia sexy fa di nuovo capolino in una classica sequenza &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;voyeuristica&lt;/i&gt; con Carotenuto che spia &lt;personname productid="la Bouchet" w:st="on"&gt;la Bouchet&lt;/personname&gt; dal buco della serratura, mentre Montagnani fa altrettanto con &lt;personname productid="la De Santis." w:st="on"&gt;la De Santis.&lt;/personname&gt; Assistiamo a una sorta di scambio di coppie non consumato, vediamo &lt;personname productid="la Bouchet" w:st="on"&gt;la Bouchet&lt;/personname&gt; in alcune pose sensuali mentre mostra lunghe gambe nude, il seno prosperoso della De Santis e poco altro. Biagetti inserisce un paio di riferimenti alla situazione politica, parlando di Brigate Rosse e terroristi, ma mette anche l’accento sui vizi provati e le pubbliche virtù dei borghesi che tradiscono le mogli con donne disponibili. Alla fine Montagnani riesce a raggiungere &lt;personname productid="la Picchioni" w:st="on"&gt;la Picchioni&lt;/personname&gt;, ma non la trova sensuale come immaginava. Tutt’altro… La donna è dimessa e mal vestita, forse più in disordine della moglie, soffre di mal di testa ed è piena di lavori domestici da sbrigare. Una bella delusione dopo tanto penare per arrivare in tempo. Montagnani esce sotto la pioggia e sente un passante mormorare: “Che giornata di merda!”. Scuote la testa e se ne torna a casa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IxUm8Iw4NVs/T1aPfK8PNEI/AAAAAAAADH0/XJ2ZCgnaA_Q/s1600/01438501.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-IxUm8Iw4NVs/T1aPfK8PNEI/AAAAAAAADH0/XJ2ZCgnaA_Q/s320/01438501.jpg" uda="true" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Giuliano Biagetti firma tre pellicole con il nome di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Pier Giorgio Ferretti&lt;/b&gt; che per diversi anni viene studiato come regista realmente esistente. Nessuno dei tre lavori fa parte delle commedie sexy, anche se un film vede all’opera Gloria Guida. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Decameroticus&lt;/b&gt; (1972) dà il nome a un sottogenere ed è interpretato da Orchidea De Santis, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il sergente&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Rompiglioni&lt;/b&gt; (1973) è un modesto sotto - Buttiglione interpretato da Franco Franchi e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La novizia&lt;/b&gt; (1975) è ascrivibile al filone delle “monache nel peccato”, ma anche al mini filone dei “peccati in famiglia” e dei “drammi erotici”, perché si tratta di una commedia familiare che si svolge tra le mura domestiche e che nel finale degenera in puro dramma.&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nvlejomYDAs/T1aOm5uQpNI/AAAAAAAADHU/807M16WWFH4/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-nvlejomYDAs/T1aOm5uQpNI/AAAAAAAADHU/807M16WWFH4/s1600/images.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Gloria Guida ne La novizia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La novizia&lt;/b&gt; è tratto dal bel romanzo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La suora giovane&lt;/i&gt; di Giovanni Arpino e ne rispetta trama e situazioni in modo più che corretto. Lo scrittore Arpino e il regista Biagetti vogliono dire le stesse cose, descrivere la vita di provincia nella Sicilia degli anni Settanta, le vocazioni forzate, la chiusura di certi ambienti contadini, il tutto condito da un po’ di erotismo mai ingiustificato ma sempre funzionale alla storia. Gloria Guida è Maria, da novizia suor Immacolata, e veste il bianco abito monacale con una notevole carica erotica soprattutto nelle scene più piccanti. Il film è buono e si inserisce tra i migliori lavori di Biagetti per l’attenzione alla società, ai problemi dei rapporti tra i sessi, alla vita di provincia. Ben recitato da un ottimo Lionel Stander che confeziona una maschera esemplare da vecchio siciliano in attesa della morte. Meno interessante e più stereotipata la figura del giovane Vittorio resa con diligenza da un sufficiente Gino Milli. Femi Benussi è stupenda nelle sequenze erotiche ed è decisamente brava anche come recitazione. Gloria Guida se la cava bene ed è una presenza eccezionale in quell’abito da suora che le dà un’aria ingenua e timorata mai presente nei precedenti lavori. Quando poi si scatena presa dal vortice dei sensi ci lascia delle sequenze di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;strip &lt;/i&gt;memorabili e dei nudi integrali in abito da suora che parlano da soli. Per Mereghetti si tratta di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un softcore all’italiana in cui &lt;personname productid="la Guida" w:st="on"&gt;la Guida&lt;/personname&gt; si spoglia con disinvoltura per lo meno sospetta per una suora&lt;/i&gt;. Giovanni Buttafava invece trova il film &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;sorprendente, totalmente svincolato da ogni credibilità, anche geografica, spaziando dalla Sicilia alla campagna veneta, combinando i pezzi dedicati alle varie dive impiegate per pura giustapposizione, arrivando a esaltare il cliché del vecchio libertino moribondo con una soggettiva della Morte&lt;/i&gt;. Non si comprende se sia una critica positiva o negativa. Ve la riporto per come l’ho trovata su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stracult&lt;/i&gt; di Marco Giusti, che commenta un film che non ha visto inventando una scena dove Gloria Guida si libera della tonaca e corre nuda su un prato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Alcune scene de La svergognata. &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q7pSjBBFfZc"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Q7pSjBBFfZc&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7544004145496424250?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7544004145496424250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/giuliano-biagetti-e-piergiorgio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7544004145496424250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7544004145496424250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/giuliano-biagetti-e-piergiorgio.html' title='Giuliano Biagetti e Piergiorgio Ferretti'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_z4ylu0pGvs/T1aO7pNWQ7I/AAAAAAAADHc/1cJkUUwgtss/s72-c/svergognata_philippe_leroy_giuliano_biagetti_001_jpg_bygp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8739357577574569730</id><published>2012-03-06T12:56:00.000-08:00</published><updated>2012-03-06T12:56:39.571-08:00</updated><title type='text'>Unfacebook - Il cinema di Claudia 7</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Unfacebook - &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Recensione di Claudia Marinelli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GMiuGMWiRIg/T1Z4DZqST-I/AAAAAAAADFY/z6F03NCB2Gg/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-GMiuGMWiRIg/T1Z4DZqST-I/AAAAAAAADFY/z6F03NCB2Gg/s320/untitled.bmp" uda="true" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Regia: Stefano Simone &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%; mso-bidi-language: HE; mso-fareast-language: IT;"&gt;Soggetto: Gordiano Lupi – Tratto dal suo racconto “Il prete”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Sceneggiatura&lt;span style="color: black;"&gt;: Dargys Ciberio, Pia Conoscitore, Antonio Universi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Musica:&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Luca Auriemma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Montaggio: Stefano Simone&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Effetti speciali:&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Fotografia: Stefano Simone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Interpreti: Paolo Carati, Giuseppe La Torre, Tonino Pesante, Fabio Valente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Genere: Drammatico - horror&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Produzione: Italia 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Durata: 75 minuti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OdsV0X2ebmE/T1Z4b340xFI/AAAAAAAADFg/eVX_pfezuGQ/s1600/unfacebook-L-HQ8doJ.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="219" src="http://4.bp.blogspot.com/-OdsV0X2ebmE/T1Z4b340xFI/AAAAAAAADFg/eVX_pfezuGQ/s320/unfacebook-L-HQ8doJ.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Stefano Simone con la&amp;nbsp;macchina da presa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;I “social network&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;” sono un fenomeno alquanto recente, ma che ha riscontrato un così grande gradimento da parte del pubblico mondiale che molti si sono interrogati sul loro impatto sulle nostre vite di tutti i giorni e soprattutto su quelle dei più giovani.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Tratto dalla storia breve “Il prete” di Gordiano Lupi, “Unfacebook” è un film inquietante che vuole indagare&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;sul potere della rete. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Siamo in una cittadina di provincia italiana. Un parroco abbastanza giovane, insegnante di religione in una scuola superiore, ascolta le confessioni dei suoi parrocchiani, e i peccati a lui svelati di certo non sono “veniali”: adulterio, pedofilia, truffa. Il prete sembra stanco e anche arrabbiato da tutte queste rivelazioni e, visto che usa con facilità la rete e che s’interessa di psicologia e d’ipnosi, comincia a contattare in forma anonima i parrocchiani peccatori per inviare loro dei messaggi inquietanti capaci di ipnotizzarli e di privarli della loro volontà. I messaggi sono seguiti da delle telefonate in cui il prete che dice loro una “parola chiave”, che ricorda gli efferati peccati e questi si tolgono la vita nel modo più violento che si possa pensare e che qui non descrivo. La polizia indaga, ma non riesce a trovare indizi validi per giustificare atti così tragici e violenti, oltre a non trovare legami tra i tre suicidi stessi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IyUCncxENlk/T1Z4xkKPLTI/AAAAAAAADFo/KkZfWoH5K_M/s1600/unfacebook.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://3.bp.blogspot.com/-IyUCncxENlk/T1Z4xkKPLTI/AAAAAAAADFo/KkZfWoH5K_M/s320/unfacebook.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il prete killer&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Il prete allora decide di usare i suoi poteri per eliminare dalla cittadina dei comuni criminali o gente che lui cataloga come criminale (tra questi anche un onorevole). Apre un “social network” e attira i ragazzi in rete per farli diventare i paladini della giustizia, attraverso messaggi capaci di ipnotizzarli. I ragazzi rispondono bene agli stimoli inviati dal prete e cadono nella trappola, sono soggiogati, la loro volontà è annientata e uccidono a comando sempre nel modo più violento che si possa immaginare. Un figlio addirittura ammazza il suo stesso padre. La polizia indaga ma brancola nel buio, solo dopo l’ennesimo omicidio il commissario capisce che tutti gli omicidi hanno un denominatore comune: le persone ammazzate sono criminali in libertà: truffatori, spacciatori di droga, pedofili ecc… Il commissario interroga il prete, ma non trova indizi, e continua a indagare. Poi, dopo l’ultimo efferato omicidio, decide di andare in parrocchia, dove non trova il prete, ma solo il suo computer aperto e scopre così le prove che è stato quest’ultimo a manipolare i ragazzi e a ordinare gli omicidi. Il commissario ritorna in caserma e comincia a lavorare al computer, ma non capiamo se stia lavorando per arrestare il prete oppure se lo lascerà fare in quanto, con dei rapidi “flash-back”, si capisce che il commissario stesso da piccolo è stato testimone di un omicidio e forse soggetto a violenze sessuali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-M7iti56ugWw/T1Z4_HfDJlI/AAAAAAAADFw/uch4cUWSSCQ/s1600/imagesCAXLEVCC.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-M7iti56ugWw/T1Z4_HfDJlI/AAAAAAAADFw/uch4cUWSSCQ/s1600/imagesCAXLEVCC.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La polizia indaga&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;La pellicola ha una patina blu che incrementa la sensazione di degrado ambientale dove si muovono i personaggi, aggiungendo inquietudine alla vicenda, lasciando un senso di smarrimento nello spettatore, ma che non aiuta in certe scene alla comprensione delle immagini. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;La musica tetra è molto adatta al film e accompagna le scene cruciali incrementando l’inquietudine e il senso di attesa che precede ogni omicidio. Gli effetti speciali sono funzionali alla storia e molto eloquenti per farci capire le situazioni, e il film si avvale di un ottimo montaggio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;La storia originale di Gordiano Lupi s’incentra sulla figura del prete, che ci viene descritto all’inizio come una persona tutta d’un pezzo, con un’idea della religione “ortodossa”, un solitario e paradossalmente anche idealista che ha studiato informatica e psicologia&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in modo approfondito. La squallida realtà della cittadina di provincia, l’ipocrisia dei parrocchiani,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;nonché in certi casi la loro cattiveria lo stressano, lo deludono e lo fanno arrabbiare. Deluso anche di se stesso e della sua missione di prete, non regge il confronto con la realtà.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E da portatore di pace e armonia, si trasforma in giustiziere, perché non accetta le debolezze umane, si crede infallibile e puro, e soprattutto ha dimenticato che Cristo ha detto “Chi è senza peccati, scagli la prima pietra”. Ma nella scelta delle sue vittime ad un certo punto commette un errore, che provoca la morte di tre persone innocenti e, non potendo accettare la realtà dello sbaglio, si suicida. Il personaggio è coerente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-lh8NpS0PQoQ/T1Z5VjGT59I/AAAAAAAADF4/U1FNhaeRSHE/s1600/unfacebook_img1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://4.bp.blogspot.com/-lh8NpS0PQoQ/T1Z5VjGT59I/AAAAAAAADF4/U1FNhaeRSHE/s320/unfacebook_img1.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il capo dei Templari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Nel film questa prima parte introduttiva del racconto, che di fatto “spiega” il prete, e pone le basi per la stesura coerente della storia, è troppo sintetizzata. Lo spettatore capisce che il prete è stanco di ascoltare le confessioni dei suoi parrocchiani, che però non vediamo mai assolvere, immaginiamo che sia stressato. Compra delle riviste di informatica e d’ipnosi, ma niente ci fa capire che è un esperto informatico e uno psicologo così bravo da praticare l’ipnosi. Dunque quando i messaggi arrivano alle prime vittime, i suicidi ci sembrano poco credibili. E anche quando arriveranno i messaggi ai ragazzi che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;annienteranno la loro volontà al punto tale da farli diventare assassini, uno addirittura ammazza il proprio padre, il comportamento non è convincente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Il film vuole di fatto parlare dell’impatto dei “social network” sulla vita degli adolescenti, e il pericolo che può rappresentare sulle giovani menti, se lo strumento internet viene usato male. Come tematica secondaria il film tratta di criminali mai puniti, che “vivono e vegetano” in libertà, pur commettendo efferati delitti. La figura del prete giustiziere lega le due tematiche. Ma la concatenazione degli eventi e le motivazioni non convincono in pieno. L’ipnosi è usata per giustificare il comportamento dei suicidi e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;degli adolescenti, ma sembra una soluzione abbastanza semplicistica, anche perché l’ipnosi, se si chiede a specialisti, non toglie la coscienza e soprattutto non toglie i ricordi, tanto che viene appunto usata come terapia per far ricordare a dei pazienti dei traumi rimossi. Forse gli sceneggiatori potevano indagare meglio sull’effetto dei messaggi sublimali, o qualche altro modo per convincere gli adolescenti ad ammazzare, ad esempio indagare sulla fragilità degli adolescenti stessi e le ragioni della loro fragilità. Il cinema non deve essere reale, ma deve essere plausibile, se no lo spettatore non ci si identifica. È troppo facile per questo prete manipolare le menti, così facile che non è credibile, e se non è credibile il personaggio principale lo spettatore mette in dubbio tutta l’ambientazione e il concatenarsi degli eventi. O forse la trama poteva essere corredata da un elemento “fantastico” che poteva giustificare il potere del prete stesso. Ma il film non ha elementi fantastici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lrpfvJM1Qgw/T1Z5qT-O22I/AAAAAAAADGA/OWgWGvYRDx8/s1600/unfacebook-2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="181" src="http://3.bp.blogspot.com/-lrpfvJM1Qgw/T1Z5qT-O22I/AAAAAAAADGA/OWgWGvYRDx8/s320/unfacebook-2.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;A proposito di violenza...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Inoltre alcune scene sono molto crude, gli omicidi son ben descritti, ma proprio difficili da guardare. Ma la magia del cinema non risiede forse nel suo grande potere di suggestione? Perché usare la violenza nuda e cruda? Certo è usata anche da grandissimi registi, ma ci siamo mai domandati il perché? Ed è giusto che venga usata così? E sopratutto è utile? In questo film secondo me no.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il regista e gli sceneggiatori avrebbero potuto dire le stesse cose senza scene di violenza così efferate. E mi son domandata: perché le hanno inserite? Anche nel racconto di Gordiano Lupi c’è la descrizione dei suicidi e degli omicidi, ma sono&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;molto meno dettagliati, e si riescono a leggere. Qui le scene sono difficili da sopportare. Che la violenza piaccia, non lo metto in dubbio, visto il successo di alcuni film violenti e di alcune trasmissioni televisive.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Che paghi in termine di ascolti e di danaro, sicuramente! Ma che sia bella, credo proprio di no. Il cinema è arte, e l’arte dovrebbe rispettare anche certi canoni di “bellezza”.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E non concordo con chi mi obietterà che “è bello ciò che piace”, perché vedere una persona che da sola si taglia i genitali, è un’esperienza deprimente e angosciante, e sopratutto inutile.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RraZ5WanhfE/T1Z51l4FAAI/AAAAAAAADGI/GgGYBkdjShY/s1600/unfacebook-3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="181" src="http://3.bp.blogspot.com/-RraZ5WanhfE/T1Z51l4FAAI/AAAAAAAADGI/GgGYBkdjShY/s320/unfacebook-3.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ancora immagini forti...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Il giovane regista, Stefano Simone&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ha appena ventisei anni, ma dimostra di saper stare dietro a una macchina da presa, non è mai approssimativo o superficiale. Il regista è colui che ha in mano una storia e decide il come raccontarla. Penso che Stefano Simone abbia idee molto chiare sul come si raccontino le storie: le inquadrature ravvicinate, i primi piani, il come far muovere i personaggi, le giuste angolazioni sono tutte volte a suggerire nello spettatore l’inquietudine che pervade la pellicola. Possiamo solo augurarci che con il tempo, continuando a dirigere altri film, il regista possa crescere, maturando e diventando un nome&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;nel panorama del cinema italiano odierno.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Il Trailer: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AGEnMs7DaPg"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AGEnMs7DaPg&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8739357577574569730?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8739357577574569730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/unfacebook-il-cinema-di-claudia-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8739357577574569730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8739357577574569730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/unfacebook-il-cinema-di-claudia-7.html' title='Unfacebook - Il cinema di Claudia 7'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-GMiuGMWiRIg/T1Z4DZqST-I/AAAAAAAADFY/z6F03NCB2Gg/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-6710141337438564330</id><published>2012-03-05T05:37:00.000-08:00</published><updated>2012-03-05T05:37:06.033-08:00</updated><title type='text'>Capriccio all’italiana (1968)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Monicelli, Pasolini, Steno, Zac, Rossi, Bolognini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-EkZgyXfCN0Y/T1TAeauOiWI/AAAAAAAADEw/tEbtB3AKiF8/s1600/capriccio+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-EkZgyXfCN0Y/T1TAeauOiWI/AAAAAAAADEw/tEbtB3AKiF8/s320/capriccio+1.jpg" uda="true" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Steno, Pino Zac, Franco Rossi. Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Gianviti, Agenore Incrocci, Pier Paolo Pasolini, Furio Scarpelli, Steno, Bernardino Zapponi, Cesare Zavattini. Produttore: Dino De Laurentiis. Fotografia: Tonino Delli Colli. Montaggio: Nino Baragli. Musiche: Domenico Modugno, Ricky Gianco, Piero Piccioni. Scenografia: Mario Garbuglia. Interpreti: Adriana Asti, Laura Betti, Walter Chiari, Ninetto Davoli, Totò, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Domenico Modugno, Carlo De Mejo, Ira Fürstemberg, Francesco Leonetti, Dante Maggio, Silvana Mangano, Ugo D’Alessio, Renzo Marignano, Mario Cipriani, Carlo Pisacane. Episodi: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Perché?&lt;/i&gt; (Bolognini), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bambinaia&lt;/i&gt; (Monicelli), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;/i&gt; (Pier Paolo Pasolini), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il mostro della domenica&lt;/i&gt; (Steno), Viaggio di lavoro (Zac e Rossi), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La gelosia&lt;/i&gt; (Bolognini).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TvH5F1YBDiU/T1TA1q4e1aI/AAAAAAAADE4/-JTqYRy5lfI/s1600/safe_image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-TvH5F1YBDiU/T1TA1q4e1aI/AAAAAAAADE4/-JTqYRy5lfI/s320/safe_image.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Capriccio all’italiana&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è commedia all’italiana in cinque episodi realizzata da un gruppo di registi tra loro molto diversi che compongono un affresco divertente della società, a tratti realistico, per altri versi surreale. Il difetto della pellicola è la mancanza di un filo conduttore e di una vera e propria uniformità. A noi interessa soprattutto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;/i&gt; di Pier Paolo Pasolini, dove spicca la presenza di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Vediamo in sintesi gli altri episodi. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La bambinaia&lt;/i&gt; di Mario Monicelli prende di mira i falsi moralismi e critica la messa al bando dei fumetti neri. Silvana Mangano è una bambinaia che non vuole far leggere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Satanik&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Diabolik&lt;/i&gt; ai bambini ma in compenso li terrorizza con le fiabe di Perrault. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il mostro della&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;domenica&lt;/i&gt; di Steno è interpretato da Totò, un integerrimo signore ossessionato dai capelloni, al punto che si traveste, attira i giovani con l’inganno per poi raparli a zero. Viene arrestato, ma il commissario di polizia è dalla sua parte, perché ha un figlio capellone, quindi lo rilascia è affida il ragazzo alle sue forbici. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Perché?&lt;/i&gt; di Mauro Bolognini vede ancora protagonista Silvana Mangano, che istiga all’omicidio il fidanzato dopo un tamponamento stradale. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Viaggio di lavoro&lt;/i&gt; di Pino Zac e Franco Rossi, è composto da un mix di cartoni animati e fiction. Silvana Mangano in visita a un paese africano rischia il linciaggio perché sbaglia discorso. In realtà il regista è solo Franco Rossi, mentre il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cartoonist&lt;/i&gt; Pino Zac si limita a realizzare le animazioni. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;gelosia&lt;/i&gt; di Mauro Bolognini vede protagonista Ira Fürstemberg, moglie gelosa che segue il marito Walter Chiari per scoprire i suoi tradimenti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IFoe5ZT7mis/T1TBAmQPNcI/AAAAAAAADFA/8AItD0YRhqg/s1600/capriccio8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="174" src="http://1.bp.blogspot.com/-IFoe5ZT7mis/T1TBAmQPNcI/AAAAAAAADFA/8AItD0YRhqg/s320/capriccio8.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt; di Pier Paolo Pasolini è l’episodio più importante della pellicola, interpretato magnificamente da Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Laura Betti e Adriana Asti, nei panni di surreali marionette. La storia rivisita l’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Otello&lt;/i&gt; con un taglio fantastico. Le marionette interpretano il dramma di Shakespeare e nelle pause si pongono domande sui motivi delle loro azioni. Il pubblico presente in teatro a un certo punto interrompe la recita e impedisce l’omicidio di Desdemona (Betti) da parte di Otello (Davoli), facendo a pezzi le marionette di Jago (Totò) e del principe in preda alla gelosia. Il finale poetico vede lo spazzino Domenico Modugno portare alla discarica le marionette distrutte mentre canta una struggente melodia (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tutto il mio folle&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;amore/ lo soffia il cielo…&lt;/i&gt;). I due fantocci restano incantati a guardare le nuvole e la scena conclusiva finisce per dare il titolo all’episodio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Dcmt6PtG0rU/T1TBJMKvbpI/AAAAAAAADFI/xpIYa59mCVQ/s1600/capriccio3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://1.bp.blogspot.com/-Dcmt6PtG0rU/T1TBJMKvbpI/AAAAAAAADFI/xpIYa59mCVQ/s320/capriccio3.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt; è uno dei film più poetici e surreali di Pier Paolo Pasolini. Gli interpreti sono eccellenti, a cominciare da un Domenico Modugno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;monnezzaro&lt;/i&gt; che canta, per finire con un ispirato Ninetto Davoli nei panni del tormentato Otello che parla romanesco, passando per un grandissimo Totò nel ruolo del perfido Jago. Brava anche Laura Betti come romantica Desdemona, molto calato nella parte Franco Franchi (Cassio) e Ciccio Ingrassia, aiutante di Iago. Alcune sequenze sono pura poesia e si ricordano come grandi pagine di letteratura. “Noi siamo in un sogno, dentro a un sogno”, dice Jago. Otello commenta dietro le quinte: “Iago, come sei cattivo…”. Il tema della gelosia è affrontato con Otello versione popolare e Jago marionetta dipinta di verde, diabolico invidioso della felicità altrui. “Qual è la verità? Quello che penso io di me o quel che pensano gli altri?”, si chiede Otello. “Cosa senti dentro? Ecco, quella è la verità, ma non bisogna nominarla, altrimenti scappa”, risponde Jago. Il finale vede Jago e Otello fatti a pezzi dal pubblico che parteggia per la mite Desdemona. Alla discarica le marionette scoprono per la prima volta le nuvole. “Quanto so’ belle”, dice Otello. “Oh, straziante meravigliosa bellezza del creato…”, mormora Jago. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WkhD9p5xsTA/T1TBRcFiYhI/AAAAAAAADFQ/EmYkI-FpepA/s1600/capriccio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-WkhD9p5xsTA/T1TBRcFiYhI/AAAAAAAADFQ/EmYkI-FpepA/s1600/capriccio.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Capriccio all’italiana&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è l’ultimo film interpretato da Totò, esce nel 1968, ma lui non può vederlo perché muore il 15 aprile 1967.&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Paolo Mereghetti concede due stelle con questo commento: “Tenuto insieme senza nessuna logica, il film si salva solo per la bravura di Totò e per l’improvviso squarcio di poesia dell’episodio di Pasolini”. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Una tantum&lt;/i&gt; condividiamo l’opinione dell’illustre critico milanese, ma aggiungiamo che anche Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sono impiegati al meglio da una regia abile e ispirata. Pino Farinotti assegna tre stelle, trova il solito difetto della mancanza di filo conduttore, che condividiamo. In ogni caso l’episodio di Pasolini giustifica ancora oggi la visione del film. Morando Morandini concede due stelle e mezzo: “Spiccano gli episodi interpretati da Totò e non soltanto perché furono gli ultimi che interpretò. Quello di Pasolini fa perno su una sgangherata e buffissima rappresentazione di Otello in una compagnia napoletana di marionette”. Un piccolo capolavoro fantastico pervaso da momenti lirici e sorretto da dialoghi poetico - esistenziali.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Per vedere il film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qdDdogoVwrU"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=qdDdogoVwrU&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-6710141337438564330?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/6710141337438564330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/capriccio-allitaliana-1968.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6710141337438564330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6710141337438564330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/capriccio-allitaliana-1968.html' title='Capriccio all’italiana (1968)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EkZgyXfCN0Y/T1TAeauOiWI/AAAAAAAADEw/tEbtB3AKiF8/s72-c/capriccio+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7767329906546147050</id><published>2012-03-01T14:03:00.000-08:00</published><updated>2012-03-01T14:03:19.272-08:00</updated><title type='text'>La rosa purpurea del Cairo - Il cinema di Claudia 6</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;di Claudia Marinelli&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 10pt; line-height: 115%; mso-fareast-language: IT; mso-no-proof: yes;"&gt;&lt;shapetype coordsize="21600,21600" filled="f" id="_x0000_t75" o:preferrelative="t" o:spt="75" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" stroked="f"&gt;&lt;stroke joinstyle="miter"&gt;&lt;/stroke&gt;&lt;formulas&gt;&lt;f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @0 1 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum 0 0 @1"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @2 1 2"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @0 0 1"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @6 1 2"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @8 21600 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;&lt;/f&gt;&lt;f eqn="sum @10 21600 0"&gt;&lt;/f&gt;&lt;/formulas&gt;&lt;path gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" o:extrusionok="f"&gt;&lt;/path&gt;&lt;lock aspectratio="t" v:ext="edit"&gt;&lt;/lock&gt;&lt;/shapetype&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-12-w5rX47xc/T0_vNviBqHI/AAAAAAAADEI/erQkQEzjWR0/s1600/clip_image001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-12-w5rX47xc/T0_vNviBqHI/AAAAAAAADEI/erQkQEzjWR0/s320/clip_image001.jpg" uda="true" width="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-size: 12pt; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Regia: Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Sceneggiatura: Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US; mso-bidi-language: HE; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Montaggio: Susan E. Morse&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Scenografia: Stuart Wurtzel&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Fotografia: Gordon Willis&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Musica: Dick Hayman&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Genere: Commedia - fantastico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Cast: Mia Farrow, Jeff Daniels, Danny Aiello, Van Johnson, Edward Herrmann, Dianne Weist&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Produzione: U.S.A. 1985&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Durata: 82 minuti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Premi: Golden Globe per la migliore sceneggiatura&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Perché rimaniamo incantati dalle immagini che scorrono su di un grande schermo, ben sapendo che si tratta di finzione? E come riusciamo ogni volta che guardiamo un film a saltare a piedi pari nel mondo e dell’immaginario senza neanche accorgercene?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Forse non troveremo mai una risposta, ma continueremo ad andare al cinema come la protagonista di questo incantevole film, il tredicesimo di Woody Allen, che ha appena compiuto ventisette anni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;New Jersey, anni ’30. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Cecilia, Mia Farrow, è una maldestra cameriera la cui vita, anche se a colori, sembra coperta di grigiore: il suo matrimonio con Monk, Danny Aiello, fannullone e un po’ despotico, non è certo felice, per far quadrare i conti s’improvvisa lavandaia, vive in una cittadina povera e triste dove la gente non ha lavoro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3f60PZh4cbY/T0_vlKGsmRI/AAAAAAAADEQ/FkflojQjtKQ/s1600/clip_image001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-3f60PZh4cbY/T0_vlKGsmRI/AAAAAAAADEQ/FkflojQjtKQ/s1600/clip_image001.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;L’unico conforto per Cecilia è andare al “Jewel Theatre” a vedere gli ultimi successi di Hollywood e, come milioni di americani, rimanere incantata dalle storie in bianco e nero raccontate sullo schermo, dove la vita è ben più piacevole della squallida realtà. Al cinema si&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;proietta “La rosa purpurea del Cairo”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il film ha “stregato” Cecilia che non riesce a pensare ad altro, anche mentre lavora dimenticando le richieste dei suoi clienti e scontentando con la sua goffa distrazione il proprietario del locale che la licenzia. Affranta Cecilia vaga per le strade polverose della sua città e finisce per ritornare al cinema dove vede e rivede lo stesso film. Ma ecco che, quando per l’ennesima volta il personaggio Tom Baxter, Jeff Daniels, esploratore, poeta e avventuriero, entra in scena, invece di recitare la sua parte, si gira verso la cameriera e le dice: “Mio Dio, ti piace proprio questo film. Sarà la quinta volta che lo vedi.” Tom scende dallo schermo per entrare nella vita reale e in quella della protagonista.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;La coppia scappa fuori dal cinema lasciando sia i personaggi del film, sia gli spettatori nella confusione più totale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Mentre la coppia di fuggitivi gode della presenza reciproca andando in giro per la città, conoscendosi, e mangiando in costosi ristoranti che non accettano i soldi falsi di Baxter, il produttore del film è preoccupatissimo in quanto tutte le copie della pellicola nei cinema d’America sono ferme per mancanza del personaggio. Decide così d’interpellare&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Gil Shepherd, l’attore che interpreta Tom Baxter, per trovare Cecilia e Tom e convincere Tom a ritornare nel film. Gil preoccupato che la sua carriera venga rovinata dal suo stesso personaggio vola in New Jersey, trova Cecilia e abilmente le fa credere di innamorarsi di lei. Cecilia è confusa, ritorna da Tom che la vuole sposare e la porta nel film.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kixGQrNHXAY/T0_x2o0NqaI/AAAAAAAADEo/dkMm8VqZGRc/s1600/la-rosa-purpurea-del-cairo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-kixGQrNHXAY/T0_x2o0NqaI/AAAAAAAADEo/dkMm8VqZGRc/s320/la-rosa-purpurea-del-cairo.jpg" uda="true" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il personaggio-ospite Cecilia però non appartiene alla storia e ne sconvolge tutte le dinamiche. I personaggi decidono di mandare all’aria la trama mentre Tom e Cecilia si godono New York di notte. Ma Gil torna al cinema proprio quando Tom e Cecilia ritornano dalla loro notte a Manhattan e le prime luci dell’alba illuminano i grattacieli oltre la finestra. L’attore dice a Cecilia che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;è geloso, che è innamorato di lei e che la vuole portare a Hollywood. Cecilia scende dallo schermo, è confusa, deve decidere chi scegliere: l’onesto coraggioso, romantico e irreale Tom, oppure il vero Gil. Cecilia esita ed infine sceglie la realtà. Tom sconsolato ritorna nel film. Cecilia corre a casa a fare le valige per partire con Gil e poi corre all’appuntamento davanti al “Jewel Theatre” per scoprire che Gil è partito lasciandola sola e che il film è stato ritirato dalle sale. Affranta entra nel cinema dove adesso stanno proiettando “Il cappello a cilindro” con Fred Astaire e Ginger Rogers. Mentre la famosa coppia di ballerini volteggia leggera alla musica della canzone “Cheek to cheek”, lo sguardo della protagonista è afflitto, quasi non riesce a guardare il grande schermo ma poi, piano, piano viene catturata dalla magia dalle immagini e il suo viso si trasforma da triste ad attonito ed infine trasognato. Mentre l’immagine si dissolve lentamente, un dolce sorriso&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;appare sul volto di Cecilia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xqSglAwwtA8/T0_xKIdydEI/AAAAAAAADEY/pAPolP_rCzw/s1600/7b7a0ab825834f93c3a109dcde7df1b1_medium.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="223" src="http://2.bp.blogspot.com/-xqSglAwwtA8/T0_xKIdydEI/AAAAAAAADEY/pAPolP_rCzw/s320/7b7a0ab825834f93c3a109dcde7df1b1_medium.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;La sceneggiatura, la scenografia, la fotografia e le musiche si armonizzano in modo così perfetto in questo film da farci dimenticare di essere in un cinema. Ottima la ricostruzione dell’America durante la Grande Depressione: lo squallore delle strade polverose, la tristezza degli interni delle case, il parco giochi abbandonato. E la scenografia si avvalora dell’attenta fotografia di&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Gordon Willis che imprime a tutte le scene una dominante beige-marrone, in netto contrasto con il bianco e nero della pellicola dalla quale Tom scappa. Le musiche originali sono di Dick Hyman ma sono affiancate da numerose arie famose degli anni ’30. E gli attori non potevano recitare meglio le loro parti, prima fra tutti Mia Farrow, che con naturalezza passa dalla realtà alla finzione, e Jeff Daniels che interpreta in modo brillante&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il sognatore-avventuriero Tom Baxter e l’egocentrico Gil Shepherd. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Ma è la sceneggiatura originale che fa di questo film un piccolo gioiello. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--4mafazZg8Y/T0_xed0exyI/AAAAAAAADEg/elmVjVrHb-Y/s1600/vlcsnap-2011-11-30-20h20m02s59.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://4.bp.blogspot.com/--4mafazZg8Y/T0_xed0exyI/AAAAAAAADEg/elmVjVrHb-Y/s320/vlcsnap-2011-11-30-20h20m02s59.png" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Che cosa racconta la pellicola? A ben rifletterci una storia molto triste: una donna con un’esistenza squallida va al cinema per dimenticare i suoi problemi, rimane affascinata dalle immagini e uno dei personaggi che lei ama di più&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;esce dallo schermo e le propone di lasciare la realtà per il mondo della finzione dove tutto è più semplice. L’attore che interpreta il personaggio preoccupato per la sua carriera, trova la donna, le fa credere d’innamorarsi di lei. La donna è confusa deve scegliere chi seguire: il personaggio o l’attore. Crede all’attore e sceglie la realtà, per poi scoprire che è stata presa in giro. Non le rimane altro da fare che continuare ad andare al cinema e “cibarsi” delle immagini&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che passano sullo schermo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;La trama sembrerebbe più adatta a una tragedia,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;invece “La rosa purpurea del Cairo” è una deliziosa commedia, che ci lascia incantati, sognanti e affascinati.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Come è potuto succedere? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;I dialoghi di una coerenza ferrea, rimangono però&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in costante equilibrio tra assurdità, surrealismo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Ogni personaggio, che sia “reale”, come Cecilia, Monk, e Gil, o fittizio come Tom e gli altri componenti del cast del film “la rosa purpurea del Cairo”, parlano e agiscono con perfetta congruenza con il ruolo che hanno nella vita o nel film. Da questo “semplice”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;accostamento tra reale e immaginario, ne scaturiscono i numerosi paradossi e la comicità della pellicola.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Tom Baxter esce dallo schermo e piomba nella realtà. Da “bianco e nero” diventa a colori, ma il suo carattere idealista, coraggioso, leale e impetuoso rimane quello del personaggio del film che interpreta. Solo lui può “rapire” Cecilia, la sognatrice incallita, ma anche temeraria, capace di perdere il lavoro per un film. Cecilia non si pone domande, accetta la sua nuova realtà come “naturale” insieme al simpatico Tom, la cui sicurezza viene appena disturbata dalla scoperta che il ristorante non accetta i soldi che lui si è portato dal film, e che le macchine non si mettono in&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;moto senza chiavi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Cecilia salta nel mondo del film “La rosa purpurea del Cairo”, ma rimane sempre umana anche nel lussuoso ristorante dove si accorge che lo champagne non è proprio champagne e dice a Tom: “Non so quanto ti fanno pagare, ma questo champagne è gazzosa.” Rimane dolce e fedele a se stessa quando dice di no a Tom che, piacevolmente sorpreso dal fatto che dopo un bacio appassionato&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;non c’è la dissolvenza, non vede l’ora di sperimentare l’amore senza sparire. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;L’egocentrico Gil, quasi si scorda del problema del suo personaggio che è scappato dal film quando Cecilia gli fa dei complimenti. E, nelle brevi, rapide battute scambiate tra Gil e Tom, quando s’incontrano la prima volta, i dialoghi sono tanto paradossali quanto divertenti proprio perché i personaggi si parlano seguendo la&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;logica appartenente al loro mondo. Gil arrabbiato dice a Tom: “Non puoi farmi questo, è il mio ruolo migliore, sono stato acclamato dai critici.” Tom risponde: “Per come lo faccio io.” E Gil è sconcertato, si gira verso Cecilia dicendo “No, sono io, sono io non è evidente?” chiede conferma alla Cecilia reale, perché anche lui sta dubitando di se stesso. Se si osserva bene la scena, mentre Gil dice quest’ultima battuta girato verso Cecilia, Tom rimane calmo, si rimette a posto la giacca, sa chi è, non guarda Cecilia. Il reale Gil sta dubitando della sua realtà, ma non Tom, ed è il sottile, paradossale messaggio che recepiamo attraverso i movimenti dei personaggi supportati dai dialoghi, a farci&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ridere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;E anche i dialoghi finali in cui Cecilia farà la sua scelta, sono un piccolo capolavoro per la loro semplicità carica di profondi significati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Cecilia deve scegliere tra Gil e Tom. Il personaggio della contessa nella pellicola dice a Cecilia: “Vai con l’uomo vero, noi siamo limitati.” Mentre il personaggio&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Rita, le consiglia: “Vai con Tom, non ha difetti.” Infine Tom per convincere Cecilia si descrive: “Ti amo, sono onesto, affidabile, coraggioso, romantico e un gran baciatore:” Al che Gil controbatte subito: “E io sono vero.” Ed infine il personaggio Larry, interpretato dal bravo Van Johnson conclude: “Scegli uno dei due e sistemiamo la faccenda.” Le dice. “La più umana delle qualità è la capacità di scegliere.” &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;E Cecilia sceglie il reale perché è umana e dunque coerente con se stessa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Potrei adesso collegare questo piccolo-grande film al dramma “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, che sicuramente Woody Allen avrà letto, ma qualsiasi artista prima di diventare un artista ha letto e visto le opere degli altri autori, le ha amate o odiate, le ha sopratutto rielaborate. Si potrebbe scrivere un intero saggio sul rapporto attore - personaggio che interpreta, e di come il cinema ci coinvolga attraverso il meccanismo dell’identificazione, ma non credo che questa problematica sia stata la ragione primaria per la creazione di questo film, che si presta a tante chiavi di “lettura”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;oncentriamoci dunque su ciò che il film ci lascia a noi spettatori. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Quando le luci si spengono proviamo un senso di serena e dolce completezza molto difficile da esprimere con le parole, come se il film non si potesse di fatto “spiegare”. Quello che recepiamo meglio forse è proprio l’amore per il cinema perché è cinema. Un amore appassionato e assoluto, che non si pone domande dei “perché” della sua esistenza, in quanto l’amore stesso è mistero. La tenerezza, la delicatezza, l’ironia con le quali realtà e fantasia si mescolano, celebrano in modo incondizionato l’arte più sfuggevole e suggestiva che forse l’uomo abbia mai inventato. E la scena finale, con le immagini di Fred Astaire e Ginger Rogers che ballano mentre il viso di Cecilia cambia da costernato a incantato, che altro è se non un tributo alla magia del cinema?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Per vedere qualche sequenza: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=CiENeCIgzy0"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=CiENeCIgzy0&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7767329906546147050?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7767329906546147050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/la-rosa-purpurea-del-cairo-il-cinema-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7767329906546147050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7767329906546147050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/la-rosa-purpurea-del-cairo-il-cinema-di.html' title='La rosa purpurea del Cairo - Il cinema di Claudia 6'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-12-w5rX47xc/T0_vNviBqHI/AAAAAAAADEI/erQkQEzjWR0/s72-c/clip_image001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-2352390483202333651</id><published>2012-03-01T03:30:00.005-08:00</published><updated>2012-03-01T13:31:43.791-08:00</updated><title type='text'>Il giorno più corto (1963)</title><content type='html'>&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;di Sergio Corbucci&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xg6sdaVIhB0/T0_pgrVc6bI/AAAAAAAADDo/f-xZZlBSbaw/s1600/ilgiornopiucorto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-xg6sdaVIhB0/T0_pgrVc6bI/AAAAAAAADDo/f-xZZlBSbaw/s320/ilgiornopiucorto.jpg" uda="true" width="218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Regia: Sergio Corbucci. Soggetto: Sandro Continenza. Sceneggiatura: Giovanni Arlorio, Bruno Corbucci, Gianni Grimaldi. Aiuto Regista. Franco Rossellini. Assistente alla Regia: Ruggero Deodato. Montaggio: Ruggero Mastroianni. Operatore: Stelvio Massi. Scenografie: Carlo Spini. Fotografia. Enzo Barboni. Direttore di Produzione: Alfredo Melidoni. Musica: Piero Piccioni. Produzione: Goffredo Lombardo per Titanus. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Raimondo Vianello, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Totò, Virna Lisi, Carlo Pisacane, Aroldo Tieri, Yvonne Sanson, Nino Castelnuovo, Gino Cervi, Annie Girardot, Anouk Aimée, Nino Taranto, Gabriele Ferzetti, Romolo Valli, Alberto Lupo. Brevi apparizioni: Luciano Salce, Paolo Panelli, Paolo Stoppa, Amedeo Nazzari, Renato Salvatori, Giuliano Gemma, Mario Girotti, Franco Fabrizi, Erminio Macario, Tiberio Murgia, Nino Terzo, Teddy Reno, Vittorio Caprioli, Franco Citti, Franca Valeri, Sandra Mondaini, Jean-Paul Belmondo, Aldo Giuffrè, Steve Reeves, David Niven, Philippe Leroy, Memmo Carotenuto, Vittorio Gassman, Tomas Milian, Susan Strasberg, Simone Signoret, Valentina Cortese, Sylva Koscina, Sandra Milo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zHpd6kyeixw/T0_pvbIBUEI/AAAAAAAADDw/ZldMoslQKCQ/s1600/Il%2520giorno%2520piu%2520corto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-zHpd6kyeixw/T0_pvbIBUEI/AAAAAAAADDw/ZldMoslQKCQ/s320/Il%2520giorno%2520piu%2520corto.jpg" uda="true" width="206" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Un esercito di 88 attori accorre al capezzale della Titanus per aiutare Goffredo Lombardo a risollevarsi dalla crisi e dà vita a una farsa gradevole sulla Grande guerra, che solo nel titolo ironizza su &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il giorno più lungo&lt;/b&gt; (1962) mentre il soggetto è del tutto autonomo. La storia non ha niente a che vedere con lo sbarco in Normandia ed è narrata in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;flashback&lt;/i&gt; dalle aule di una corte marziale dove Francesco Coppola (Ciccio) e Franco Lo Grugno (Franco) vengono processati come traditori. Il comico avvocato difensore alle prime armi, retorico e soporifero, che cerca di tirare fuori dai guai gli sprovveduti soldati, è un grande Walter Chiari. “Si fa quel che si può, se sbaglio è la prima volta”, si schermisce con voce squillante, mentre i due attoniti imputati sono molto preoccupati di trovarsi nelle sue mani. La storia che si dipana grazie alla comica arringa è abbastanza confusa ma divertente. Si comincia dalla Sicilia dove Ciccio riceve in eredità da un mafioso in punto di morte il figlio adottivo Franco, inetto e pasticcione che combina guai per tutto il film. Nino Taranto, lupara alla mano, controlla che il lascito venga eseguito e che Franco non sia abbandonato al suo destino. I due siciliani finiscono al fronte per errore e pure qui ne combinano di tutti i colori, spacciandosi pure per austriaci e mandando in bestia il maresciallo Von Gassman perché non comprendono i suoi ordini. Raimondo Vianello è perfetto nella caratterizzazione farsesca del sadico maresciallo austriaco che dice sempre: “Chi sbaglia, paga!” e fa suicidare i sottoposti con un colpo di pistola. Franco e Ciccio rispondono a pernacchie. Alla fine - nonostante il loro avvocato abbia chiesto la fucilazione - i due soldati vengono assolti, perché non colpevoli di tradimento, ma anzi, involontariamente di aiuto alla causa patriottica. “Oggi sei vivo, domani sei morto. Questo per loro è il giorno più corto”, conclude il comico avvocato. Nel delirio finale si capisce che il legale della coppia è solo un pazzo in libera uscita dal manicomio mentre lo vediamo lasciare l’aula mormorando: “Fuciliamoci tutti”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BDzOZ5-kuD0/T0_qrb8S4-I/AAAAAAAADEA/qO27saz4N40/s1600/il_giorno_piu_corto_12.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="http://3.bp.blogspot.com/-BDzOZ5-kuD0/T0_qrb8S4-I/AAAAAAAADEA/qO27saz4N40/s320/il_giorno_piu_corto_12.jpg" uda="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Molte le presenze rapide ma incisive in una pellicola che è una passerella di attori. Ugo Tognazzi è un comico pastore siculo che parla veneto e dà indicazioni confuse a Ciccio. Peppino ed Eduardo De Filippo sono due siciliani alla veglia funebre, dove intravediamo pure Nino Terzo, Dante Cleri e Jean-Paul Belmondo. Franco e Ciccio interpretano uno dei loro primi film (il tredicesimo), ma sono esilaranti. “Devo dare da mangiare anche alla scimmietta?. Con la fame che c’ho…”, dice Ciccio dopo aver ricevuto la sgradita eredità. Franco chiama Ciccio con l’epiteto toscano di “babbo” per tutto il film, gli distrugge il carretto con i cocci da rivendere e per sbaglio gli fa prendere il treno che porta i soldati al fronte. “M’hai rotto i cocci!”, grida Ciccio. Il doppio senso è evidente. Da manuale la scena del campo minato con Franco e Ciccio muniti di racchettoni per lasciare impronte evidenti, coraggiosi perché inconsapevoli. Grande anche il numero di avanspettacolo imbastito con Raimondo Vianello che ordina cibi in tedesco e - visto che loro non capiscono - finisce a torte in faccia. Da cinema muto le sequenze della fuga con una carrozza carica di dinamite, usata per decimare gli austriaci, il volo in aereo e il lancio a terra con il paracadute. Nino Taranto è un credibile capo clan mafioso che compare armato di lupara nei momenti più impensati. Paolo Stoppa è un padre che accompagna il figlio alla tradotta, Franca Valeri una madre, Vittorio Caprioli e Sergio Citti due soldati in partenza per il fronte. Aldo Fabrizi pronuncia una sola battuta: “La prima fermata è Caporetto!”. In trincea riconosciamo il soldato Amedeo Nazzari, ma anche Erminio Macario, Giuliano Gemma e Renato Salvatori, oltre a un finto Hemingway che scrive &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Addio alle armi&lt;/i&gt; e ringrazia Franco per il titolo. Gino Cervi è un buon comandante, compassato e teatrale come suo stile, Luciano Salce è un pavido soldato tedesco, Philippe Leroy un altro soldato. Tra le interpreti femminili spicca la bellissima Virna Lisi nel ruolo di Naja, la ballerina trasformista che vuol far parte dell’esercito a ogni costo. Raimondo Vianello è notevole anche quando assume per sbaglio il siero della verità e mostra insospettabili tendenze gay. Il finale è sancito da una breve apparizione di Totò vestito da monaco - bersagliere che si lancia in alcune gag tipiche della sua comicità: “Abbiamo fatto Trento, ora facciamo 31. Abbiamo preso Pola, prenderemo anche Afragola…”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4RjXDmkLTUU/T0_qKto0AuI/AAAAAAAADD4/ly8gAg_LLlI/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-4RjXDmkLTUU/T0_qKto0AuI/AAAAAAAADD4/ly8gAg_LLlI/s1600/images.jpg" uda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Il giorno più corto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt; è girato per gli interni (viene ricostruito persino il fronte) negli studi Titanus e per i numerosi esterni a Manziana, in provincia di Roma. Si tratta di un atto d’amore di un nutrito gruppo di attori e collaboratori nei confronti di Goffredo Lombardo, in difficoltà economiche, per far riprendere la Titanus dalla crisi. Molti interpreti prestano gratuitamente il loro volto per poche sequenze, per dare lustro al film e contribuire alla rinascita di una grande casa produttrice. La Titanus è importante nella storia del cinema italiano, nasce a Napoli nel 1904 per volontà di Gustavo Lombardo, e come sua prima attività produce i film di Leda Gys, diva del muto, che sposa il produttore. Goffredo Lombardo nasce dalla loro unione, è lui che dà impulso alla Titanus negli anni Cinquanta, investendo sul melodramma e i film di Raffaello Matarazzo, interpretati da Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. Goffredo Lombardo scopre Sophia Loren e lancia il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;neorealismo rosa&lt;/i&gt;, ma produce anche molto cinema d’autore di Fellini, Rosi, Zurlini, Petri e Visconti. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il giorno più&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;corto&lt;/b&gt; è un film pensato per salvare un produttore importante da sicuro fallimento. Il successo è assicurato. &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;La critica alta non è molto convinta, come sempre quando si tratta di un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Franco &amp;amp; Ciccio movie&lt;/i&gt;, e le stroncature fioccano. Paolo Mereghetti concede una stella e mezza: “Il tema militaresco è solo un pretesto per assemblare una serie di gag più o meno riuscite ed esibire uno stuolo di comparse illustri spesso impiegate per pochi secondi”. Pino Farinotti è più generoso, concede due stelle è afferma che “il film racconta in chiave umoristica l’Italia negli anni della prima guerra mondiale”. Morando Morandini dimostra di non aver visto il film, perché parla di “parodia de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il giorno&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;più lungo&lt;/b&gt;”, anche se è generoso e concede due stelle. Riguardatelo&amp;nbsp;senza pregiudizi. Il divertimento è assicurato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;Per vedere il film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xRVnAYBBTd8"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=xRVnAYBBTd8&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-2352390483202333651?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/2352390483202333651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/il-giorno-piu-corto-1963.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2352390483202333651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2352390483202333651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/03/il-giorno-piu-corto-1963.html' title='Il giorno più corto (1963)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-xg6sdaVIhB0/T0_pgrVc6bI/AAAAAAAADDo/f-xZZlBSbaw/s72-c/ilgiornopiucorto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8806538135464893827</id><published>2012-02-29T05:57:00.003-08:00</published><updated>2012-02-29T05:57:29.981-08:00</updated><title type='text'>Il Foglio di Ferrara parla del mio HORROR ITALIANO Vol.2</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gKFy6Pt6kZs/T04ulrDeL7I/AAAAAAAADCg/NHIRY2UoHik/s1600/ilfoglioquotidiano.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-gKFy6Pt6kZs/T04ulrDeL7I/AAAAAAAADCg/NHIRY2UoHik/s320/ilfoglioquotidiano.JPG" uda="true" width="154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Maurizio Stefanini - da IL FOGLIO del 29 febbraio 2012&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8806538135464893827?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8806538135464893827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/il-foglio-di-ferrara-parla-del-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8806538135464893827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8806538135464893827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/il-foglio-di-ferrara-parla-del-mio.html' title='Il Foglio di Ferrara parla del mio HORROR ITALIANO Vol.2'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-gKFy6Pt6kZs/T04ulrDeL7I/AAAAAAAADCg/NHIRY2UoHik/s72-c/ilfoglioquotidiano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-1035741332440664409</id><published>2012-02-25T00:43:00.000-08:00</published><updated>2012-02-25T00:43:28.477-08:00</updated><title type='text'>Cesare Canevari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Il regista di Io, Emmanuelle&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HTITl2Bbt4Y/T0ifDtSfDBI/AAAAAAAADBw/r_D4ewCw-IY/s1600/18000D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-HTITl2Bbt4Y/T0ifDtSfDBI/AAAAAAAADBw/r_D4ewCw-IY/s1600/18000D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Cesare Canevari&lt;/strong&gt; (1927) è un regista - sceneggiatore, autore di fotoromanzi e persino attorer, che si ricorda soprattutto per l’erotico - sociale &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Io, Emmanuelle&lt;/b&gt; (1969), interpretato da Erika Blank. Tutta la sua produzione viene ricompresa nell’arco temporale 1964 - 1982, dopo di che il regista scompare nel nulla e torna nell’oblio. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il debutto alla regia avviene con un western all’italiana all’insegna del risparmio, girato nelle Prealpi lombarde: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Per un dollaro a Tucson si muore&lt;/b&gt; (1964), un film dilettantesco firmato con lo pseudonimo D. Browson, pure interpretato con il nome d’arte di C. Iravenac. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gMKomznCEOo/T0idNRG-TSI/AAAAAAAADBQ/K_-8-3ou21w/s1600/imagesCAVNVVSF.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-gMKomznCEOo/T0idNRG-TSI/AAAAAAAADBQ/K_-8-3ou21w/s1600/imagesCAVNVVSF.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il secondo lavoro, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una jena in cassaforte&lt;/b&gt; (1967), è un modesto lavoro drammatico incentrato sulla storia di sei rapinatori che si contendono il bottino di una rapina e finiscono per diventare vittime e carnefici di loro stessi. Budget modesto, scrittura poco originale a quattro mani con Alberto Penna, montaggio frammentario e svolazzi psichedelici che conferiscono un tono d’epoca. Il regista tenta un primo scavo psicologico dei personaggi e si dimostra un abile artigiano. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Io, Emmanuelle&lt;/b&gt; è del 1969, ma lo affrontiamo in separata sede, perché si tratta del suo lavoro più importante, alle prese con un’icona erotica modificata in chiave politico - sociale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZzU20J8FDBk/T0icZzbBCLI/AAAAAAAADAw/5aSXQq9En1w/s1600/matalo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZzU20J8FDBk/T0icZzbBCLI/AAAAAAAADAw/5aSXQq9En1w/s320/matalo.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Matalo!&lt;/b&gt; (1970) è uno coproduzione italo - spagnola che segna il ritorno di Canevari al western, ma questa volta in chiave più originale, quasi pop e psichedelica, creando situazioni, ambienti e personaggi ai limiti del fumettistico. Lou Castel e Corrado Pani sono gli interpreti principali. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il romanzo di un giovane povero&lt;/b&gt; (1974) è la versione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;canevariana&lt;/i&gt; del romanzo di Feuillet, scritta e sceneggiata da Mino Roli e Daniele Del Giudice, che verrà riproposto nel 1995 da Ettore Scola con interprete Alberto Sordi. Raffaele Curi è del tutto inespressivo. Il film è odiato dallo stesso regista che lo giudica “brutto” e non vuole neppure sentirne parlare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Sy9qQdwtTzA/T0idaX96BWI/AAAAAAAADBY/__3PU3DCTwE/s1600/146_20031203171956.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Sy9qQdwtTzA/T0idaX96BWI/AAAAAAAADBY/__3PU3DCTwE/s320/146_20031203171956.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La principessa nuda&lt;/b&gt; (1976) è un film insolito da recuperare perché supera i limiti del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trash&lt;/i&gt;. Ajita Wilson, un trans di colore scomparso prematuramente, è l’interprete principale, ma divide la scena con Tina Aumont che si abbandona a tentazioni lesbiche. Ricordiamo anche Luigi Pistilli e Walter Valdi. Si parte con intenzioni satiriche ma poi predominano erotismo e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;voyeurismo&lt;/i&gt;, orge, comicità involontaria, sequenze assurde ispirate a Fellini, ma quel che interessa a Canevari è mostrare il mostrabile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VP7vQlmooOk/T0ic_lOZlVI/AAAAAAAADBI/tgE9sQfsTAM/s1600/lastorgyofthethirdreich.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-VP7vQlmooOk/T0ic_lOZlVI/AAAAAAAADBI/tgE9sQfsTAM/s320/lastorgyofthethirdreich.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Non poteva mancare un nazi-porno nella breve carriera di Canevari, che nel 1977 gira il modesto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’ultima orgia del Terzo Reich&lt;/b&gt;, che si ricorda per le belle interpreti Daniela Poggi (al suo secondo film, si fa chiamare Daniela Levy) e Antiniska Nemour. I nazi - porno nati sulla scia dello scandalo del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pasoliniano&lt;/i&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Salò&lt;/b&gt; sono un po’ tutti uguali, un sottogenere triste partorito dalla degenerazione di una pellicola che calca la mano soltanto su erotismo e perversione. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Allarme nucleare&lt;/b&gt; (1979) viene firmato da un certo Leslie Martinson, ma pare un film di Canevari, un fantanucleare improbabile e dimenticato, interpretato da Karin Schubert e John Carradine. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hkNgBX04-yI/T0id0lIwVqI/AAAAAAAADBg/4XaWwFy7fok/s1600/delitto_carnale_marc_porel_cesare_canevari_001_jpg_hfkp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-hkNgBX04-yI/T0id0lIwVqI/AAAAAAAADBg/4XaWwFy7fok/s320/delitto_carnale_marc_porel_cesare_canevari_001_jpg_hfkp.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Delitto carnale&lt;/b&gt; (1982) è l’ultimo film di Canevari, uno dei pochi che non si produce da solo, in ogni caso povero e girato in dieci giorni in un albergo di Monopoli. Si tratta di un giallo classico, non molto originale, memorabile solo per alcune sequenze erotiche che vedono protagoniste Moana Pozzi e Sonia Otero. Tra l’altro &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Delitto carnale&lt;/b&gt; viene rimontato in versione hard e incassa molto sul mercato Home Video con il titolo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Moana la pantera bionda&lt;/b&gt;. La storia porno che funge da cornice non è girata da Canevari e le scene aggiunte sono inserite malamente. In ogni caso il regista disconosce la versione porno da lui mai autorizzata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WE128CSusxI/T0icjAk7W3I/AAAAAAAADA4/OEQXQKkRbpQ/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-WE128CSusxI/T0icjAk7W3I/AAAAAAAADA4/OEQXQKkRbpQ/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Io, Emmanuelle&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; (1969) è un film amato dalla critica, ma forse sopravvalutato, anche perché rivisto oggi pare irrimediabilmente datato. Il film rappresenta la noia di vivere di un’affascinante signora borghese che cerca nel sesso uno spiraglio di vitalità, ma vorrebbe anche criticare i vizi privati e le pubbliche virtù della classe dirigente e della piccola borghesia. Atmosfere psichedeliche, stile figli dei fiori, inquadrature azzardate tra specchi giganteschi e scenografie spoglie, personaggi assurdi e ridotti a macchiette, sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-r2Ovb2n4U-Y/T0icsZ-NsII/AAAAAAAADBA/SsQuiD4WrOc/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-r2Ovb2n4U-Y/T0icsZ-NsII/AAAAAAAADBA/SsQuiD4WrOc/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Riconosciamo a Canevari di aver anticipato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Emmanuelle&lt;/b&gt; di Just Jaeckin (1973) e tutti gli apocrifi targati Albertini, D’Amato, Pinzauti, Vari, Mattei e Fragasso. Diciamo che il film non ha niente a che vedere con il personaggio del libro di Emmanuelle Arsan, se non l’intenzione di sfruttare il successo di pubblico riportato dopo la sua uscita. Proprio per questo la Arsan cerca di ostacolarne l’uscita ma riesce solo a impedire che i flani riportino il titolo in lavorazione: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Emmanuelle&lt;/i&gt;. Resta il fatto che questa borghese milanese, interpretata da una conturbante Erica Blank (perennemente annoiata) che passa da un letto all’altro mettendo in luce i difetti degli uomini, non convince. Il finale è ancora più patetico, perché dopo una giornata di sesso sfrenato per dimenticare il suo unico amore, Emmanuelle si rende conto che il suo uomo è morto. Adolfo Celi è un ridicolo giornalista di sinistra e soltanto la sua bravura salva il personaggio da uno schematismo spicciolo. Paolo Ferrari è un borghese succube della moglie che tradisce ma non vorrebbe essere tradito, ridicolo come commesso in calore di un negozio di biancheria intima. Sandro Luporini che mette a cuocere i libri di Marx e Marcuse è un intellettuale sessantottino che oggi fa tanto sorridere. Walter Valdi è un compassato medico che opera a un dito senza anestesia il giornalista Celi mentre lui fischietta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bandiera rossa&lt;/i&gt;. Erica Blank (Erica Bianchi Colombatto) viene scelta dal regista al posto di Edwige Fenech perché costa poco, ma da un punto di vista erotico è ineccepibile. Ottime le musiche di Gianni Ferrio, con la bella canzone &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Emmanuelle&lt;/i&gt; cantata niente meno che da Mina. Il film, tratto dal romanzo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Disintegrazione 68&lt;/i&gt; di Graziella Di Prospero (anche sceneggiatrice), rispecchia gusti e problemi di quella generazione. Incomprensibile per un giovane di oggi che non abbia studiato a fondo la storia contemporanea.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--q1GsqTafLE/T0ieFu4qPcI/AAAAAAAADBo/KV50p8Hw1Vk/s1600/e81hzs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="184" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/--q1GsqTafLE/T0ieFu4qPcI/AAAAAAAADBo/KV50p8Hw1Vk/s320/e81hzs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alcune sequenze del film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=E4mpfxLdcmg"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=E4mpfxLdcmg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-1035741332440664409?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/1035741332440664409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/cesare-canevari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1035741332440664409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1035741332440664409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/cesare-canevari.html' title='Cesare Canevari'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-HTITl2Bbt4Y/T0ifDtSfDBI/AAAAAAAADBw/r_D4ewCw-IY/s72-c/18000D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-6322313121094393139</id><published>2012-02-24T00:27:00.003-08:00</published><updated>2012-02-24T00:38:38.874-08:00</updated><title type='text'>Marnie - Il cinema di Claudia 5</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Alfred Hitchcock&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Mq67lOH8xEM/T0dL3jpw87I/AAAAAAAADAg/5zirM_WTU4U/s1600/marnie.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Mq67lOH8xEM/T0dL3jpw87I/AAAAAAAADAg/5zirM_WTU4U/s320/marnie.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Regia : Alfred Hitchcock&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Sceneggiatura: Jay Presson Allen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Direttore della fotografia: Robert Burks, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Montaggio: George Tomasini &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Costumi: Edith Head&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Musica: Bernard Herrmann&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Cast: Sean Connery, Tippi Hedren, Diane Baker, Martin Gabel, Louise Latham&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Anno di produzione: 1964&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Durata: 129 minuti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KOeC8zdRQcQ/T0dKh-m51WI/AAAAAAAAC_4/43Tu0-IEPa8/s1600/marnie-lobby-card.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-KOeC8zdRQcQ/T0dKh-m51WI/AAAAAAAAC_4/43Tu0-IEPa8/s320/marnie-lobby-card.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il pubblico e la critica cinematografica non gradirono “Marnie” al momento della sua uscita nelle sale ma, a distanza di quasi cinquant’anni, possiamo rivalutare questa avvincente pellicola nella quale una impeccabile Tippi Hedren&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;recita accanto a&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Sean Connery, allora trentaquattrenne, reduce dal successo dei due suoi primi “007”.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;L’abile cleptomane Margaret Edgar, Marnie, (Tippi Hedren) è appena scappata con il contenuto della cassaforte del suo ultimo datore di lavoro, Mr. Strutt di New York, che ha nel suo portafoglio clienti la facoltosa ditta di Mark Rutland (Sean Connery) di Philadelphia. Mark aveva notato la donna durante una visita agli uffici di Strutt. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Margaret mette al sicuro il malloppo, cambia il colore dei capelli ma, prima di cercarsi un nuovo lavoro dove mettere a segno un altro colpo, va a trovare il suo amato purosangue Florio che tiene in pensione presso una scuderia, e sua madre zoppa, che la crede segretaria di un facoltoso milionario. Tra la madre poco espansiva e la figlia esiste un muro di tensione le cui ragioni ci sono ignote, ma capiamo che Marnie, non si sente amata e scopriamo che è terrorizzata dal colore rosso e dai temporali.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Marnie si trasferisce a Philadelphia dove viene assunta con il nome di Mary Taylor, presso la ditta di Mark Rutland, non sapendo dei rapporti tra la ditta Rutland e Strutt.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Mark è vedovo, vive nella sua lussuosa tenuta con l’anziano padre e la giovane cognata, Lil, innamorata di lui e rimasta a vivere con il cognato&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;anche dopo la morte della sorella. Il facoltoso uomo d’affari ha riconosciuto la ladra, ma l’ha assunta perché attratto e incuriosito&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;da lei. Un sabato pomeriggio, mentre Marnie sta facendo degli straordinari nell’ufficio di Mark, scoppia un temporale che provoca nella donna un attacco di panico. Mark l’aiuta a ritrovare la calma e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la bacia. I due cominciano a vedersi e Marnie sembra attratta da Mark, pur rimanendo alquanto fredda. Quando Mark la presenta a suo padre e alla cognata, la cleptomane decide che è arrivato il momento di svaligiare la cassaforte di Rutland e di scappare. Questa volta però Mark la trova subito e la obbliga a restituire il denaro e a sposarlo, per non andare in prigione. Ha intuito che alla base del comportamento di Marnie c’è un trauma e la vuole aiutare, anche perché è interessato a tutte le patologie della psiche. Ma Mark non ha valutato in pieno la gravità della situazione che verrà fuori durante il viaggio di nozze: Marnie è frigida e non può neanche essere toccata dagli uomini. Il marito per qualche tempo asseconda la moglie cercando di conquistarla ma poi, in un momento di frustrazione e di rabbia, la violenta. Marnie tenta il suicidio e la coppia torna a casa prima del tempo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Diq4miwFJtM/T0dKu8JS8hI/AAAAAAAADAA/zxS-EDPk258/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Diq4miwFJtM/T0dKu8JS8hI/AAAAAAAADAA/zxS-EDPk258/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Mark per guadagnare la fiducia e l’affetto della moglie, le porta Florio, il suo amato cavallo, e visto che lei non si vuole far curare, diventa il suo analista e scopre l’esistenza della madre a Baltimora, una donna che si guadagnava da vivere facendo la puttana, e che ha ammazzato un marinaio durante una colluttazione, quando la figlia aveva cinque anni.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Dopo questo incidente la madre è rimasta zoppa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il padre di Mark e Lil organizzano una festa e una caccia alla volpe per presentare Marnie “in società”. Lil di nascosto ha invitato Strutt che riconosce subito la ladra. Mentre Mark decide di convincere Strutt a ritirare la denuncia, Marnie, impegnata nella caccia alla volpe, ha un incidente, cade da cavallo e ammazza Florio. Sconvolta Marnie&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;cerca ancora di scappare, va presso gli uffici della Rutland per rubare il denaro, ma non ci riesce, viene raggiunta da Mark che la porta dalla madre a Baltimora. Sarà la scena finale e il confronto tra madre e figlia a farci scoprire, insieme alla protagonista, il grande segreto della sua infanzia: è stata lei ad ammazzare il marinaio per difendere la madre che l’uomo stava picchiando. Finalmente la madre non deve più nascondere la verità, abbassa le sue difese e spiega alla figlia cosa effettivamente è successo facendole capire che le ha sempre voluto bene. Non sappiamo se Marnie sia definitivamente guarita, intuiamo dei rapporti futuri&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;più sereni tra madre e figlia, anche se non facili, e il film si conclude con la protagonista che esprime il desiderio di stare accanto al marito.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-eCGbN-XJUnQ/T0dK-tqd9qI/AAAAAAAADAI/dM4glRVN0hU/s1600/locandina-spagnola-del-film-marnie-1964-132122.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-eCGbN-XJUnQ/T0dK-tqd9qI/AAAAAAAADAI/dM4glRVN0hU/s320/locandina-spagnola-del-film-marnie-1964-132122.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il film è tratto da un romanzo di Winston Graham&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ed ha avuto una realizzazione&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;laboriosa. Il copione, rimaneggiato più volte da sceneggiatori diversi, prenderà la sua forma definitiva con Jay Presson Allen, una scrittrice di teatro. Hitchcock aveva chiesto a Grace Kelly di recitare la parte di Marnie, e l’allora principessa di Monaco aveva dapprima accettato per poi rifiutare qualche mese dopo. La parte fu dunque data a Tippi Hedren, che aveva già recitato ne “Gli uccelli” l’anno precedente. La pellicola viene anche considerata l’ultimo film della “età d’oro” di Hitchcock e segna la fine delle storiche collaborazioni con George Tomasini, Robert Burks e Bernard Herrmann. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Nonostante le critiche spietate che accolsero il film nel 1964, ancora oggi la pellicola ci emoziona e ci tiene incollati allo schermo&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;per più di due ore. Forse si tratta proprio di magia la capacità del regista di coinvolgere lo spettatore nelle vicende della protagonista, al punto di farci desiderare la sua “salvezza” fin dall’inizio, anche se sappiamo che si tratta di una ladra. Chi è questa donna così bella ed elegante? È impeccabile, eppure è fragile. È una ladra ma è anche una vittima. Ma una vittima di che cosa? Che cosa le è capitato per avere una così profonda repulsione per gli uomini? Sembra attratta da Mark, eppure vuole scappare da lui. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Marnie è un&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;film complesso e intenso, come la sua protagonista, che vuole indagare sul problema dei traumi infantili e le loro conseguenze sulla vita di chi li subisce. È anche un film che indaga sui&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rapporti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;madre - figlia e uomo – donna, che rimangono instabili e angoscianti per tutto il film. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Marnie vuole l’amore di sua madre. Come una bambina desiderosa di piacere porta a quest’ultima regali costosi, le invia dei soldi, vuole apparire come il modello di donna “decente”, frigida e impeccabile che la madre le ha dato, ma tutti i suoi sforzi risultano vani, perché sua madre neanche riesce a toccarla. Il suo amore frustrato allora si tramuta in odio e Marnie sfoga la sua rabbia provocando una reazione violenta nella madre che la tocca solo per darle uno schiaffo. Ma questa madre zoppa,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;così fredda all’apparenza, ha anche lei un atteggiamento ambivalente: quando la figlia si ripresenta a casa, immaginiamo dopo un periodo di tempo abbastanza lungo, sembra sinceramene felice di vederla, dapprima la loda per “non avere bisogno degli uomini” e poi la critica ferocemente per il colore troppo chiaro dei suoi capelli che serve solo a “dare la caccia agli uomini”. Si erge così un muro d’incomprensione e risentimento tra le due donne impossibile da scalfire, e dovremo aspettare la scena finale per capire le ragioni di questa costruzione tanto assurda quanto inquietante. Lo spettatore rimane coinvolto, incuriosito e affascinato dai due infelici personaggi femminili, non riesce a giudicarle, prova inquietudine e desidera scoprire quel “qualcosa” di importante che appartiene presumibilmente al passato e che è il responsabile dei loro comportamenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DP6j9KGCCt8/T0dLQqkjiQI/AAAAAAAADAQ/LNmrJLMB0Nw/s1600/marnie1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-DP6j9KGCCt8/T0dLQqkjiQI/AAAAAAAADAQ/LNmrJLMB0Nw/s320/marnie1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;I rapporti di Marnie con gli uomini sono anche loro ambigui. Questa donna sembra aver capito alla perfezione come usare la sua bellezza, come muoversi a “piccoli gesti” (si tira la gonna&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;verso le ginocchia quando si sente osservata) per stimolare le fantasie sessuali nel sesso opposto. Si guadagna la fiducia sul posto di lavoro rimanendo riservata e lavorando in modo ineccepibile per poi rubare con più facilità. Eppure intuiamo sin dall’inizio che Marnie non è solo una semplice furbissima ladra. Forse percepiamo che dietro al sorriso di convenienza stampato sul viso della protagonista ci sia “dell’altro”, o forse il personaggio derubato Strutt, che la descrive all’inizio del film, ci rimane da subito antipatico, o ancora l’amore di Marnie per il suo cavallo ci rende accondiscendenti, sicuramente affascinati.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Fatto sta che quando&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Marnie incontra Mark desideriamo che s’innamori, e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;durante la scena del furto da Rutland rimaniamo dalla sua parte, non vogliamo che venga scoperta anche se sta commettendo un crimine. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XYGLmNe1ZUc/T0dLdsmHwQI/AAAAAAAADAY/pD_iW2axZG8/s1600/sc-marnie.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-XYGLmNe1ZUc/T0dLdsmHwQI/AAAAAAAADAY/pD_iW2axZG8/s320/sc-marnie.jpg" width="254" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Mark, interpretato da un bravissimo Sean Connery, è un uomo solido e sicuro ma anche eccentrico, forse feticista. Si innamora della ladra perché è ladra, perché rappresenta un tipo di donna fuori dal comune che lui deve “domare” più che dominare, perché sia contraccambiato il suo amore e la sua passione. E Marnie lo capisce benissimo. Infatti quando Mark dichiara il suo amore la protagonista risponde: “Tu non sei innamorato di me, sono qualcosa che hai catturato, un specie di animale che hai intrappolato.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Ma ad un’analisi più approfondita dei gesti della protagonista,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Marnie non è poi una frigida irrecuperabile. Anche lei è attratta da Mark, lo capiamo ad esempio dall’espressione del volto che ha perso il sorriso “stampato” quando lavora nell’ufficio di Mark, da come si lascia baciare dopo l’attacco di panico, che ha demolito tutte le sue “difese” e da come, realizzato che Mark si sta innamorando di lei, e che lei prova attrazione per l’uomo, decida in tutta fretta di derubarlo e di scappare. Per la prima volta nella sua vita, a dispetto di se stessa, un uomo è riuscito a scalfire&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;l’imponente muro di protezione che lei stessa aveva fabbricato. Infatti quando Mark la trova e la riporta a Philadelphia, lei gli spiega la sua fuga così: “Avevo bisogno di scappare, scappare da Rutland,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;non lo capisci? Le cose erano… noi eravamo…”, a significare che i due si stavano innamorando. Poi aggiunge: “Dovevo andarmene prima di farmi del male.”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Ma purtroppo questa iniziale attrazione viene risucchiata dai problemi più profondi della protagonista e si dovrà aspettare la rivelazione finale perché la donna infine riesca a vivere le sue emozioni e ad avere, si spera, rapporti più sereni con suo marito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il film viene classificato tra i “classici” di Hitchcock. Lo spettatore è sempre coinvolto nelle vicende dei personaggi grazie ai numerosissimi primi piani e ai movimenti della cinepresa che annunciano con sapienza l’imminente avvenimento drammatico. Uno dei migliori esempi è l’entrata in scena di Strutt durante la festa, annunciata solo con i movimenti della cinepresa. Strutt riconoscerà Marnie, aumentando ulteriormente la tensione nel film e accelerando l’arrivo del punto culminante della storia.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il regista inquadra l’ampio ingresso dall’alto, con gli invitati che Lil accoglie sorridendo, e poi si avvicina lento e inesorabile, alla porta d’ingresso. Lo spettatore intuisce subito che da quella porta entrerà qualcuno di importante per la storia e riconosce poi all’istante l’antipatico personaggio dell’inizio del film in un conseguente primo piano. Altra scena memorabile è quella del furto, che si svolge nel totale silenzio. La scena è divisa in due dal muro basso&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che divide la stanza della cassaforte dalla stanza degli impiegati. Mentre Marnie, sulla parte destra dello schermo,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;apre la cassaforte e prende i soldi, entra sulla sinistra dello schermo la donna delle pulizie che lava il pavimento con la schiena rivolta al pubblico.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Marnie la vede solo alla fine, mentre sta per scappare. Per non fare rumore si toglie le scarpe e le infila nella tasca del cappotto, scappa in punta di piedi, ma la telecamera si concentra sulla scarpa che sta uscendo dalla tasca. Tutti sappiamo che quella scarpa cadrà a terra e farà rumore, eppure desideriamo ardentemente che ciò non accada rimanendo col fiato sospeso. E sospiriamo di stupore e di sollievo con la protagonista quando, caduta la scarpa, la donna delle pulizie non si gira perché è sorda. Penso che Hitchcock, nel programmare la scena, si sia divertito a sorprendere lo spettatore.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;La sceneggiatura è anche molto particolare per delle “incongruenze” di trama che, in modo sorprendente, non disturbano la narrazione e non tolgono credibilità alla storia o ai personaggi. Questo film a mio avviso proprio per questa particolarità, è un “piccolo gioiello”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Mark violenta Marnie. Eppure lo spettatore non riesce a vedere Mark come una persona ripugnante. Come può su di un grande schermo, un atto così terribile essere tollerato&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dal pubblico? Eppure è una donna malata che viene stuprata. Perché lo spettatore non riesce a&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;provare indignazione? Perché non riesce a condannare il personaggio maschile? Come può un personaggio redimersi da un atto così brutto? Che cosa succede nella mente degli spettatori mentre la scena si dipana davanti ai loro occhi? Avviene secondo me un “piccolo miracolo” per metà dovuto alla regia e per metà al carisma e alla bravura di Sean Connery. Marnie strilla brevemente quando capisce che cosa succederà. Mark arrabbiato spoglia Marnie con violenza, la donna rimane in piedi, nuda, muta e pietrificata davanti al marito. L’inquadratura centra Mark la cui espressione del viso si addolcisce. Il personaggio espira, c’è rimpianto nei suoi occhi, ma c’è anche una forza inesorabile che non può combattere. Mark&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si scusa stringendo le mascelle, parte il tema musicale in sottofondo mentre l’uomo si toglie la vestaglia e copre la moglie, ancora immobile e nuda davanti al marito. La telecamera si avvicina, l’uomo carezza i capelli biondi della donna e avvicina il suo viso a quello di lei, la bacia sulla tempia, la stringe e, anche se il profilo di Marnie sta in primo piano, e vediamo solo parte della guancia e di un occhio di Mark, sentiamo che lui la stringe con impeto, passione e dolcezza. La telecamera si sposta adesso e riprende la coppia sempre da vicino ma dall’alto e, mentre la musica diventa più forte, la cinepresa cambia angolatura, per riprendere i personaggi di profilo, si avvicina ancora mentre il volume della musica cresce. Mark bacia l’attaccatura del naso e poi la fronte della moglie, chiude gli occhi in una mossa tanto delicata quanto appassionata ed infine cerca la bocca della donna. Mentre la musica si fa più pressante ecco che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;abbiamo un primo piano di Marnie inespressiva che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si adagia sul letto, e poi un primissimo piano degli occhi di Mark, carichi di desiderio e di passione. La telecamera infine si sposta per riprendere le tende scure mentre la musica diventa sempre più alta e più inquietante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Ma si trattava di stupro? E come non essere attratti da quest’uomo che sì ha usato la violenza all’inizio, ma che freme di passione e di amore?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;La sapiente regia che sposta la telecamera nel momento in cui avviene un cambiamento nell’espressione dei personaggi, che si avvicina per cogliere i minimi gesti è magnificamente supportata dall’interpretazione di Sean Connery, prima arrabbiato, poi dispiaciuto, poi inesorabilmente vittima della sua attrazione per la donna che ama e che cerca di coinvolgere con dei gesti lenti e impetuosi, pieni di passione e di carica sessuale. Il personaggio si redime perché ha amato, ha violentato perché non ha saputo resistere alla bellezza della moglie, ha ceduto all’impulso primario ma ha anche cercato un modo per raggiungere la moglie, coinvolgerla e salvarla. E lo spettatore nei pochi minuti in cui è testimone dell’atto efferato, capisce e perdona.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iFzvrCx6NeI/T0dMf6YprkI/AAAAAAAADAo/olU0RIufr14/s1600/marnie.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="297" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-iFzvrCx6NeI/T0dMf6YprkI/AAAAAAAADAo/olU0RIufr14/s320/marnie.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;In questo film il personaggio del marito funge anche da analista psichiatra. E, benché lo spettatore venga informato molto preso nella storia che Mark ha uno spiccato interesse per la zoologia e la psicologia, sembrerebbe alquanto inverosimile che un marito riesca ad aiutare una moglie con problemi così gravi come quelli di Marnie. Nel primo copione sembra ci sia stato il personaggio dello psichiatra&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che poi venne eliminato durante l’ultima stesura.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Ma nel mondo del cinema, con una sceneggiatura accorta, una regia magistrale e l’interpretazione di Sean Connery e di Tippi Hedren, mai sopra le righe,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;tutto diventa non solo possibile, ma anche avvincente. Piano, piano Mark riesce a conquistare la fiducia della moglie, portandole Florio, il suo cavallo, rassicurandola, proteggendola e affermando che non permetterà che vada in prigione. Il marito ammira questa moglie e la sua attrazione&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;per lei è palpabile durante tutto il film e palese durante la scena della festa, prima che entri Strutt. Mark vuole capire la moglie, viole che guarisca perché possano avere insieme una vita felice, per questo motivo indaga sul suo passato con l’aiuto di un investigatore, cosa che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;uno psicoanalista non avrebbe fatto.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E Marnie forse per la prima volta si sente protetta e amata e chiede aiuto. Anche Marnie sembra crescere e desiderare un rapporto più felice, si lascia analizzare, accetta di “giocare” alle libere associazioni, tecnica usata dagli psicoanalisti e, quando il gioco si rivela devastante per lei, per la prima volta chiede aiuto al marito. Un personaggio in più, uno psichiatra, in questo film, con queste premesse sarebbe non solo stato inutile, ma avrebbe intralciato l’evoluzione dei rapporti interpersonali che permettono poi alla storia di risolversi nella scena finale. Paradossalmente la scelta di fare di Mark un&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;marito- psichiatra si è rivelata giusta anche se insolita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Potrei ora fare i collegamenti tra questo film e altri film dello stesso regista che, per tematiche e personaggi, sono in qualche modo simili, come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vertigo, La donna che visse due volte, e Psyco. &lt;/i&gt;Potrei anche parlare del rapporto di Hitchcock con la psicoanalisi e di come abbia usato le teorie di Freud per costruire le trame di alcuni suoi film. Credo che sia stato scritto tantissimo al riguardo e dunque decido di terminare qui questa recensione perché non potrei aggiungere niente di veramente nuovo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Concludo invitando chi mi legge a rivedere questa pellicola che ha conservato, a distanza di quasi mezzo secolo, ancora tutta la sua tensione narrativa, il suo fascino, e la magia della narrazione per immagini.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Per vedere il trailer: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=bSlvWajeBVc"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=bSlvWajeBVc&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;strong&gt;Claudia Marinelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-6322313121094393139?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/6322313121094393139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/marnie-di-alfred-hitchcock.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6322313121094393139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6322313121094393139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/marnie-di-alfred-hitchcock.html' title='Marnie - Il cinema di Claudia 5'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Mq67lOH8xEM/T0dL3jpw87I/AAAAAAAADAg/5zirM_WTU4U/s72-c/marnie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7155164388997836665</id><published>2012-02-23T00:31:00.000-08:00</published><updated>2012-02-23T00:31:16.915-08:00</updated><title type='text'>Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata (2011)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Carlo Vanzina&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span&gt;Tardo remake di un thriller di successo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4UIQLqmGjlo/T0X3gW_7D4I/AAAAAAAAC_I/37Nq_EQb7nE/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-4UIQLqmGjlo/T0X3gW_7D4I/AAAAAAAAC_I/37Nq_EQb7nE/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Carlo Vanzina. Soggetto e Sceneggiatura. Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Franco Ferrini. Fotografia: Carlo Tafani. Montaggio: Raimondo Crociani. Musica: Pino Donaggio. Scenografia: Serena Alberi. Costumi: Grazia Matera. Produzione: International Video 80, Medusa Film, Sky Italia. Interpreti: Francesco Montanari, Vanessa Hessler, Richard E. Grant, Alexandra Burman, Giselda Velodi, Virginie Marsan, Paolo Seganti, Claudine Wilde, Ernesto Mahieux, Mario Cordova, Alexander Doetsch, Elena Cotta, Vincenzo Zampa, Francesco Barilli, Stefano Molinari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-fIBR7I2S4So/T0X30XBWGVI/AAAAAAAAC_Q/WWcnvJIaT3U/s1600/1301174131-Sotto_Il_Vestito_Niente_L_Ultima_Sfilata_17.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-fIBR7I2S4So/T0X30XBWGVI/AAAAAAAAC_Q/WWcnvJIaT3U/s320/1301174131-Sotto_Il_Vestito_Niente_L_Ultima_Sfilata_17.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Francesco Montanari nei panni dell'ispettore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;I Vanzina producono un tardo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;sequel&lt;/i&gt; di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sotto il vestito niente&lt;/b&gt;, film uscito nel 1985, che già aveva avuto un seguito nel 1989, diretto da Dario Piana, su soggetto e sceneggiatura dei figli di Steno. La pellicola gode di un buon budget ed è girata in suggestive &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;location&lt;/i&gt; internazionali (Stoccolma, Fjallbacka, Davos, Cernobbio, Milano e Roma), ma il ritorno al thriller non soddisfa il pubblico, ormai abituato alla commedia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZPwze1w_1oA/T0X4JNpPlsI/AAAAAAAAC_Y/sOu16lXasRE/s1600/sotto_il_vestito_niente_3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZPwze1w_1oA/T0X4JNpPlsI/AAAAAAAAC_Y/sOu16lXasRE/s320/sotto_il_vestito_niente_3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Richard E. Grant e Vanessa Hessler&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Federico Marinoni (Grant) è uno stilista milanese di successo. Muore Alexandra (Burman), la modella più nota del suo atelier, travolta da un pirata della strada, proprio mentre si reca a una festa in suo onore. Indaga l’ispettore Vincenzo Malerba (Montanari), che nutre molti dubbi e non crede a un incidente stradale. Non è la prima modella della casa di Marinoni a morire, cinque anni prima si era suicidata un’altra importante vedette, lanciandosi da un palazzo. Britt entra a far parte dell’atelier e prende il posto della comparsa, anche se è soltanto una giovanissima fioraia svedese priva di esperienza, scoperta da Heidi, talent scout di Marinoni. Il suo arrivo crea rivalità e tensioni fra le modelle che speravano di prendere il posto di Alexandra. L’ispettore Malerba continua a indagare e trova conferma alle sue ipotesi: Alexandra è stata uccisa in maniera premeditata. Muoiono altre persone vicine alla casa di moda: la modella Cris, amica di Alexandra, e Bruce, un modello amante di Marinoni.&lt;/span&gt; &lt;span&gt;I sospettati sono molti, secondo buona regola del thriller: Daria, la sorella di Marinoni; Beppe Luini, ex marito coinvolto nello spaccio di droga; Max Liverani, socio dello stilista; Giorgio Viganotti, giornalista di moda; Tanino Andò, stilista rivale; lo stesso Marinoni. Forse il segreto è nell’appartamento di Alexandra, dove vive Britt…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ShM-_pY-B5c/T0X4iuM5hLI/AAAAAAAAC_g/gkSEgMvu_LY/s1600/Vanessa+Hessler+Sotto+Il+Vestito+Niente+L+Ns41OUz3gjll.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ShM-_pY-B5c/T0X4iuM5hLI/AAAAAAAAC_g/gkSEgMvu_LY/s320/Vanessa+Hessler+Sotto+Il+Vestito+Niente+L+Ns41OUz3gjll.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Vanessa Hessler, bellissima...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Sotto il vestito niente - L’ultima sfilata&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; non ha la stessa atmosfera del vecchio film, ma è un buon esercizio di stile che omaggia la tradizione del giallo all’italiana. I limiti dell’operazione sono evidenti: molto sa di già visto, l’ambientazione è sfruttata, il ritmo è poco serrato, la storia è prevedibile e non esce dai soliti schemi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;In ogni caso abbiamo elementi positivi. I personaggi sono ben caratterizzati e non scadono mai al livello di macchiette. Francesco Montanari è ottimo nei panni di un ispettore di polizia tutto cuore, innamorato della moglie e della figlia che rifiuta l’avventura e preferisce la famiglia. Richard E. Grant interpreta molto bene lo stilista Marinoni, pieno di difetti ma umano, in definitiva un personaggio positivo nella sua voglia di avere un erede e nel rimpianto del tempo che passa. Le attrici sono molto belle, vere e proprie modelle internazionali. Francesco Barilli, indimenticato regista de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il profumo della&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;signora in nero&lt;/b&gt; (1974) e di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Pensione paura&lt;/b&gt; (1978) regala un cammeo come commissario di polizia. Ottima la musica di Pino Donaggio - quasi a tutto film - come sono ben fatte alcune scene ad alta tensione che ricordano il thriller &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;argentianio&lt;/i&gt;, Mario Bava e persino analoghe sequenze de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le foto di&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gioia&lt;/b&gt; (1987) di Lamberto Bava. La mano guantata in nero del killer è un marchio di fabbrica del thriller italiano, così come la donna folle che irrompe sulla scena con il suo delirio di maternità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-XaDos2ut1KY/T0X49qe9RaI/AAAAAAAAC_o/tXvPcOu-41g/s1600/sotto-vestito-niente4-large.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-XaDos2ut1KY/T0X49qe9RaI/AAAAAAAAC_o/tXvPcOu-41g/s320/sotto-vestito-niente4-large.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Una delle vittime&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Marzia Gandolfi su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;My Movies&lt;/i&gt; distrugge l’operazione nostalgia targata Vanzina, ma si vede che non ama il cinema dei figli di Steno: “Disinteressato a ciò che è altro da sé e fuori da sé, l’ultima fatica &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;glamour&lt;/i&gt; dei Vanzina non finge nemmeno di criticare il culto dell’apparenza figuriamoci poi di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mordere il reale&lt;/i&gt;. Svilendo e diminuendo di pregio lo smalto di attori singolari e incisivi come Ernesto Mahieux e Giselda Volodi, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sotto il vestito niente - L’ultima&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;sfilata&lt;/b&gt; è un’allucinazione bizzarra che non ha riscontro nella realtà e che produce suo malgrado effetti umoristici. È di nuovo lo sgradevole ripresentarsi di un materiale di partenza scadente e pienamente scaduto, che indossa un vestito solo formalmente più raffinato. Vanessa Hessler, protagonista senza carattere e insidiosità, non spunta nemmeno una stella”. Non è tutto così nero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il trailer: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YyU-vkMDI64"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=YyU-vkMDI64&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7155164388997836665?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7155164388997836665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/sotto-il-vestito-niente-lultima-sfilata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7155164388997836665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7155164388997836665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/sotto-il-vestito-niente-lultima-sfilata.html' title='Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata (2011)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4UIQLqmGjlo/T0X3gW_7D4I/AAAAAAAAC_I/37Nq_EQb7nE/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-4877831568613021650</id><published>2012-02-18T07:40:00.002-08:00</published><updated>2012-02-18T10:04:14.149-08:00</updated><title type='text'>Sledge (1970) e il mistero di Giorgio Gentili</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-brtvRzCJHuc/Tz_EszUqSbI/AAAAAAAAC80/CDqhCX8-Wew/s1600/51BQKQ98EZL__SS500_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-brtvRzCJHuc/Tz_EszUqSbI/AAAAAAAAC80/CDqhCX8-Wew/s320/51BQKQ98EZL__SS500_.jpg" width="320" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Regia: Giorgio Gentili e Vic Morrow. Soggetto e Sceneggiatura: Massimo D’Avack, Vick Morrow, Frank Kowalsky. Fotografia. Luigi Kuveiller. Montaggio: Renzo Lucidi. Musica: Gianni Ferrio. Scenografia: Mario Chiari. Costumi: Elio Micheli. Effetti Speciali: Pasquino Benassati. Assistente alla Regia. Fabrizio Gianni. Produzione: Dino De Laurentiis. Interpreti: James Garner, Fausto Tozzi, Laura Antonelli, Riccardo Garrone, Orso Maria Guerrini, Tiberio Mitri, Laura Betti, Didi Perego, Paola Barbara, Bruno Corazzari, Ken Clark, Steffen Zacharias, Lorenzo Piani, Franco Balducci, Franco Giornelli,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Wayde Preston, Barta Barry, Dennis Weawer, John Marley, Lorenzo Fineschi, Mario Valgoi, Claude Akins, Tony Young.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-sR90ODH2SpY/Tz_E2Yin9NI/AAAAAAAAC88/Oioa2Y5HBbg/s1600/220px-AManCalledSledge_JapanesePoster.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-sR90ODH2SpY/Tz_E2Yin9NI/AAAAAAAAC88/Oioa2Y5HBbg/s1600/220px-AManCalledSledge_JapanesePoster.jpg" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il film è uscito anche in Giappone!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giorgio Gentili è un segretario di produzione (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Camicie rosse&lt;/b&gt; di Alessandrini, 1952) e aiuto regista molto attivo sin dagli anni Cinquanta. Lavora con molti registi dal 1966 al 1972, prediligendo la collaborazione con Carlo Lizzani. Firma come regista solo tre pellicole: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Un dollaro per sette vigliacchi&lt;/b&gt; (1967), con lo pseudonimo di Dan Ash che vede tra gli interpreti Dustin Hoffman, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bang Banga Kid&lt;/b&gt; (1968), con il nome di Stanley Pragor e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sledge&lt;/b&gt; (1970), dove sarebbe regista insieme a John Sturges (ma i titoli parlano di Vick Morrow). &lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Molti critici attribuiscono &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sledge&lt;/b&gt; al solo Sturges, affermando che Gentili sarebbe solo un prestanome per l’edizione italiana. Roberto Poppi, da noi interpellato, afferma che le testimonianze riconducono la regia a Vick Morrow, attore&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e regista televisivo nordamericano, che ricordiamo interprete di un paio di film di Enzo G. Castellari (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’ultimo squalo&lt;/b&gt; e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;I guerrieri del Bronx&lt;/b&gt;).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--YWCN66zd-M/Tz_n16MfvaI/AAAAAAAAC9k/aQ5AHgrnCKk/s1600/Laura_Antonelli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" src="http://4.bp.blogspot.com/--YWCN66zd-M/Tz_n16MfvaI/AAAAAAAAC9k/aQ5AHgrnCKk/s320/Laura_Antonelli.jpg" width="320" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Gentili è aiuto regista dal 1959 al 1976: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Jovanka e le altre&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;I tartari&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sodoma e Gomorra&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Io, Semiramide&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Maciste&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;all’inferno&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le quattro giornate di Napoli&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;A 001 operazione&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Giamaica&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;I quattro inesorabili&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Se tutte le donne del mondo…&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Un fiume di dollari&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Requiescant&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Banditi a Milano&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Lo sbarco di&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Anzio&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Barbagia&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una lucertola con la pelle di donna&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Boccaccio&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;All’onorevole piacciono le donne&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Roma bene&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Torino nera&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’arbitro&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Zanna bianca&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il bacio di una morta&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Alla mia cara&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;mamma nel giorno del suo compleanno&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’anticristo&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Colpita da improvviso benessere &lt;/b&gt;e&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; Il marito in collegio&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XdocerWiAp8/Tz_FG43c8QI/AAAAAAAAC9E/EaEAqVH7K3c/s1600/10555__sledge_p.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="259" src="http://4.bp.blogspot.com/-XdocerWiAp8/Tz_FG43c8QI/AAAAAAAAC9E/EaEAqVH7K3c/s320/10555__sledge_p.jpg" width="320" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo la trama del terzo e ultimo film, girato prima di tornare al mestiere di assistente. Sledge è un bandito ricercato che decide di impossessarsi di un carico d’oro. Si fa arrestare da un complice, che si finge ispettore di polizia, riesce a introdursi nella fortezza che custodisce l’oro e a impossessarsene. Tra i malviventi si scatena una feroce battaglia per accaparrare il bottino durante la quale viene uccisa la donna di Sledge. Il bandito si vendica eliminando gli assassini e alla fine se ne va rinunciando all’oro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7eikCjol7HY/Tz_FW_MW_uI/AAAAAAAAC9M/jOsRkypmS-g/s1600/200px-AManCalledSledge_Review_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-7eikCjol7HY/Tz_FW_MW_uI/AAAAAAAAC9M/jOsRkypmS-g/s1600/200px-AManCalledSledge_Review_01.jpg" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;James Garner con Laura Antonelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sledge&lt;/b&gt; è un film che gode di un buon budget, prodotto da De Laurentiis, girato negli Stati Uniti &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;(Garrone afferma che alcune scene sono state realizzate in Spagna) &lt;/span&gt;e interpretato da un ottimo attore di western come James Garner, perfetto nel ruolo del bandito. Il resto del cast è quasi tutto italiano, ma si ricorda soprattutto la presenza di una biondissima Laura Antonelli, nei panni della donna del gangster, che si vede solo per poche sequenze. Didi Perego e Laura Betti sono altre due interpreti femminili di rilievo, così come vanno citati Orso Maria Guerrini e Riccardo Garrone. Buona la musica di Gianni Ferrio, così come è imponente la ricostruzione d’epoca e l’intera costruzione scenografica. Il montaggio è lento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-i3KPVrK3_R4/Tz_Fybk5mXI/AAAAAAAAC9U/1N6PtvHgnqo/s1600/200px-AManCalledSledge_Review_03.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-i3KPVrK3_R4/Tz_Fybk5mXI/AAAAAAAAC9U/1N6PtvHgnqo/s1600/200px-AManCalledSledge_Review_03.jpg" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A nostro avviso non si tratta di un western all’italiana, come&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;scrivono molti critici, ma il film presenta tutte le caratteristiche di un lavoro statunitense, sia per l’interprete principale, sia per la confezione elegante che non ha niente a che vedere con la nostra concezione del genere. Si tratta di un film prodotto da un imprenditore italiano, girato da un regista statunitense che si avvale di maestranze italiane, pensato per il doppio mercato, ma la concezione western è classica, tipicamente nordamericana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QVt6rFiTq18/Tz_GBcnL2dI/AAAAAAAAC9c/3my-DI7YidY/s1600/1260540340325_antonelli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-QVt6rFiTq18/Tz_GBcnL2dI/AAAAAAAAC9c/3my-DI7YidY/s1600/1260540340325_antonelli.jpg" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Laura Antonelli in una scena simbolo di &lt;em&gt;Malizia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pino Farinotti è il solo autore che cita il film e concede tre stelle. Troppe per una pellicola convenzionale, compassata, pulita e priva di sbavature, ma con pochi elementi di interesse e di originalità. Merita la visione solo la curiosa presenza di Laura Antonelli (impegnata in una casta scena erotica) alle prese con la sua nona pellicola in carriera. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Malizia&lt;/b&gt; uscirà tre anni dopo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-4877831568613021650?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/4877831568613021650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/sledge-1970-e-il-mistero-di-giorgio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4877831568613021650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4877831568613021650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/sledge-1970-e-il-mistero-di-giorgio.html' title='Sledge (1970) e il mistero di Giorgio Gentili'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-brtvRzCJHuc/Tz_EszUqSbI/AAAAAAAAC80/CDqhCX8-Wew/s72-c/51BQKQ98EZL__SS500_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-1516438807386341309</id><published>2012-02-16T03:57:00.000-08:00</published><updated>2012-02-16T03:57:32.776-08:00</updated><title type='text'>Bowfinger - Il cinema di Claudia 4</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;BOWFINGER&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Di Claudia Marinelli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Regia: Frank Oz&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Soggetto: Steve Martin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Sceneggiatura: Steve Martin&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Montaggio: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Richard Pearson&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Fotografia: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Ueli Steiger&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Musica: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;David Newman&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Genere: Commedia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Cast: Steve Martin, Eddie Murphy, Heather Graham, Christine Baranski, Robert Downey Jr.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Produzione: U.S.A. 1999&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Se volete passare una piacevole e divertente ora e trentasette minuti, vi consiglio vivamente di guardare questa esilarante commedia, che sembra voler solo essere una satira tanto simpatica quanto spietata di Hollywood.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Bobby Bowfinger è un produttore e regista cinematografico sull’orlo della bancarotta. Ma ecco che a sorpresa si ritrova tra le mani la sceneggiatura che reputa eccellente di un film di fantascienza dal titolo “Pioggia cicciosa”, scritta da Afrim, un ragioniere di origini arabe. Bobby cerca di convincere il&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;celebre produttore, Jerry Renfro (Robert Downey Jr.) a produrre il fiolm, e Renfro gli assicura la produzione a condizione che nel film reciti il conosciutissimo attore di colore Kit Ramsey (Eddie Murphy). Kit Ramsey però non vuole neanche leggere la sceneggiatura e così Bobby Bowfinger decide di girare il film comunque all’insaputa dell’attore stesso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;L’impresa sembrerebbe impossibile, ma non con il gruppo di attori che Bobby ha ingaggiato, disposti a credere a tutto ciò che Bobby s’inventa: il film sarà girato con uno stile del tutto nuovo, Kit, conosciuto per le sue paranoie, è disposto a fare un solo ciak, non vuole vedere la cinepresa per paura di perdere la concentrazione, e non vuole contatti con il resto del cast.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Bobby Bowfinger con l’assistente alla regia tutto-fare, Slater, unico a sapere la verità sulle riprese, ingaggiano quattro immigrati clandestini scappati all'ufficio immigrazione come cineoperatori e filmano con delle telecamere nascoste un Kit dalle reazioni confuse e spaventate, mentre gli attori recitano come da copione in luoghi pubblici. Tutto sembra procedere per il meglio, ma Kit, recitando senza saperlo la sua parte nel film di fantascienza, crede veramente di essere perseguitato dagli alieni e decide di nascondersi presso l’organizzazione “Mind Head” (una parodia di Scientology) di cui fa parte, per ritrovare la serenità mentale persa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Sparito Kit, Bowfinger si trova costretto a ingaggiare una controparte per il suo ruolo e assume Jiff, (sempre Murphy), buono e un po’ tonto, che poi si scoprirà essere il fratello dall’attore. Jiff tappa bene i buchi e Bowfinger lo usa per trovare Kit e girare la scena finale in cui Kit deve gridare la battuta conclusiva agli alieni: “Beccati stronzacchioni”. Kit, impaurito dai finti alieni del film, quasi recita la battuta finale, mancano solo pochi istanti alla conclusione delle riprese quand’ecco che gli ufficiali della “Mind Head” appaiono e fermano tutto, perché hanno finalmente scoperto che gli alieni visti da Kit non erano frutto dell’immaginazione malata dell’attore. A questo punto le riprese si interrompono e Bowfinger dovrebbe rinunciare al film, ma ecco che Slater trova una ripresa esterna al set in cui si vede Kit mettersi un sacchetto in testa e mostrare i suoi genitali alle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cheerleaders &lt;/i&gt;dei L.A.Lakers. Bowfinger mostra il filmato al direttore della “Mind Head” e ottiene così l’autorizzazione a filmare con Kit l’ultima scena del film, che verrà poi regolarmente portato nelle sale con successo. Infine Bowfinger riceve un contratto da Taiwan per girare un film di arti marziali nel quale reciterà l’intero cast e Jiff.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Il film riunisce per la prima volta sul set Eddie Murphy e Steve Martin che recitano entrambi con una “verve” poco comuni. Più o meno tutti i personaggi rappresentano degli stereotipi riusciti del “popolo” del cinema, in una satira divertente e sottile che non sfocia mai nel volgare.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Il&amp;nbsp;successo ha completamente allontanato dalla realtà il paranoico Kit Ramsey. Parla come una “macchinetta” blaterando una serie di battute demenziali come se fossero verità assolute, mentre il gentile e docile Jiff, interpretato dallo stesso attore, se ne esce con delle risposte che non hanno né capo né coda senza battere ciglio e ci fa sbellicare dalle risate. L’omaggio al teatro dell’assurdo è quasi palese.&amp;nbsp;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Il simpatico imbroglione e “venditore di fumo” Bowfinger, innamorato del cinema e dei suoi sogni, è disposto a fare&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il possibile e l’impossibile pur di realizzare la sua pellicola e riuscirà nel suo intento a coinvolgere un intero cast promettendo fama e successo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;La falsa ingenua Daisy altro non è che una ragazza scaltra, con le idee molto chiare, disposta a tutto pur di diventare famosa e probabilmente lo diventerà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Carol, attrice che non ha mai sfondato, crede ancora che potrà diventare una stella anche se ormai non essendo più giovanissima si avvia al declino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Afrim lo sceneggiatore, viene dal "nulla", ha prodotto un copione di supporto a un film che avrà poi successo, senza mai aver studiato sceneggiatura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;I quattro messicani cineoperatori, reclutati appena oltre la frontiera e scampati ai poliziotti dell’ufficio immigrazione, sono figure vincenti perché imparano il mestiere in un baleno dimostrando capacità del tutto insospettate. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;E il direttore della ricchissima organizzazione “Mind Head” non esita ad arrivare a patti con Bowfinger pur di non perdere un facoltoso socio come Kit Ramsey.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;Non tutti sanno che Steve Martin, non è solo un bravo attore comico, ma anche uno scrittore&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e sceneggiatore di successo ricevendo già nel 1969 all’età di 24 anni un Emmy Awards per la serie televisiva “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;The Smothers Brothers Comedy Hour&lt;/i&gt;” e che ha studiato Filosofia alla &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;California State University&lt;/i&gt; prima ancora di studiare teatro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;E questa esilarante commedia, con i suoi brillanti dialoghi, interpretati con allegria, non manca di una sua sottile “filosofia”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;L’ambientazione è Los Angeles, ma non siamo a Hollywood, bensì in quartieri molto più poveri che gravitano intorno al mondo “dorato” del cinema, e i personaggi sono sì attori, produttori sceneggiatori, ma di quel tipo che non è mai riuscito veramente a “sfondare”, e che si arrabatta alla soglia della povertà senza smettere di sognare. Ed è proprio l’amore per il cinema e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la caparbia capacità di credere nei propri sogni che spinge Bowfinger a inventare storie, scuse, bugie e sotterfugi per realizzare la pellicola nella quale lui crede&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e che dovrà portargli il successo. E gli attori che potremmo giudicare magari in modo affrettato e superficiale dei “creduloni” un po’ stupidotti, non saranno forse&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;anche loro innamorati del loro mestiere al punto da non voler più distinguere il possibile dall’impossibile? Credono alle assurde giustificazioni di Bowfinger perché vogliono credere nei loro sogni. Infatti, quando si scopre che Bowfinger ha ingannato tutti, e tutti sono costernati e arrabbiati, il personaggio Carol, la bravissima Cristine Baranski, afferma sognante: “Era una bella bugia.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;E facendoci ridere il film ci domanda: a cosa siamo disposti a credere, a cedere, e a rinunciare per i nostri sogni?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-1516438807386341309?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/1516438807386341309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/bowfinger-il-cinema-di-claudia-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1516438807386341309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1516438807386341309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/bowfinger-il-cinema-di-claudia-4.html' title='Bowfinger - Il cinema di Claudia 4'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-6301980198709689592</id><published>2012-02-11T00:09:00.000-08:00</published><updated>2012-02-11T00:09:37.182-08:00</updated><title type='text'>Camerieri (1994)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;strong&gt;di Leone Pompucci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iY7hrNrssb8/TzYg4Q8e4BI/AAAAAAAAC60/o2fKUnsHhbY/s1600/Camerieri-locandina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-iY7hrNrssb8/TzYg4Q8e4BI/AAAAAAAAC60/o2fKUnsHhbY/s320/Camerieri-locandina.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Leone Pompucci. Soggetto e Sceneggiatura: Filippo Pichi, Leone Pompucci, Paolo Rossi. Aiuto Regista: Donatella Botti. Suono in Presa Diretta: Gaetano Carito. Costumi. Gianna Gissi. Scenografia: Maurizio Marchitelli. Montaggio: Mauro Bonanni. Fotografia: Massimino Pau. Organizzazione Generale: Massimo Ferrero. Musica: Paolo Rossi, Carlo Di Blasi. Produttore Delegato: Rita Cecchi Gori. Produttore Esecutivo: Marco Risi, Maurizio Tedesco per Sorpasso Film. Produzione: Vittorio Cecchi Gori per CGG Tiger Cinematografica. Interpreti: Paolo Villaggio, Diego Abatantuono, Marco Messeri, Antonello Fassari, Antonio Catania, Enrico Salimbeni, Regina Bianchi, Ludovica Modugno, Carlo Croccolo, Ciccio Ingrassia, Enza Maria Aliseo, Mario Bianco, Ugo Conti, Domenico Di Quanto, Sergio Di Pinto, Christiana Gajoni, Giorgio Gobbi, Giovanni Pellegrino, Oreste Antonio Rotundo, Monica Sallese, Danilo Tesoro, Pia Velsi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nK422N22hWc/TzYhGd1V7kI/AAAAAAAAC68/Z3f4aDhfjz4/s1600/camerieri_marco_messeri_leone_pompucci_031_jpg_heui.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-nK422N22hWc/TzYhGd1V7kI/AAAAAAAAC68/Z3f4aDhfjz4/s320/camerieri_marco_messeri_leone_pompucci_031_jpg_heui.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Villaggio, Messeri, Salimbeni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Leone Pompucci (1961) è un regista che proviene dalla fotografia, si dedica soprattutto alla regia televisiva e debutta nel cinema con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mille&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;bolle blu&lt;/b&gt; (1993), che vince il David di Donatello come miglior regista esordiente, seguito da &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Camerieri&lt;/b&gt; (1995), con il quale si aggiudica il Nastro d’Argento (insieme a Filippo Pichi e Paolo Rossi) per la migliore sceneggiatura. Regina Bianchi vince un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista. Il suo terzo e ultimo lungometraggio per il cinema è &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il grande botto&lt;/b&gt; (2000), dopo di che lo troviamo solo in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; televisive (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Don Matteo&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La fuga degli innocenti&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il sogno del maratoneta&lt;/i&gt;), ormai nuova frontiera del cinema di genere, e come autore di spot pubblicitari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Qss1bgz5scY/TzYhPWYAUdI/AAAAAAAAC7E/25b6qaHFLTc/s1600/5380262-cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Qss1bgz5scY/TzYhPWYAUdI/AAAAAAAAC7E/25b6qaHFLTc/s320/5380262-cover.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Marco Messeri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Ciccio Ingrassia è il vecchio e malato proprietario del glorioso e fatiscente Ristorante Eden, una rotonda sul mare in decadenza, che decide di vendere per ritirarsi a vita privata. Il nuovo proprietario è il figlio di un mobiliere (Antonello Fassari), cafone arricchito, che nel giorno del passaggio di consegne festeggia le nozze d’oro del padre e della madre. Il pranzo si trasforma in una sorta di esame per i rissosi e squinternati camerieri che compongono il nucleo storico del ristorante e temono di essere licenziati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RT10j6nuPMA/TzYhofa9-HI/AAAAAAAAC7M/bxI2CaSrG48/s1600/il_grande_botto_.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-RT10j6nuPMA/TzYhofa9-HI/AAAAAAAAC7M/bxI2CaSrG48/s320/il_grande_botto_.bmp" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;L'ultimo film di Leone Pompucci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il film è una commedia umana, di caratteri, interessante sotto l’aspetto dello scavo psicologico, meno riuscita come soggetto e sceneggiatura, anche se vince un Nastro d’Argento proprio per quello. Ciccio Ingrassia entra in scena da grande vecchio, sospinto dal vento di mare, sole alle spalle, cappotto grigio, barba bianca incolta e capelli radi: “La primavera arriva sempre prima sul mare”. Abbandona il ristorante perché è stanco, non ce la fa più, recita in fondo la parte di se stesso, purtroppo, dell’attore che sta per lasciare. Ciccio Ingrassia soffre persino a recitare, ma in questo ruolo è perfetto: i primi piani sul suo volto scavato e macilento, le mani ossute, i capelli mossi dal vento danno tanta tristezza. Non è più il Ciccio Ingrassia compagno di Franco Franchi che allietava i nostri pomeriggi infantili in un cinema di terza visione, ma è un attore &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;felliniano&lt;/i&gt;, drammatico, una maschera pirandelliana. L’intero film è una commedia di maschere: Diego Abatantuono è un marito fallito, separato, con un figlio che vede poco e male, un’amante nera che fa la prostituta, il vizio del gioco che lo porta in rovina e un passato di calciatore da rimpiangere. Antonio Catania è il cuoco permaloso, beghino, in perenne lite con il capo cameriere, genio incompreso che pretende solo di essere lodato. Paolo Villaggio è un arrogante capo cameriere che racconta la sua vita al servizio di celebrità, ma in fondo è un uomo piccolo che si è giocato tutto alle carte, non vede da anni il figlio e ha internato la moglie in ospedale perché non riesce a mantenerla. Marco Messeri è uno schizzato cameriere che rimpiange di aver abbandonato la fisarmonica, amore della sua vita, vive nella cucina del ristorante perché non ha una casa. I nuovi padroni sono dei cafoni arricchiti. Carlo Croccolo è il vecchio festeggiato che nel giorno delle nozze d’oro invita a pranzo persino l’amante (Sandra Milo). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ER6Bk01zvYY/TzYiLR4Pz1I/AAAAAAAAC7k/oonfCd5cWd0/s1600/camerieri13.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ER6Bk01zvYY/TzYiLR4Pz1I/AAAAAAAAC7k/oonfCd5cWd0/s1600/camerieri13.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Antonello Fassari si diverte a umiliare i camerieri, li minaccia con arroganza, facendo capire che il vento è cambiato, non è più il tempo di un padrone comprensivo e vecchio stampo. Regina Bianchi è la moglie festeggiata, perfetta nel ruolo drammatico e consapevole di come la festa sia soltanto una messa in scena. Il film vive sui litigi dei camerieri, spesso eccessivi, che rischiano di mandare tutto in malora, anche se il finale è fin troppo lieto. Il regista tira le corde del dramma per poi cadere nel luogo comune di una vincita al Totocalcio che risolve i problemi e che permette ai camerieri di comprare il ristorante. Il ragazzino, nipote del capo cameriere, rappresenta la speranza per il futuro, il giovane ingenuo che ancora non è corrotto dalla vita. Il regista mette alla berlina l’ipocrisia borghese, pone in primo piano la dissoluzione della famiglia e i fallimenti personali di una serie di personaggi che non riescono più a sognare. Di tanto in tanto ci sono sentori &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;felliniani&lt;/i&gt;, ma anche &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pasoliniani&lt;/i&gt;, soffocati da molta ridondanza. Le cose migliori della pellicola sono una fotografia marina intensa, l’atmosfera decadente e squallida della periferia di mare, la musica che unisce boleri cubani come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quisás&lt;/i&gt; a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Violino Tzigano&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mamma&lt;/i&gt;, brani da balera e un sottofondo di musica da ballo. I difetti: un’eccessiva pretenziosità che porta il regista ad abbondare in piani sequenza, spesso inutili, la voglia di fare Antonioni a tutti i costi, senza esserlo, la mano calcata su certi aspetti drammatici dei protagonisti, le soluzioni facili di sceneggiatura, i primi piani sugli insetti che Villaggio schiaccia per abitudine e l’originalità esibita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-M8-VT2UuGs4/TzYh59uyvLI/AAAAAAAAC7U/epvb9hib23Y/s1600/camerieri14.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-M8-VT2UuGs4/TzYh59uyvLI/AAAAAAAAC7U/epvb9hib23Y/s320/camerieri14.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il film è realizzato negli studi di Cinecittà, ma gli esterni sono girati a Ostia e Anzio. Il ristorante Eden esiste davvero e si trova in riviera Zanardelli ad Anzio, mentre il Luna Park dove nella prima sequenza del film vediamo Abatantuono all’interno di una mitica Fiat 500 con una prostituta nera è in viale Danimarca, a Pomezia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-h2y0Z5j6dH0/TzYh_eo83-I/AAAAAAAAC7c/0AGFSvcluiY/s1600/camerieri6.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-h2y0Z5j6dH0/TzYh_eo83-I/AAAAAAAAC7c/0AGFSvcluiY/s1600/camerieri6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ciccio Ingrassia con il regista&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Paolo Mereghetti concede una stella e mezza e stronca la pellicola: “Tutti i difetti della cosiddetta nuova commedia all’italiana: protagonisti senza consistenza ridotti a macchiette somatiche, sceneggiatura &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fintamente&lt;/i&gt; cattiva che non spiega l’eterna litigiosità tra i camerieri ma la esaspera solo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;con la matita di un Grosz all’amatriciana&lt;/i&gt; (Sesti), personaggi che fluttuano nel nulla e spariscono senza ragione (il figlio di Abatantuono, l’amante di Croccolo interpretata da una garrula Sandra Milo) e un disprezzo per la materia raccontata che svela una punta di fastidioso razzismo. Giustamente ignorato dal pubblico”. Morando Morandini concede due stelle ma pure lui stronca: “Sotto il segno della ridondanza e di un compiaciuto nichilismo all’amatriciana, il film si riduce a una passerella di mostri sbattuti in faccia allo spettatore”. Tullio Kezich sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;: “Il film a tratti s’impone gonfiando i muscoli, ma resta di costituzione gracile. Al di là della prepotenza somatica i personaggi non consistono, non c’è modo non dico di affezionarsi ma nemmeno di interessarsi a nessuno di loro. E poi il fatto che circola una schedina del Totocalcio, giocata in società, lascia prevedere un po’ troppo come si andrà a finire. Ci voleva poco, con un interprete della forza di Villaggio, a creargli delle occasioni che andassero oltre i monologhi ingenuamente evocativi dei tempi d’oro della ristorazione di classe; e certo il copione andava lavorato di più”. Pino Farinotti si pone fuori dal coro, concede due stelle e giudica &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Camerieri&lt;/b&gt; “una commedia italiana al di sopra della media”. Il Davinotti - Dizionario on line scritto a mano - è entusiasta dell'interpretazione di Diego Abatantuono, meno delle molte e&amp;nbsp;inutili&amp;nbsp;carrellate: "Un film lento in molte parti, con qualche buona impennata, un cast notevole e diretto sufficientemente bene". A nostro giudizio ci sono luci e ombre in una pellicola che riveste motivi di interesse e che merita una visione non prevenuta, perché a tratti sa mostrare con tristezza quel che siamo diventati. L’entrata in scena di Ciccio Ingrassia vale l’intero film ed è un piano sequenza indimenticabile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;A questo link si può vedere il film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=SFd_cufO-fI"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=SFd_cufO-fI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-6301980198709689592?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/6301980198709689592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/camerieri-1994.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6301980198709689592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6301980198709689592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/camerieri-1994.html' title='Camerieri (1994)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-iY7hrNrssb8/TzYg4Q8e4BI/AAAAAAAAC60/o2fKUnsHhbY/s72-c/Camerieri-locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-937869434373036877</id><published>2012-02-10T10:35:00.001-08:00</published><updated>2012-02-10T10:35:36.466-08:00</updated><title type='text'>FILM TV cita la mia Storia dell'Horror Italiano - Vol. 2</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-md2hFnAXOjY/TzVjSvvE32I/AAAAAAAAC6s/ibp2R7SyOpY/s1600/horror2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-md2hFnAXOjY/TzVjSvvE32I/AAAAAAAAC6s/ibp2R7SyOpY/s320/horror2.jpg" width="54" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;In piccolo, ma meglio di niente!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-937869434373036877?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/937869434373036877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/film-tv-cita-la-mia-storia-dellhorror.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/937869434373036877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/937869434373036877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/film-tv-cita-la-mia-storia-dellhorror.html' title='FILM TV cita la mia Storia dell&apos;Horror Italiano - Vol. 2'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-md2hFnAXOjY/TzVjSvvE32I/AAAAAAAAC6s/ibp2R7SyOpY/s72-c/horror2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-2985657148087842910</id><published>2012-02-09T06:16:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T09:33:29.660-08:00</updated><title type='text'>Brutti di notte (1968)</title><content type='html'>&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;di Gianni Grimaldi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vZ9SgHQcW6o/TzQBIDtuQCI/AAAAAAAAC5c/isrb8CwWhT4/s1600/600full-brutti-di-notte-poster.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-vZ9SgHQcW6o/TzQBIDtuQCI/AAAAAAAAC5c/isrb8CwWhT4/s1600/600full-brutti-di-notte-poster.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Regia: Gianni Grimaldi. Soggetto e Sceneggiatura: Gianni Grimaldi. Aiuto Regista: Alessandro Metz. Montaggio: Renato Cinquini. Fotografia: Stelvio Massi. Musica: Lallo Gori. Scenografia: Andrea Crisanti. Costumi: Rossana Andreoni. Direttore di Produzione. Sergio Pisani. Produzione: Gino Mordini per Claudia Cinematografica. Teatri di posa: De Paolis (Roma). Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Gabriella Giorgelli, Antonella Steni, Fulvia Franco, Helga Liné, Ignazio Leone, Alfredo Rizzo, Ivan Scratuglia, Lorenzo Terzon, Consalvo Dell’Arti, Ivana Novak, Giuseppe Terranova, Giulia Orazi, Claudia Guarino, Bernard Berat. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0JTnAJq5fws/TzQBYPNDjNI/AAAAAAAAC5k/JqLa2SEvHyI/s1600/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_009_jpg_kqxg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-0JTnAJq5fws/TzQBYPNDjNI/AAAAAAAAC5k/JqLa2SEvHyI/s320/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_009_jpg_kqxg.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Brutti di notte&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt; è una pellicola insolita nella sterminata filmografia di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Pare quasi un film d’autore, ricco di elementi surreali e di parti oniriche, riferimenti erotici e simbolici, oltre alle consuete macchiette da avanspettacolo. Parodia di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bella di giorno&lt;/b&gt; (1966) di Luis Buñuel, interpretata da Catherine Deneuve, addirittura citata da Franco nel corso di un dialogo. Il film comincia subito alla grande sfoggiando l’ironica indicazione: “Leon D’oro al Festival della risata” sopra lo stemma del Leone di Venezia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GuNZCk0okQk/TzQBiz9fc-I/AAAAAAAAC5s/kknJpOo2So0/s1600/170.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-GuNZCk0okQk/TzQBiz9fc-I/AAAAAAAAC5s/kknJpOo2So0/s320/170.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Franco è sposato con la bruttissima Rosaspina (Giorgelli), famoso chirurgo, mentre suo fratello Ciccio è un mantenuto che si prende la briga di sorvegliare i comportamenti erotici del cognato. Franco è tormentato da incubi che rappresentano la cifra stilistica del film sotto forma di interessanti parti oniriche. Un sogno ricorrente lo vede in carrozza con Rosaspina, mentre Ciccio fa il cocchiere e pure il fustigatore dei suoi desideri repressi. Il film comincia con una parte onirica ed è interessante la citazione da Garcia Lorca: “Non voglio vederla! Alle cinque della sera, non voglio la megera!”, che Franco riferisce alla orrenda moglie.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Divertente la lunga sequenza dallo psicanalista Federzotti (Rizzo) che si sviluppa secondo lo schema delle gag da avanspettacolo. Franco si addormenta sul lettino, si arrampica sul lampadario, racconta i sogni e rivela il complesso da cui è affetto. Si tratta di una improbabile “sindrome del bacio estorto da femmina sgradevole” (perché da bambino tre vecchie zie volevano baciarlo) e secondo lo psicanalista ha bisogno di una cura a base di belle donne. Molto bravo Alfredo Rizzo nei panni di uno schizzato psicanalista che finisce per essere analizzato da Franco insieme a Ciccio e confessa i suoi problemi interiori. Il medico ha il complesso della nonna che non lo accarezzava e Ciccio della maestra che non lo baciava perché aveva i “ridicoli baffetti” a otto anni. Franco si immedesima nel ruolo e prescrive ai due malcapitati di andarsi a sposare, anticipando i tempi del matrimonio gay…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p1bbhZhR7ko/TzQBv6fT9VI/AAAAAAAAC50/Ze2smhjTAsg/s1600/img_223166_lrg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-p1bbhZhR7ko/TzQBv6fT9VI/AAAAAAAAC50/Ze2smhjTAsg/s320/img_223166_lrg.jpg" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Franco dorme molto e sfoggia un’aria annoiata nei confronti di una moglie che disprezza. Alla vigilia del primo anniversario si immagina promesso sposo di un’orribile duchessa e subito dopo nei panni di un neonato che beve vino rosso. La parte onirica lascia il posto all’avanspettacolo sulla neve con Franco che colpisce tutti con i lunghi sci a tracolla. Una tipica gag da cinema muto. I sogni di Franco proseguono, sconvolto da una bella signora che spoglia gli uomini con gli occhi, perché immagina due belle donne che si trasformano in Ciccio e nella moglie. Citiamo una battuta rivolta alla Giorgelli che si definisce &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;semplice, casta e pura&lt;/i&gt;: “Sì, come l’acqua del baccalà”. Altra parte onirica surreale vede Ciccio e la Giorgelli contadini che bersagliano Franco legato a una palizzata con pomodori rossi e verdi. Gag da avanspettacolo prendono di mira il gioco del tennis. Ciccio: “Ma le palle ce l’hai?”. Franco: “Cosa ti devo rispondere?”. Il nostro eroe è maldestro, non ne azzecca una e centra il compare con la racchetta in testa: “Non ho preso una palla. Ciccio, invece, ha preso tutte le racchette”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mWqugdjGNEg/TzQB875rk1I/AAAAAAAAC58/GH0DL0V-bOo/s1600/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_001_jpg_egje.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-mWqugdjGNEg/TzQB875rk1I/AAAAAAAAC58/GH0DL0V-bOo/s320/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_001_jpg_egje.jpg" width="194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;A un certo punto Franco decide di fare la vita del playboy ed entra nella casa di madama Ananas (invece di Anaïs come nel film originale), che lo ribattezza &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Brutto di notte&lt;/i&gt; e lo istruisce sulla futura professione al servizio di ricche viziose. “A me va bene tutto. Brutto di notte, antipatico di giorno, schifoso di pomeriggio”, commenta Franco. Il suo unico limite è che può lavorare dopo il tramonto. “Solo di notte, dalle 10 alle 4 del mattino”, dice Franco, perché la moglie lavora in ospedale. Diventa un tuttofare del sesso garantito, ma presto scopre che le pretese delle clienti sono quanto meno originali. Antonella Steni è una miliardaria che pretende di suonarlo come un contrabbasso (stile &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il merlo&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;maschio&lt;/b&gt; di Pasquale Festa Campanile, con Laura Antonelli e Lando Buzzanca), ma pure che faccia il pavone e la gallina. Franco esegue, imitando identiche interpretazioni di Totò. Ciccio spia dal buco della serratura, si trova coinvolto nei desideri della miliardaria (fare la giraffa), dopo aver recitato una gag da avanspettacolo: “Cercavo un imbecille che mi dicesse cosa cercavo”, mentre finge di guardare per terra. Un breve frammento cita &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Due rringos nel Texas&lt;/b&gt; (1967) di Marino Girolami, con Franco nei panni di un baro da saloon che estrae un uovo da una manica della camicia.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Altra parte onirica vede Antonella Steni e Gabriella Giorgelli sfidarsi a duello per lui, con Ciccio che dispensa le armi. Indimenticabile Franco che si presenta al portiere d’albergo: “Sono brutto di notte”. Risposta: “E di giorno, no?”. Franco è umiliato da una bella amica della moglie, che lo paga per comprare un rasoio nuovo alla consorte e lo disprezza per la mancanza di fedeltà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TXQ2nF1ZtUY/TzQCbyQbwpI/AAAAAAAAC6E/35kHOlRmI8Q/s1600/imagesCA8ENNC8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-TXQ2nF1ZtUY/TzQCbyQbwpI/AAAAAAAAC6E/35kHOlRmI8Q/s1600/imagesCA8ENNC8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Ciccio si traveste da donna araba con un velo rosso e scopre Franco mentre fa il playboy. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Brutto di notte&lt;/i&gt; esclama: “Lo sapevo. Donne e playboy dei paesi tuoi!” e ancora: “Se torno a casa mi fanno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;brutto di botte&lt;/i&gt;”. Tutto finisce bene, invece, perché la moglie si sottopone a un intervento estetico, diventa affascinante e dopo aver chiesto un appuntamento a Franco confessa la vera identità. “Roma di notte, con Brutto di notte, che notte ragazzi!”, esclama Franco che si concede anche come cantante, interpretando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Roma nun fa’ la stupida stasera&lt;/i&gt;. La plastica fa miracoli, Franco si riprende la moglie e caccia il cognato invadente: “Tu sarai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bella di giorno&lt;/i&gt;, senza riferimenti a quella svergognata di Catherine”, afferma citando il film di Buñuel. E ancora. “Il passato è passato, il cognato è un disgraziato!”. Ciccio se ne va contrariato, dicendo che non può lavorare, perché il lavoro nobiliterà pure l’uomo, ma lo rende simile a una bestia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-455TpKy6qec/TzQCpbIueQI/AAAAAAAAC6M/buW1V-gEGWg/s1600/imagesCAJTKU2D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-455TpKy6qec/TzQCpbIueQI/AAAAAAAAC6M/buW1V-gEGWg/s1600/imagesCAJTKU2D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Finale surreale con il vecchio incubo che sembra diventato realtà. Ciccio passa sotto casa di Franco guidando una carrozza, perché lavora come valletto alla Camera dei deputati. “Povero Ciccio, mi fa pena. Non perché fa il valletto, ma perché deve vedersela con i deputati”. Franco decide di riprenderlo in famiglia. Ciccio torna indietro con la carrozza a retromarcia e il terzetto lancia davanti alla macchina da presa le lettere della parola FINE, dopo averle tolte da un cilindro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2itzxzKVKoI/TzQCxUkfyXI/AAAAAAAAC6U/hzPFpqWNt0I/s1600/brutti_di_notte.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-2itzxzKVKoI/TzQCxUkfyXI/AAAAAAAAC6U/hzPFpqWNt0I/s1600/brutti_di_notte.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Tra gli attori meritano una menzione Gabriella Giorgelli, vera e propria donna scimmia che accetta di imbruttirsi ma si riscatta nel finale, Alfredo Rizzo, nei panni di uno spassoso psicanalista di scuola freudiana, e un’ottima Antonella Steni, che sfoggia tutta la sua arte teatrale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xlz6VT6aCKE/TzQC9XHTV1I/AAAAAAAAC6c/lym3Uq1sBtE/s1600/brutti25.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-xlz6VT6aCKE/TzQC9XHTV1I/AAAAAAAAC6c/lym3Uq1sBtE/s1600/brutti25.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Un film notevole, una vera e propria parodia basata su una solida sceneggiatura capace di contenere la verve da avanspettacolo dei due comici in un rigido copione, ben fotografato dall’ottimo Stelvio Massi (uno dei padri del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;poliziottesco&lt;/i&gt;) e montato con diligenza da Renato Cinquini. Il film originale viene riscritto punto per punto da Grimaldi, che inserisce nel ruolo di Catherine Deneueve un improbabile Franco Franchi. Resta uno dei film più amati e ricercati tra i molti interpretati dal duo comico, ma non ha niente a che fare con la commedia sexy come dicono alcuni critici (Simone Buttazzi), perché siamo nel campo della pura parodia e le scene di nudo sono inesistenti. Al massimo troviamo qualche doppio senso di natura erotica, ma è un film per famiglie, come da tradizione della coppia comica siciliana. Girato a Roma, tra i teatri di posa De Paolis, Piazza Navona, Piazza del Popolo e la Fontana di Trevi. Esce al cinema il 14 marzo 1968. Da ricordare la locandina del film con Franco a torso nudo di schiena, che cita in versione comica l’identica immagine di Catherine Deneuve. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bella di giorno&lt;/b&gt; è un film maledetto, sforbiciato dalla censura italiana, innovativo come tutte le opere dei grandi registi. Catherine Deneuve è una splendida borghese annoiata, che da bambina rifiuta l’ostia, da adulta si concede al vizio e finisce per prostituirsi in una casa di appuntamenti. Jean Sorel e Michel Piccoli sono i suoi partner e regalano un’interpretazione immortale per una pellicola tratta dal romanzo di Joseph Kessel, pubblicato nel 1929. La parodia è altrettanto trasgressiva perché ambientata nel mondo della prostituzione e ricca di riferimenti onirico - surreali. Il 1968 è un anno importante per Franco e Ciccio che interpretano un numero incredibile di pellicole, ma alcune sono di pregevole fattura: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don Chisciotte e Sancio Pancho&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’oro del mondo&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Capriccio&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;all’italiana&lt;/b&gt;…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wSfId2GQg3o/TzQDJ6XG1QI/AAAAAAAAC6k/6RnGoynu1cA/s1600/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_010_jpg_tpzj.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-wSfId2GQg3o/TzQDJ6XG1QI/AAAAAAAAC6k/6RnGoynu1cA/s320/brutti_di_notte_franco_franchi_gianni_grimaldi_010_jpg_tpzj.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La critica alta non è entusiasta, come sempre quando ci sono di mezzo Franco e Ciccio. Paolo Mereghetti concede una stella e mezza, racconta in sintesi la trama e si limita dire: “La parodia burlesca dei due comici questa volta prende di mira Buñuel. Il Morandini non cita neppure il film, per lui non è mai uscito oppure non è degno di commento. Il Farinotti assegna due stelle ma se la cava con un generico e superficiale “solite avventure dei due comici”. Molto meglio Marco Giusti: “Qualcosa del capolavoro di Luis Buñuel ha contaminato questa ribalda e immediata parodia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;francocicciesca&lt;/i&gt; scritta e diretta dal saggio Grimaldi. Al punto che si respira qualcosa di erotico e malsano nel film. Ci si prepara ai capolavori di Cicero. Da non perdere”. Non condividiamo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il malsano&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;erotismo&lt;/i&gt;, ma pure noi abbiamo apprezzato il lavoro di Grimaldi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vedere l'incipit del film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6nidzQLyhA4"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=6nidzQLyhA4&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-2985657148087842910?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/2985657148087842910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/brutti-di-notte-1968.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2985657148087842910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2985657148087842910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/brutti-di-notte-1968.html' title='Brutti di notte (1968)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-vZ9SgHQcW6o/TzQBIDtuQCI/AAAAAAAAC5c/isrb8CwWhT4/s72-c/600full-brutti-di-notte-poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-3949700333160982416</id><published>2012-02-08T06:42:00.000-08:00</published><updated>2012-02-08T06:44:59.598-08:00</updated><title type='text'>Gattaca (1997)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: large; line-height: 115%;"&gt;Il Cinema di Claudia - 3&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BC02EerzdOY/TzKIFsz64LI/AAAAAAAAC44/iycSaB1m0A8/s1600/gattaca.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-BC02EerzdOY/TzKIFsz64LI/AAAAAAAAC44/iycSaB1m0A8/s1600/gattaca.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;GATTACA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;di Claudia Marinelli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Regia: Andrew Niccol&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-language: HE; mso-fareast-language: IT;"&gt;Soggetto: Andrew Niccol&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Sceneggiatura: Andrew Niccol&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Scenografia: Jan Roelfs (nominato agli oscar 1998)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Montaggio: Lisa Zeno Churgin &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Fotografia: Slawomir Idziak&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Musica: Michael Nyman&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Genere: Fantascienza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Cast: Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law, Loren Dean, Alan Arkin, Gore Vidal&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Produzione: U.S.A. 1997&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9NEoCLJscIc/TzKIdiecNUI/AAAAAAAAC5A/T4YJFyVv2CE/s1600/Gattaca_-_la_porta_dell'universo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-9NEoCLJscIc/TzKIdiecNUI/AAAAAAAAC5A/T4YJFyVv2CE/s320/Gattaca_-_la_porta_dell'universo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Andrew Niccol, neo zelandese, (il suo ultimo film “In Time” uscirà nelle sale in Italia il 17 febbraio prossimo) con “Gattaca” esordisce alla regia del suo primo lungo metraggio, portandoci in un futuro alquanto prossimo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;La manipolazione genetica degli embrioni è una pratica accettata e i genitori possono scegliere di “migliorare” il genoma dei propri discendenti. La società è divisa in “validi”, coloro concepiti in provetta, con DNA manipolato e migliorato, e i “non validi” concepiti con metodo naturale. E anche se la discriminazione è illegale, di fatto i “non validi” sono relegati a fare i mestieri più umili. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Al “non valido” Vincent Freeman, Ethan Hawke, (non a caso il nome del personaggio significa “colui che vince ed è libero”) sono stati diagnosticati alla nascita un insieme di difetti e patologie che svilupperà durante la sua esistenza: miopia, problemi emotivi, e una sofferenza cardiaca che non gli permetterà di vivere oltre i trent’anni. Suo fratello minore Anton, (Lauren Dean) concepito in provetta, è praticamente perfetto. Vincent però cresce in buona salute e sogna di viaggiare nello spazio e di lavorare alla Gattaca Corporation. Ma come può Vincent ovviare ai controlli genetici e ai pregiudizi per diventare astronauta? L’unico modo possibile è farsi prestare l’identità di un “valido” con un profilo genetico superiore. Jerome Morrow (il cognome significa “il domani”), Jude Law, un “valido” ex campione di nuoto ora paraplegico a causa di un incidente, vende a Vincent il suo “materiale genetico”, urina, sangue, capelli ecc.. per passare tutti i test genetici ed essere assunto a Gattaca. Vincent eccelle nel suo lavoro e viene scelto per la missione di un anno su Titano, uno dei satelliti di Saturno. Ma una settimana prima della partenza un direttore di Gattaca è assassinato e nel corso delle indagini, dirette da Anton, che nel frattempo è diventato un poliziotto, e dal detective Hugo (il bravissimo Alan Arkin) viene rinvenuta una sopracciglia di Vincent. La caccia è aperta all’impostore “non valido”, che tutti credono sia anche l’assassino. Vincent riesce a evitare dei controlli mentre instaura un legame con Irene (Uma Thurman, il suo nome significa portatrice di pace), alla quale viene negata la possibilità dei viaggi interplanetari per un piccolo difetto al cuore. L’indagine si fa serrata ma, grazie all’aiuto di Irene, Vincent non è smascherato, mentre viene incriminato il vero colpevole: il responsabile del programma spaziale, che ha commesso il crimine per impedire al direttore assassinato di cancellare la missione su Titano. Vincent dovrebbe dunque partire per Titano, ma Anton, che lo ha riconosciuto vuole denunciarlo accusandolo di essere un impostore. I due fratelli si sfidano, come quando erano bambini, in una gara di nuoto e Vincent, nonostante un bagaglio genetico inferiore, riesce a vincere. Anton gli lascia così vivere la sua vita. Il giorno della partenza a sorpresa ecco che Vincent deve sottoporsi all’ultimo esame delle urine. Smascherato dal medico di Gattaca viene anche da questo aiutato. Il medico cancella i risultati e gli permette di partire. Si capisce che il medico ha sempre saputo quale era la vera identità di Vincent perché ha un figlio, un “valido” non perfettamente &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;riuscito, che lo ammira tantissimo per il fatto di aver realizzato il suo sogno anche se “non valido”. Vincent parte per il suo viaggio verso Titano, mentre Jerome decide di mettere fine alla sua vita dopo aver lasciato a Vincent abbastanza sangue e urine per tutta la vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lvQhmj0sxBk/TzKJHfgxzwI/AAAAAAAAC5I/kOEHEO5TL9g/s1600/Gattaca___DVD_by_BunnyDojo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-lvQhmj0sxBk/TzKJHfgxzwI/AAAAAAAAC5I/kOEHEO5TL9g/s320/Gattaca___DVD_by_BunnyDojo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Il film, realizzato mentre si stava mappando l’intero genoma umano, e uscito nelle sale pochi mesi dopo l’annuncio della nascita di Dolly, la prima pecora clonata, pone una serie di interrogativi tanto inquietanti quanto ancora attualissimi. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Sono i geni a decidere della nostra vita? Che peso ha il codice genetico sul nostro divenire o forse il nostro “destino”? Che cosa significa manipolare il DNA?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;È giusto manipolarlo? Possiamo o dobbiamo interferire con la natura? E se decidiamo di interferire sul codice genetico dei nostri discendenti, quali saranno le conseguenze? Come scegliere quali embrioni manipolare ed eventualmente migliorare? E basta avere un DNA perfetto per essere perfetto? Per essere felice? E la perfezione che cosa è? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;A distanza di 15 anni dall’uscita del film nelle sale, ancora non abbiamo una risposta sicura a tutte queste domande.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Il film può avere più chiavi di lettura, a prescindere dall’ambientazione fantascientifica necessaria per la storia che Niccol voleva raccontare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;I&amp;nbsp;“validi” e “non validi” ci ricordano tristemente&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;le discriminazioni razziali, e le teorie sulla superiorità delle razze che cercavano dei fondamenti scientifici “obiettivi” quali ad esempio la circonferenza del cranio o l’altezza di un popolo rispetto a un altro. Teorie sempre molto controverse e oggi abbandonate, per fortuna. Nel futuro, una conseguenza della manipolazione genetica, potrebbe essere un tipo di razzismo fondato su basi scientifiche riconosciute come vere dalle comunità scientifiche del mondo. E vivere in un mondo simile non sarà certo facile per i meno dotati. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Chi deve decidere di potenziare o manipolare un embrione? Il film sembra dare una risposta chiara: i genitori. La scelta si fa liberamente, gli embrioni naturali fecondati e non manipolati, sono buttati perché “Non sono bambini,” dice il medico ai genitori di Vincent che desiderano manipolare il genoma di uno dei quattro embrioni fecondati, che diventerà poi Anton, “solo mere possibilità.” Ma gli interrogativi aperti sono tantissimi: quanto costerà manipolare i genomi? Solo le persone abbienti potranno farlo? Come sarà questa società del futuro? Solo i ricchi potranno avere bambini più dotati, più intelligenti? Il potere politico ed economico sarà di conseguenza gestito solo dalle persone ricche? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;L’uomo è il fautore del&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;suo destino? Oppure ciò che è scritto nel nostro codice genetico determina tutte le nostre scelte? Nel mondo di Gattaca tutti, tranne Vincent e poi Jerome ed infine Irene, sembrano pensare che i geni siano l’unico fattore determinante del successo di un individuo. Basta dotare il bambino delle qualità genetiche giuste per far di lui una&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;persona “vincente”. La visione è molto deterministica e, visto che siamo in un film in cui il tempo della narrazione è limitato, senza&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“sfaccettature”, ma riapre di sicuro l’interessante dibattito sull’importanza dell’educazione e dell’ambiente sociale sulle scelte degli uomini. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;L’essere geneticamente senza difetti è la garanzia per la felicità? E la felicità che cosa è? I personaggi del film non sembrano felici. Il mondo presentato da Niccol è popolato da gente bella ma che ride pochissimo e non si tocca. I contatti umani sono formali e freddi. Solo Irene sorride a Vincent e si&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;lascia andare dopo aver capito che lui non è interessato al suo codice genetico, di cui lei è insoddisfatta. E scopriamo che Jerome non aveva avuto un incidente, ma aveva cercato in passato di suicidarsi perché era arrivato secondo nella gara di nuoto più importante della sua vita. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Vincent ha un sogno: volare nello spazio. Il suo sogno sembra irrealizzabile perché lui è nato “inferiore”, perché tutti sono convinti che i geni siano i soli responsabili del successo, perché nessuno valuta qualità che la scienza non può misurare, come la capacità di sacrificarsi e di credere nei&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;propri sogni, la forza di volontà, la tenacia, il profondo desiderio di migliorare, che permette di superare se stessi e di raggiungere obiettivi insperati. Eppure il “non valido” Vincent, a dispetto del suo perfetto fratello, e della società in cui vive,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;riesce a diventare astronauta. Un dialogo alla fine del film forse sintetizza al meglio il pensiero del regista-sceneggiatore. Vincent partirà per Titano la mattina seguente e saluta Jerome sulla sedia a rotelle dicendogli: “Grazie.” Jerome risponde: “Ti ho solo prestato il mio corpo, tu mi hai prestato il tuo sogno.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Se si nasce geneticamente perfetti, programmati per riuscire in tutto ciò che vogliamo realizzare, perché sognare? Forse è questo l’interrogativo più interessante che Niccol pone agli spettatori: perché&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“conservare” l’uomo imperfetto? Perché salvarlo visto che è limitato? Jerome, il perfetto, colui che avrebbe dovuto vincere il campionato mondiale di nuoto, colui che era geneticamente concepito per realizzare il massimo realizzabile nello sport, e Vincent l’imperfetto che supera se stesso, ci danno la risposta: perché può sognare. Non sono forse i sogni, e la nostra capacità di realizzarli, ciò che ci distingue da qualsiasi altro essere vivente su questa Terra? Se eliminiamo i nostri difetti, sì forse saremo perfetti (ammesso&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di sapere un giorno con precisione cosa “perfetto” significhi), ma elimineremo anche parte della nostra più profonda umanità. Per diventare che cosa? Il dibattito è aperto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;La colonna sonora del film, scritta e diretta dal compositore inglese Michael Nyman è veramente bellissima. Il musicista ha recepito le tematiche profonde del film e ha saputo dotare le immagini di uno spessore particolare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;E menzioniamo anche la scenografia, così essenziale, di Jan Roelfs, nomitato agli oscar. Ci possiamo solo rammaricare che non abbia vinto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Se vi piacciono le tematiche del film, vi consiglio di leggere un interessantissimo saggio che tratta dei problemi di manipolazione genetica e le sue conseguenze nella nostra vita presente e futura:&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“Our Posthuman Future” di Francis Fukuyama.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-3949700333160982416?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/3949700333160982416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/gattaca-1997.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3949700333160982416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3949700333160982416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/gattaca-1997.html' title='Gattaca (1997)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BC02EerzdOY/TzKIFsz64LI/AAAAAAAAC44/iycSaB1m0A8/s72-c/gattaca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-4238781210435759138</id><published>2012-02-04T01:51:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T01:51:40.680-08:00</updated><title type='text'>Dario Argento e L’uccello dalle piume di cristallo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-46UHJVlheeM/Tyz_jwfVTmI/AAAAAAAAC24/ochm1pq74hU/s1600/piume+cristallo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-46UHJVlheeM/Tyz_jwfVTmI/AAAAAAAAC24/ochm1pq74hU/s320/piume+cristallo.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Giovanni Modica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 58.9pt 0pt 54pt; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Dario Argento e L’uccello dalle piume di cristallo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 58.9pt 0pt 54pt; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Profondo Rosso – Pag. 285 – Euro 27,00&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 58.9pt 0pt 54pt; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;www.profondorossostore.com – info@profondorossostore.com&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 58.9pt 0pt 54pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Giovanni Modica pubblica il suo secondo saggio di cinema e si pone all’attenzione della critica come uno degli autori più preparati della nuova generazione. Il primo lavoro, dedicato a &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sette note in nero&lt;/b&gt; di Lucio Fulci, faceva intravedere doti di sopraffino intenditore cinematografico e di grande cultore della materia, anche se la forma era ancora sovrabbondante. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Dario Argento e L’uccello dalle piume di cristallo&lt;/b&gt;, invece, è un testo&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; &lt;/b&gt;completo, esauriente, informato e definitivo sul primo thriller del regista romano. La forma della scrittura è migliorata, anche se preferisco un approccio più divulgativo e meno tecnico, più rivolto ai lettori e meno agli studiosi. In ogni caso servono testi rigorosi e scientificamente esatti per dimostrare la necessità di studiare autori un tempo bistrattati. Modica analizza sequenza per sequenza il film di Argento, espone la trama in un’ampia sinossi, racconta l’esordio registico dell’autore romano e le prime esperienze da sceneggiatore western con Sergio Leone. Non mancano le fonti dell’ispirazione di Argento: Fritz Lang, in primo luogo, ma senza dimenticare il maestro Mario Bava, persino Michelangelo Antonioni e le fonti narrative alla base della poetica thriller. Un intero capitolo è dedicato all’analisi della carriera degli interpreti principali del film, con particolare attenzione a Tony Musante, Enrico Maria Salerno e Suzy Kendall. I luoghi dove è stata girata la pellicola sono oggetto di studio accurato, così come la fotografia di Storaro e il montaggio di Fraticelli vengono analizzati con puntualità, grazie a interviste e commenti di prima mano. Non poteva mancare un capitolo sulla musica di Ennio Morricone e neanche una discreta appendice critica. Modica è il solo critico italiano che approfondisce il legame tra &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’uccello dalle piume di cristallo&lt;/b&gt; e il telefilm &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il tram&lt;/b&gt;, interpretato da Paola Tedesco ed Enzo Cerusico. Molto interessante la parte curata da Luigi Cozzi (editore, buon regista del passato, autore dell’editing e della selezione fotografica), che ripropone alcune vecchie interviste al regista romano con cui ha vissuto (e continua a vivere) anni di amicizia e proficua collaborazione. Giovanni Modica si propone di compiere un lavoro esaustivo sulla cosiddetta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trilogia zoologica&lt;/i&gt; di Dario Argento. Attendiamo con interesse i prossimi volumi dedicati a &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il gatto a nove code &lt;/b&gt;e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;4 Mosche di velluto grigio&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-4238781210435759138?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/4238781210435759138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/dario-argento-e-luccello-dalle-piume-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4238781210435759138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4238781210435759138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/dario-argento-e-luccello-dalle-piume-di.html' title='Dario Argento e L’uccello dalle piume di cristallo'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-46UHJVlheeM/Tyz_jwfVTmI/AAAAAAAAC24/ochm1pq74hU/s72-c/piume+cristallo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-5805999869063313636</id><published>2012-02-04T01:07:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T01:07:16.984-08:00</updated><title type='text'>L’amore primitivo (1964)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Luigi Scattini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NTsAKxpOyUE/Tyzyd-0ZqDI/AAAAAAAAC1w/DL5BPnywcuo/s1600/Franco%2520E%2520Ciccio%2520-%2520L'amore%2520Primitivo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-NTsAKxpOyUE/Tyzyd-0ZqDI/AAAAAAAAC1w/DL5BPnywcuo/s320/Franco%2520E%2520Ciccio%2520-%2520L'amore%2520Primitivo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il film è in edicola grazie a Hobby &amp;amp; Work&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Luigi Scattini. Organizzazione: Mario Silvestri. Soggetto: Luigi Scattini, Massimo Pupillo. Sceneggiatura: Amedeo Sollazzo, Luigi Scattini, Massimo Pupillo. Commento parlato: Luigi Scattini. Lettore del commento: Riccardo Cucciolla. Fotografia: Claudio Racca. Montaggio: Otello Colangeli. Musica: Lallo Gori. Scenografia: Gastone Carsetti. Costumi: Adriana Spadaro. Produttore: Fulvio Lucisano per Italian International Film. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Jayne Mansfield, Mike Hargitay, Carlo Kechler, Lucia Modugno, Gaetano Quartararo, Alfonso Sarlo, Eugenio Galadini. Interni: Elios Film (Roma).&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Canzoni: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bella come&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;te&lt;/i&gt; (Pippo Caruso), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Un desiderio per l’estate&lt;/i&gt; (Marina Moran), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Date&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;night in Hawaii&lt;/i&gt; (Annette), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Piccatura&lt;/i&gt; (Peppino Di Capri).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ohytmdy_SA8/TyzyxoXOhzI/AAAAAAAAC14/dj0qpTTY-EU/s1600/amore-primitivo_2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ohytmdy_SA8/TyzyxoXOhzI/AAAAAAAAC14/dj0qpTTY-EU/s1600/amore-primitivo_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Locandina originale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Un film insolito per Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che si confrontano con il filone &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movies&lt;/i&gt;, rappresentano il contenitore comico per un documentario sull’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;amore primitivo&lt;/i&gt; e interpretano il loro unico lavoro ricco di elementi sexy. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Alessandro Blasetti è il precursore di una moda documentaristica dal taglio erotico che cerca di mostrare in maniera scientifica e distaccata il rapporto sessuale in tutte le sue implicazioni. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Europa di&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;notte&lt;/b&gt; (1959) rappresenta un passo in avanti rispetto al documentario anni Cinquanta che evitava con cura ogni aspetto salace o morboso. La pellicola è molto castigata, ma per la nostra Italia moralista e bacchettona&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; &lt;/b&gt;è un vero scandalo e di conseguenza un grande incasso al botteghino. Molti registi italiani &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;inseguono il successo di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Europa di notte&lt;/b&gt; e cominciano a girare documentari con riferimenti al sesso. Il tema è sempre lo stesso: si parte da scene vere, se ne aggiungono altre dichiaratamente false e si costruisce una pellicola con valenza erotica. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; è un genere portato al successo da&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Gualtiero Jacopetti che fa scalpore con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mondo cane&lt;/b&gt; (1962), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mondo cane 2&lt;/b&gt; (1963), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La donna nel mondo&lt;/b&gt; (1963), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Africa addio&lt;/b&gt; (1966) e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Addio zio Tom&lt;/b&gt; (1972).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jYY30HPibSI/TyzzB-S1oYI/AAAAAAAAC2A/2wSZx300Nyg/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-jYY30HPibSI/TyzzB-S1oYI/AAAAAAAAC2A/2wSZx300Nyg/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La bella Mansfield in babydoll&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Luigi Scattini comincia la carriera di regista proprio con il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt;, genere cui si dedica con passione per alcuni anni, non disdegnando il filone erotico - esotico (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La ragazza&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;dalla pelle di luna&lt;/b&gt;, 1973) e il comico puro (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Due marines e un&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;generale&lt;/b&gt;, 1965). Il primo film di Scattini, girato insieme a Mino Loy, è il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; erotico &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sexy&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;magico&lt;/b&gt; (1963). I temi sono sempre gli stessi: un po’ di sesso, qualche riferimento alle usanze regionali, abitudini e vizi erotici degli italiani. Il suo secondo film è &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’amore&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;primitivo&lt;/b&gt; (1964), un lavoro originale, a metà strada tra film a soggetto e documentario. Jayne Mansfield è una bella antropologa spiata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia mentre visiona un reportage sui costumi sessuali dei popoli primitivi. Scattini gira anche &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Svezia, inferno e paradiso&lt;/b&gt; (1967), forse il lavoro maggiormente responsabile di aver mitizzato la libertà di costumi scandinava rispetto alla nostra arretratezza culturale. Ricordiamo Scattini autore anche di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Angeli bianchi… angeli neri&lt;/b&gt; (1969) sulle magie vere o presunte di maghi, ipnotizzatori e ciarlatani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-h-7FQMjz7tQ/Tyzzf_J_m0I/AAAAAAAAC2I/QoX8kDx_vto/s1600/primitive_love_poster_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-h-7FQMjz7tQ/Tyzzf_J_m0I/AAAAAAAAC2I/QoX8kDx_vto/s320/primitive_love_poster_01.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La locandina francese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;F&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ranco Franchi e Ciccio Ingrassia sono due inservienti d’albergo che si danno un gran da fare per servire la prorompente Jayne Mansfield, passano il tempo a spiarla nel bagno, guardano dalla feritoia dell’aria condizionata, cercano di trovarsi sempre davanti a lei seminuda. La bella antropologa ha girato un documentario per i luoghi più disparati della Terra, tra tribù selvagge africane, a Hong Kong, in Cina, in Oceania, per dimostrare che l’amore è sempre primitivo, che l’uomo - civilizzato o meno - di fronte al sesso si abbandona soltanto all’istinto. Un esimio professore (Mickey Hargitay, secondo marito della Mansfield) assiste alla proiezione e contesta la tesi. Jayne Mansfield alla fine dimostra di aver ragione quando si abbandona a uno spogliarello sensuale (resta in slip e reggiseno, non è mai nuda) che sconvolge i due inservienti. Franco si mette a fare lo scimpanzé, interpretazione che è un suo cavallo di battaglia, Ciccio si dedica alla visione erotica e lo stesso professore si trasforma in licantropo. Il film non è una parodia dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movies&lt;/i&gt;, come sostengono alcuni critici (Simone Buttazzi), ma una pellicola contenitore che gode di una parte comico - erotica interpretata da Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e la bella Jayne Mansfield, oltre a un vero e proprio &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movies&lt;/i&gt; girato da Scattini, fotografato da Racca e commentato da Cucciolla. La prima parte è dominata da Franco e Ciccio, due facchini vessati da un portiere al grido di “Lavorate cretini!” e rapiti dalle grazie della bella antropologa. “Bedda, bedda senza economia”, commenta Franco di fronte alla visione del suo sedere fasciato in un abito giallo. Il film anticipa la commedia sexy per molte situazioni tipiche: gli inservienti che spiano dalla feritoia dell’aria condizionata, la bella Jayne Mansfield in trasparenza nel bagno mentre si spoglia, alcuni strip sensuali, diverse sequenze in bikini e babydoll. Franco e Ciccio non tradiscono la loro comicità genuina fatta di smorfie e battute semplici. Ricordiamo Franco intento a fare &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;m’ama non m’ama&lt;/i&gt; con lo scopino di piume, ma anche i due maldestri inservienti che combinano guai mentre montano il proiettore. Ciccio: “Quella è una donna perduta!”. Franco: “Fortunatamente l’abbiamo trovata noi”. Sono interessanti due parti oniriche vissute da Franco. Nella prima il comico siciliano immagina di suonare il tamburo come un indigeno mentre la Mansfield danza in modo sensuale, ma alla fine resta deluso perché si trova in braccio Ciccio. Nella seconda sogna di essere alle Hawaii, la bella Mansfield indossa una parrucca nera e danza sulle note di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Date&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;night in Hawaii&lt;/i&gt; (canta Annette) in mezzo ad altre sexy ballerine che vestono abiti succinti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-o3bcKJl_qPg/Tyzzsy3F3dI/AAAAAAAAC2Q/7rqJWglWtCA/s1600/imagesCAW6LX73.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-o3bcKJl_qPg/Tyzzsy3F3dI/AAAAAAAAC2Q/7rqJWglWtCA/s1600/imagesCAW6LX73.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La locandina USA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; che occupa buona parte del film è girato con la tecnica abituale di simili prodotti: alcune cose sono vere, altre inventate di sana pianta, altre ancora soltanto esagerate. Il tono del commento è didascalico, saccente, spesso fastidioso e dal contenuto vagamente razzista. Tutto va storicizzato, certo. Ricordiamo tra le molte scene girate nei paesi esotici: balli indios in Sudamerica, le donne schiave dei nomadi Maori, la danza del ventre, le risaie cinesi, i cacciatori di teste filippini, le cerimonie nuziali di popoli selvaggi, le lotte erotiche senegalesi, la stucchevole rivincita dei primitivi sull’uomo bianco colonizzatore, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cha cha cha&lt;/i&gt; di un’africana, le lezioni di sesso tra i Masai, il funerale di un giovane australiano, la vendetta cinese a base di uova marce, il serpente della verità che morde la donna fedifraga, le donne in vendita a Hong Kong, i cibi afrodisiaci e la ridicola ragazza pantera in Brasile. La tesi del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; è che la purezza dell’amore non esiste, ma che di fronte al sesso ogni uomo si abbandona a istinti bestiali. Il finale comico conferma la teoria. Da notare che le sequenze del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; sono spesso interrotte dai commenti comici di Franco e Ciccio (“Che belle anche…” “… e anche il resto!”, “Che bella favorita!”, ecc.) e da siparietti farseschi girati all’interno dell’albergo.&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NrfQFr-Op4Q/Tyzz52R1oII/AAAAAAAAC2Y/AcwR7K-1-OY/s1600/00077901.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-NrfQFr-Op4Q/Tyzz52R1oII/AAAAAAAAC2Y/AcwR7K-1-OY/s320/00077901.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Uno strip della sensuale Jayne Mansfield&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;L’amore primitivo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; nel 1966 esce negli Stati Uniti (solo a San Francisco), nel &lt;metricconverter productid="1967 in" w:st="on"&gt;1967 in&lt;/metricconverter&gt; Francia (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’amour primitif&lt;/i&gt;) e in Germania (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Primitive Liebe&lt;/i&gt;). Il merito del successo internazionale è tutto di Jayne Mansfield, diva di Hollywood, vero e proprio sogno erotico mondiale insieme alla rivale Marylin Monroe. Tra l’altro la bella Mansfield non risparmia la visione delle sue grazie e sfida la solerte censura italiana mostrandosi in slip e reggiseno, mettendo in evidenza procaci scollature e lunghe gambe. Jayne Mansfield aveva scandalizzato il mondo con un nudo integrale nel film &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Promises!&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Promises!&lt;/b&gt; (1963) di King Donovan. Jayne Mansfield (1933 - 1967) è una diva sfortunata, perché muore a soli &lt;metricconverter productid="34 in" w:st="on"&gt;34 in&lt;/metricconverter&gt; un incidente stradale quando è al massimo del successo, unendosi al destino infausto della rivale Marylin Monroe. Sexy symbol mondiale, di una bellezza prorompente, persino volgare, asseconda i gusti del pubblico e non si lascia mai prendere da tentazioni intellettuali. Si sposa a soli 16 anni con Paul Mansfield, entra nel cinema grazie a Baruch Lumet (padre del regista Sidney), frequenta corsi di recitazione e inaugura la moda delle foto senza veli. Raggiunge il successo a Broadway con la commedia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Will Success Spoil Rock Hunter? &lt;/i&gt;(1955), si mette in evidenza per le grazie esuberanti e si esibisce seminuda nei night club. I suoi film più importanti sono: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gangster cerca moglie&lt;/b&gt; (1956) di Frank Tashlin, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;The Wayward Bus&lt;/b&gt; (1957) di Victor Vicas e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Baciala per me&lt;/b&gt; (1958) di Stanley Donen, dove recita insieme a Cary Grant. La sua morte prematura sconvolge i suoi numerosi fan che ne avevano fatto un simbolo erotico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-L6bSsLvr9jA/Tyz0QhIGl7I/AAAAAAAAC2g/uqXOYHCLBO4/s1600/r04.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-L6bSsLvr9jA/Tyz0QhIGl7I/AAAAAAAAC2g/uqXOYHCLBO4/s320/r04.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Luigi Scattini (scomparso&amp;nbsp;nel 2010) durante una conferenza stampa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Nel 1964 Franco e Ciccio interpretano ben 17 pellicole, a un ritmo forsennato, anche se alcune sono partecipazioni e ruoli in film a episodi. I due comici siciliani vivono un momento d’oro, basta la presenza in un film che gli incassi raddoppiano. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’amore primitivo&lt;/b&gt; rappresenta il loro primo incontro con una diva di Hollywood, prima di recitare accanto a Vincent Price (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le spie vengono dal semifreddo&lt;/b&gt;) e a Buster Keaton (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Due marines e un generale&lt;/b&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qdgWYjPOGbE/Tyz0ov7HOWI/AAAAAAAAC2o/aM1tuzEYxUA/s1600/am_priv2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="273" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-qdgWYjPOGbE/Tyz0ov7HOWI/AAAAAAAAC2o/aM1tuzEYxUA/s320/am_priv2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Jayne Mansfield in una pausa, insieme al&amp;nbsp;regista (foto di&amp;nbsp;scena)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La critica non è tenera con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’amore primitivo&lt;/b&gt;, che non solo è un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; (genere poco amato dai recensori &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;importanti&lt;/i&gt;), ma è pure un film interpretato da Franco e Ciccio. Paolo Mereghetti concede una misera stella: “In sostanza un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; che vorrebbe dimostrare come le abitudini sessuali della razza umana siano sostanzialmente le stesse a prescindere dal tasso di civilizzazione dei popoli; ma è la solita scusa per mostrare donne di colore seminude, alla cui vista i comici si prodigano nel consueto repertorio di battute salaci”. Pino Farinotti è più generoso, concede due stelle ma si limita a sintetizzare la trama in poche battute. Due stelle anche per Morando Morandini che non ha visto il film perché non esprime un giudizio, ma riferisce il pensiero di Marco Giusti: “Uno stracult di forza paurosa con colori magnifici”. Aggiunge, tratto in errore da Giusti: “Tra i rarissimi semiporno della coppia”. Grazie a Morandini e a Giusti scopriamo che “alcuni frammenti su una gara di bellezza cui partecipa Jayne Mansfield con il marito Mickey Hargitay, esclusi dal montaggio, sono finiti nel documentario The Wild Wild World di Jayne Mansfield”. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Giornale di Brescia&lt;/i&gt;, in un articolo senza firma, contemporaneo all’uscita del film, scrive: “Un film sgradevole, anche per la presenza di Franchi e Ingrassia, ultimo stadio di una tentazione comica irrimediabilmente decaduta”. Marco Giusti su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stracult&lt;/i&gt; è fin troppo entusiasta, vede porno dove c’e solo sexy, ma sappiamo che ama eccedere: “Le scene di Franco e Ciccio con Jayne Mansfield sono grandiose. Il film appare di una forza paurosa, con colori magnifici”. Non esageriamo, ma confermiamo che la pellicola si vede ancora volentieri e che rappresenta un lavoro irripetibile nella produzione sterminata della coppia sicula&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Per ascoltare &lt;strong&gt;Piccatura&lt;/strong&gt;, sigla di coda del film, interpretata da Peppino Di Capri: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AbJqHPzXVSU"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AbJqHPzXVSU&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-5805999869063313636?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/5805999869063313636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/lamore-primitivo-1964.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/5805999869063313636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/5805999869063313636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/lamore-primitivo-1964.html' title='L’amore primitivo (1964)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NTsAKxpOyUE/Tyzyd-0ZqDI/AAAAAAAAC1w/DL5BPnywcuo/s72-c/Franco%2520E%2520Ciccio%2520-%2520L&apos;amore%2520Primitivo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8043446275318462178</id><published>2012-02-02T09:02:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T09:06:24.249-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il cinema di Claudia 3&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p0DGqaktysg/TyrA5eOlE7I/AAAAAAAAC0g/dAPJyf7-Nk4/s1600/match-point.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="251" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-p0DGqaktysg/TyrA5eOlE7I/AAAAAAAAC0g/dAPJyf7-Nk4/s320/match-point.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&amp;nbsp;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;MATCH POINT&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Di Claudia Marinelli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Regia : Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Soggetto e sceneggiatura: Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Scenografia: Jim Clay&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Fotografia: Remi Adefarasin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Montaggio: Alisa Lepselter&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Costumi: Jill Taylor&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys- Mayers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Produzione: U.S.A. – G.B.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Durata 124 minuti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nsirR1Rxie0/TyrBG8UwqmI/AAAAAAAAC0o/3WD2Ed5CpN0/s1600/match_point7.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-nsirR1Rxie0/TyrBG8UwqmI/AAAAAAAAC0o/3WD2Ed5CpN0/s320/match_point7.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Con “Match Point” Woody Allen ci propone un film alla volta diverso e simile ai lunghi metraggi prodotti fino ad ora.&amp;nbsp;C&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;hris (Johnathan Rhys –Mayers), ex giocatore professionista di tennis, viene assunto come istruttore in un prestigioso club londoniano dove conosce il ricco Tom Hewett (Matthew Goode) con il quale stringe presto amicizia. Tom lo introduce presso la sua famiglia e Chris interesserà subito sentimentalmente la sorella di Tom: Chloe (Emily Mortimer). Comincia così l’ascesa di Chris, bello intelligente e affascinante, nel mondo dell’alta società londinese: stupende case di campagna, salotti arredati con mobili d’epoca, macchine prestigiose, donne vestite in modo sobrio ma elegantissimo e uomini impeccabili. Il mondo che Chris aveva sempre sognato di conquistare ma al quale non avrebbe potuto accedere con il successo sportivo. Perché Chris è fondamentalmente più arrivista che ambizioso e, anche se niente ci è rivelato della sua infanzia presumibilmente povera, capiamo che ambisce ad una vita agiata e ricca di privilegi. Verrà così assunto nella società del suocero dove farà una&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rapida e brillante carriera. Ma Chris non è solo un freddo calcolatore: c’è un lato passionale in lui, sconosciuto a Chloe e incontrollabile per il personaggio stesso. E’ l’incontro con Nola (Scarlett Johansson), fidanzata di Tom, aspirante attrice senza successo e senza simpatie nella famiglia del fidanzato, che scatena le sue passioni. E, anche se all’inizio Nola sembra&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;respingerlo,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Chris&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la insegue e i due finiscono per andare&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a letto insieme una volta prima del matrimonio di Chris con Chloe. Tom e Nola si lasciano poco dopo e Nola sparisce per un po’. Riappare quando Chris e Chloe si sono sposati e la passione si riaccende. Per questa passione prorompente Chris rischia di mettere a repentaglio tutto ciò che ha guadagnato: la sua vita agiata, i suoi privilegi, la serenità della vita familiare. Messo alle strette da Nola, che minaccia di svelare la relazione a Chloe, opta per una soluzione estrema. Egli ammazza prima l’anziana vicina di casa di Nola e la rapina, per depistare le indagini, poi uccide Nola e il bimbo che porta in grembo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-oBgJbnOen2A/TyrBSBC3nwI/AAAAAAAAC0w/zCuVgaPF7Zk/s1600/1scarlett-gal-match-point.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-oBgJbnOen2A/TyrBSBC3nwI/AAAAAAAAC0w/zCuVgaPF7Zk/s320/1scarlett-gal-match-point.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La storia però non finisce come il noto romanzo di Dostoevskij, “Delitto e castigo”, che il protagonista legge all’inizio del film: il colpevole non è punito. Chris è un uomo fortunato: quando getta i gioielli rapinati nel Tamigi, la fede dell’anziana signora assassinata rimbalza sulla ringhiera e cade sul marciapiede e verrà trovata nella tasca di un drogato colpevole di rapina a mano armata. La polizia, che aveva dei seri sospetti sull’innocenza di Chris,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dovrà interrompere le indagini. Il protagonista continua a vivere la sua vita agiata e “fortunata”, forse avrà di tanto in tanto qualche rimorso, e forse non sarà mai del tutto felice, ma non è in fondo che un piccolo prezzo da pagare per l’odioso crimine che ha commesso.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-baPPcW4dk-Q/TyrCGuu4qzI/AAAAAAAAC1A/7z2sflr0kZE/s1600/match-point-trailer-672.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="170" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-baPPcW4dk-Q/TyrCGuu4qzI/AAAAAAAAC1A/7z2sflr0kZE/s320/match-point-trailer-672.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;“Match Point” è un film diverso da tutti i film precedenti di Woody Allen per l’ambientazione, è totalmente girato a Londra, e per il suo genere drammatico – thriller con pochissime battute sarcastiche&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e comiche. È però anche un film simile a molti altri dello stesso regista per gli interrogativi posti e la risposta chiara data.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Diversamente che in “Delitti e misfatti” qui Woody Allen non dà un giudizio morale sul protagonista e non si pone il problema del rimorso, simbolizzato nel film del 1989, dall’occhio di Dio che guarda i personaggi colpevoli. Il problema di sapere se Chris si senta o si debba sentire colpevole, non è di fatto affrontato, perché il regista ha voluto affermare l’importanza della fortuna nella vita degli uomini. Come la palla da tennis che all’inizio del film rimbalza sulla rete e dal suo cadere da una parte o dall’altra del campo determina la vincita o la perdita di una partita, così il successo o l’insuccesso degli uomini dipende da meri colpi di fortuna. Il non voler ammettere questa realtà significa non volere ammettere che molto nella nostra vita dipenda da eventi fortuiti e totalmente incontrollabili.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZS14-CyqJvg/TyrCSIWNSII/AAAAAAAAC1I/guwpWHjie2s/s1600/Match-Point.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="229" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZS14-CyqJvg/TyrCSIWNSII/AAAAAAAAC1I/guwpWHjie2s/s320/Match-Point.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Si tratta naturalmente dell’opinione del regista che l’illustra con una trama&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ben costruita ma non priva di “forzature”. Siamo in un film e ogni scena, ogni parola deve poter portare la storia ad una conclusione verosimile, ma una trama convince lo spettatore quando gli eventi raccontati sono pienamente plausibili e in “Match Point” gli eventi si piegano troppo facilmente alla volontà di affermare l’assioma di fondo dello sceneggiatore regista. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1bwvoZv7wLI/TyrCgTVooZI/AAAAAAAAC1Q/bEju3kgluaE/s1600/match-point-2005-20-g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="206" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-1bwvoZv7wLI/TyrCgTVooZI/AAAAAAAAC1Q/bEju3kgluaE/s320/match-point-2005-20-g.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Chris è un uomo fortunato: è nato bello e intelligente. Il suo fascino gli apre le porte del mondo che ambisce, ma questo mondo gli cade troppo in fretta ai piedi. La sua ascesa è rapida e senza intoppi, l’alta società londinese è accogliente con gli arrivisti proprio come quella americana. Il ritrovamento della fede rapinata nel posto sbagliato scagiona il protagonista dall’accusa di omicidio, ma quale polizia oggigiorno ometterebbe di fare l’autopsia alle vittime di un omicidio? Quale polizia non farebbe il test del DNA su di un feto per scoprirne&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la paternità? Non cercherebbe il fucile da caccia con il quale Chris ha ucciso? Quale scientifica non indagherebbe sulla provenienza dei proiettili?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Woody Allen non ha voluto porsi questi problemi “pratici”, anzi li ha omessi volutamente per poter affermare che nella vita&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la fortuna gioca un ruolo predominante. E se molto nella vita dipende da eventi “fortunati” in quale misura l’uomo è responsabile del suo successo o del suo insuccesso? Praticamente in misura irrisoria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;L’opinione naturalmente è quella di Woody Allen ma, proprio perché quest’opinione non è supportata da “prove” convincenti, rimane una mera opinione affermata e non dimostrata, di conseguenza il film sembra più essere stato fatto per affermare l’idea di base del regista che non per convincere lo spettatore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_zbEmaeatuY/TyrBcvapNMI/AAAAAAAAC04/hPkIKHTEc6Q/s1600/match_point02.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-_zbEmaeatuY/TyrBcvapNMI/AAAAAAAAC04/hPkIKHTEc6Q/s320/match_point02.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;“Match Point” è un film comunque da consigliare: bravi gli attori, bella la scenografia, intelligenti i dialoghi, magistrale la regia, ma proprio perché Woody ha smesso di porre domande e ha voluto affermare, e non semplicemente suggerire, la sua opinione personale, il film risulta, a mio avviso, meno riuscito dei suoi “classici” come ad esempio “Delitti e Misfatti”, “Tutti dicono I&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;love you” o ancora i deliziosi “La rosa purpurea del Cairo” e “Pallottole su Broadway”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Per vedere il monologo iniziale: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=lEBuifhnENg"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=lEBuifhnENg&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8043446275318462178?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8043446275318462178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/il-cinema-di-claudia-3-match-point-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8043446275318462178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8043446275318462178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/02/il-cinema-di-claudia-3-match-point-di.html' title=''/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-p0DGqaktysg/TyrA5eOlE7I/AAAAAAAAC0g/dAPJyf7-Nk4/s72-c/match-point.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-2558295272664867655</id><published>2012-01-28T01:23:00.000-08:00</published><updated>2012-01-28T01:23:14.743-08:00</updated><title type='text'>Due bianchi nell’Africa nera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;d&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;i Bruno Corbucci (1970)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-f45VhHxbrSU/TyO6yJtc1MI/AAAAAAAACxo/BcW7d3Na0j8/s1600/00363403.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-f45VhHxbrSU/TyO6yJtc1MI/AAAAAAAACxo/BcW7d3Na0j8/s1600/00363403.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Bruno Corbucci. Soggetto e Sceneggiatura. Mario Amendola, Bruno Corbucci, Luciano Ferri. Montaggio: Daniele Alabiso. Fotografia: Fausto Zuccoli. Musica: Willy Brezza. Scenografia: Fabrizio Frisardi. Direttore di Produzione: Tommaso Sagone. Produzione: Sergio Bonotti per Mondial Te- Fi.. Distribuzione: Titanus. Interpreti: Franco Franchi, Francy Fair, Alfredo Rizzo, Enzo Andronico, Luciano Lorcas, Luigi Pagnani, Luca Sportelli, Sylvester Herbert, Ignazio Balsamo, Armando Bottin, lo scimpanzé Dun Dun del dottor Luciano Spinelli. La canzone &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Filiberto&lt;/i&gt;, cantata da Franco Franchi è di Minelli - Corbucci - Brezza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LRFNfYSNlJ0/TyO7In7RKSI/AAAAAAAACxw/Je6F9wrjMkc/s1600/Due%2520Bianchi%2520Nell'africa%2520Nera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="214" src="http://1.bp.blogspot.com/-LRFNfYSNlJ0/TyO7In7RKSI/AAAAAAAACxw/Je6F9wrjMkc/s320/Due%2520Bianchi%2520Nell'africa%2520Nera.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il dvd del film è reperibile in edicola edito da Hobby &amp;amp; Work&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Due bianchi nell’Africa nera&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è uno dei film interpretati da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel 1970, anno che li vede impegnati su ben nove set distinti. Bruno Corbucci è un regista non molto vicino al loro tipo di comicità, ma li lascia liberi di improvvisare. Il fratello Sergio lavora molto con la coppia comica e realizza diverse cose interessanti; Bruno lo ricordiamo solo per &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;I due pompieri &lt;/b&gt;(1968), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Lisa dagli occhi blu&lt;/b&gt; (1969) e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Nel giorno del&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;signore&lt;/b&gt; (1969). Il regista romano gira diversi film comici e qualche spaghetti western, ma è famoso soprattutto per i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tomas Milian movie&lt;/i&gt;, serie il maresciallo Nico Giraldi (delitti e squadre). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5ZnOjLWC03Q/TyO7ciZzZiI/AAAAAAAACx4/PRECyICOYqw/s1600/5371010-cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="180" src="http://3.bp.blogspot.com/-5ZnOjLWC03Q/TyO7ciZzZiI/AAAAAAAACx4/PRECyICOYqw/s320/5371010-cover.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Filiberto, insieme a Franco e Ciccio in abiti da Tarzan&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Franco e Ciccio lavorano in un circo insieme allo scimpanzé Filiberto che stringe con il primo un rapporto di amicizia, al punto che i due parlano, si scrivono, si comprendono, litigano come due veri amici. Nel circo lavora la bella Frida (la meteora Francy Fair), figlia del cacciatore Otto Krauser (Alfredo Rizzo), che fa perdere la testa a entrambi. Si parte per una spedizione di caccia grossa in Africa con l’aiuto di Filiberto, ma nel continente nero accadono cose imprevedibili: la scimmia si innamora, libera gli animali catturati e abbandona la spedizione. I nostri eroi cercano Filiberto, incontrano il comico avventuriero spagnolo Miguel Berrendero (Enzo Andronico), che prima li vende ai mercenari tedeschi e subito dopo li salva dalle sabbie mobili per poi consegnarli a una tribù di cannibali in cambio di diamanti. Franco e Ciccio si salvano grazie a Tarzan e subito dopo si vendicano rubando l’auto dello spagnolo con il trucco del motore che perde olio. Berrendero viene catturato dai cannibali, ma i nostri eroi rischiano di finire fucilati dai soldati perché hanno disertato. Tarzan in persona risolve la situazione, irrompendo nel teatro della fucilazione come un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;deus ex machina&lt;/i&gt;, insieme alla scimmia Filiberto. Resta lo spazio per una storia d’amore tra Tarzan e Frida che decidono di sposarsi, ma sulla nave che li porta in Europa il re della giungla comprende che non può fare a meno della libertà. Tarzan e Frida si gettano in mare e tornano sull’isola, seguiti da Franco e Ciccio che scappano dalla civiltà per riabbracciare Filiberto. La parola Fine compare sulle note di “Filiberto, voglio venire in Africa con te!”, cantata da Franco Franchi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-m9v0Edjl6GA/TyO7rJgcrVI/AAAAAAAACyA/P8OPbo2Tvb0/s1600/due_bianchi_nellafrica_nera_ciccio_ingrassia_bruno_corbucci_006_jpg_wykj.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="319" src="http://2.bp.blogspot.com/-m9v0Edjl6GA/TyO7rJgcrVI/AAAAAAAACyA/P8OPbo2Tvb0/s320/due_bianchi_nellafrica_nera_ciccio_ingrassia_bruno_corbucci_006_jpg_wykj.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Franco e Ciccio trovano un uovo di struzzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il film è una farsa di modesto spessore, interessante perché contamina un sacco di generi in voga e li stravolge in parodia: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt;, avventuroso, cinema cannibale, comico-esotico, Tarzan in gonnella (Gungala, Tarzana…), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pochade&lt;/i&gt;, Tarzan-movie, film circensi, romantico-avventuroso e le pellicole con protagonisti gli animali. La pellicola è dedicata a un pubblico di bambini che ancora oggi sono in grado di apprezzarla e di sorridere alle evoluzioni di Filiberto. La scimmia ammaestrata è una vera attrice: scrive a macchina, fa la barba a Franco, apre le gabbie, mette i vestiti in valigia…I siparietti con Franco sono molto comici, anche perché l’attore - dotato di un volto mobile - è bravissimo a imitare la scimmia. Riferimenti alti si possono trovare nella moda della commedia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;terzomondista&lt;/i&gt; stile &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa&lt;/b&gt; (1968) di Ettore Scola, ma in alcuni dialoghi viene citato anche &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Africa addio&lt;/b&gt; (1966) di Gualtiero Jacopetti. Bruno Corbucci saccheggia molti documentari africani e qualche &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mondo movie&lt;/i&gt; per le sequenze (con diversa fotografia) che implicano la presenza di elefanti, leoni, giaguari, serpenti e altri animali esotici. Elefante e scimpanzé sono veri e provengono da un circo. L’Africa è periferia di Roma, campagna del litorale laziale, perché il film è girato al risparmio e il regista stringe il campo delle immagini per non fornire mai uno sguardo d’insieme e cerca di far credere - con qualche trucco scenografico - che siamo nella savana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-m0GVvjKWDbU/TyO8eUu4J1I/AAAAAAAACyI/Q1ppEPS9_n8/s1600/francy_fair.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-m0GVvjKWDbU/TyO8eUu4J1I/AAAAAAAACyI/Q1ppEPS9_n8/s320/francy_fair.jpg" width="248" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La meteora Francy Fair sulla copertina di una rivista belga&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Due bianchi nell’Africa nera&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è anche una parodia del Tarzan-movie, sulla scia di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Totò Tarzan&lt;/b&gt; (1951) di Mario Mattòli, anche se sarebbe stato davvero divertente vedere Franco Franchi nei panni di un comico re della giungla, come è cfapitato in qualche programma televisivo. Ricordiamo un’ironica parodia di Tarzan interpretata per la TV da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, come sigla finale del varietà del sabato sera &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Noi… no!&lt;/i&gt; (1977). Indimenticabile il motivetto “Ma quant’è forte Tarzan!”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8W-n3cOT0Pc/TyO9WHioAAI/AAAAAAAACyQ/5fy5wjjJq18/s1600/11040.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-8W-n3cOT0Pc/TyO9WHioAAI/AAAAAAAACyQ/5fy5wjjJq18/s1600/11040.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Enzo Andronico, &lt;em&gt;l'elettrodomestico&lt;/em&gt;... come diceva Fulci!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Tra gli attori, sono molto bravi Alfredo Rizzo nei panni del cacciatore tedesco, Enzo Andronico come truffatore spagnolo e Luciano Catenacci cattivissimo mercenario tedesco, mentre Francy Fair mostra le lunghe gambe, ma resta una presenza coreografica. La bella tedesca passa come una meteora nel cinema italiano: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Anche gli angeli mangiano fagioli&lt;/b&gt; (1973), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Alle dame del castello piace molto fare quello&lt;/b&gt; (1970), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Favole calde… per svedesi&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;bollenti&lt;/b&gt; (1970) e il televisivo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Salto mortale&lt;/b&gt; (1969(), sono le poche interpretazioni in carriera. Sylvester Herbert è un Tarzan ingessato, tipico del cinema comico. Franco Franchi e Ciccio Ingrassia danno libero sfogo alla comicità genuina che li contraddistingue, improvvisando sulla base di un esile canovaccio, senza lesinare su battute e doppi sensi verbali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2H1hOI9waHg/TyO9v3gHx2I/AAAAAAAACyY/LhOUnU1z3Ac/s1600/arizzo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-2H1hOI9waHg/TyO9v3gHx2I/AAAAAAAACyY/LhOUnU1z3Ac/s1600/arizzo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Alfredo Rizzo, il cacciatore tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Franco: “Sei un barone!. Ciccio: “Effettivamente possiedo antenati nobili”. Franco: “No, sei un baro, un grosso baro! Sei un imbroglione!”. Franco delizia il pubblico imitando scimmia, cavallo, gallina, muovendo il volto nei modi più impensati, strabuzzando gli occhi e gridando a più non posso. Quando i due comici finiscono nel bel mezzo di un’esercitazione militare ed esplodono bombe, Franco esclama: “Li &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mortai&lt;/i&gt; loro!”. Ancora (citando Jacopetti): “Non vedo l’ora di dire &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Africa addio&lt;/i&gt;!”. Non mancano espressioni sicule come: “Corna e ricorda la iella ritorna”. Si citano canzoni romantiche stravolte in un dialogo comico: “Vieni c’è una strada nel bosco, il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu…”. Apprezziamo ancora comicità mimica quando Franco affamato mangia una banana a un bambino africano, che gliela porge mentre la mamma non vede. La scena delle sabbie mobili è la più divertente della pellicola, in seguito citata da molti film, ultimo dei quali&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cinepanettone&lt;/i&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Natale in Sudafrica&lt;/b&gt; (2010) di Neri Parenti, dove Belen Rodriguez soccorre Massimo Ghini ed Enzo Panariello e finisce per mettere in scena una sequenza sexy. Franco che si toglie la cintura e la getta nelle sabbie mobili non è la stessa cosa di Belen che rimane seminuda davanti agli esterrefatti esploratori. Altre parti comiche le ricordiamo nel villaggio dei cannibali: “Esploratore vecchio fa buon brodo”, dice Andronico, mentre Franco afferma: “Tutti i mali vengono per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cuocere&lt;/i&gt;”. Franco chiama Tarzan con l’appellativo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Don&lt;/i&gt; e quando precipita dalla capanna ricavata in cima a un albero chiede: “Don Tarzan, perché non mettete l’ascensore?”. Franco e Ciccio vestiti con abiti da Tarzan sono esilaranti, ma ancor più divertenti risultano in un pezzo da avanspettacolo con Alfredo Rizzo che ride e loro interpretano le risate a tempo di musica. Franco cita pure &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il barbiere di Siviglia&lt;/i&gt;: “Uno alla volta per carità!”, quando il cacciatore tedesco dà ordini a ripetizione e lui non capisce più niente. Nel finale la farsa evolve in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pochade&lt;/i&gt; stile torte in faccia e rissa nel saloon, con Tarzan che risolve la situazione e come premio chiede la mano della bella Frida. Ottimo il discorso sulla civiltà: “Io ne ho sentito parlare della civiltà… povero Tazan, lo abbiamo fregato bene con la civiltà! Respirerà gas, pagherà le tasse, farà il servizio militare…”, dice Franco. Il messaggio finale prevede un ritorno alla natura, perché la cosiddetta civiltà non è così buona. Rizzo chiude la pellicola: “Mia figlia ha preferito Africa nera”. “E tu?” chiedono altri passeggeri della nave. “Io… Europa bianca!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9JSBqasfnLE/TyO-A0ZiMFI/AAAAAAAACyg/Z5Iy5wc3Dlc/s1600/LUCIANO_CATENACCI.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-9JSBqasfnLE/TyO-A0ZiMFI/AAAAAAAACyg/Z5Iy5wc3Dlc/s1600/LUCIANO_CATENACCI.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Luciano Catenacci, il mercenario tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La critica alta stronca il film o lo omette volontariamente. Merghetti e Morandini stendono un pietoso velo di silenzio. Pino Farinotti è il più buono, concede due stelle, giudica i due comici &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;spassosi&lt;/i&gt;, ma non va oltre. Marco Giusti, invece, è estasiato: “Cultissimo immortale. Uno dei più grandi film di Franco e Ciccio diretti alla grande da Corbucci. Ma forse è vincente solo l’idea di spedirli in Africa sul tipo di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Riusciranno i nostri eroi…&lt;/b&gt; o di mettere Franco a recitare assieme a una scimmia. Il film è di una tenerezza paurosa con le sue vecchie gag e le sue battute per bambini. Da non perdere. Franco e la scimmia Dun Dun sono scatenati”. Siamo molto vicino all’impostazione di Marco Giusti, anche se il giudizio benevolo è condizionato dalla simpatia nei confronti di una comicità che ha accompagnato la nostra infanzia. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Due&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;bianchi nell’Africa&lt;/b&gt; è una farsa sgangherata e bislacca, tenuta in piedi solo dalla presenza dei due attori siciliani che la ravvivano con smorfie, lazzi e trovate geniali. Distribuito in Francia come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Deux&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;corniauds dans la brousse&lt;/i&gt;. In Germania come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Zwei Trottel in Africa&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Alcune sequenze del film (la scena in cui un Franco affamato&amp;nbsp;mangia&amp;nbsp;la banana al bambino): &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=TajynUs_8e8"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=TajynUs_8e8&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-2558295272664867655?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/2558295272664867655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/due-bianchi-nellafrica-nera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2558295272664867655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2558295272664867655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/due-bianchi-nellafrica-nera.html' title='Due bianchi nell’Africa nera'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-f45VhHxbrSU/TyO6yJtc1MI/AAAAAAAACxo/BcW7d3Na0j8/s72-c/00363403.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-4765222111223251225</id><published>2012-01-26T13:37:00.000-08:00</published><updated>2012-01-26T13:37:48.477-08:00</updated><title type='text'>Pallottole su Broadway</title><content type='html'>&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Il Cinema di Claudia - 2&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;PALLOTTOLE SU BROADWAY&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;di Claudia Marinelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uVl19T9vFP0/TyHG3y8bDlI/AAAAAAAACxE/dgIa4hzOmsY/s1600/pallottole-su-broadway.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-uVl19T9vFP0/TyHG3y8bDlI/AAAAAAAACxE/dgIa4hzOmsY/s1600/pallottole-su-broadway.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;Regia: Woody Allen&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sceneggiatura: Woody Allen e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Douglas McGrath&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Scenografia: Santo Loquasto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Montaggio: Susan E. Morse &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Costumi: Jeffrey Kurland&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Fotografia: Carlo di Palma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Cast: John Cusack, Jack Warden, Chazz Palminteri, Jennifer Tilly, Rob Reiner, Marie Luoise Parker, Diane Wiest, Harvey Fierstein, Tracey Ullman&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Produzione: U.S.A. 1994&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Oscar: Diane Wiest come migliore attrice non protagonista&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Nomination: Chazz Palminteri e Jennifer Tilly come migliori attori non protagonisti -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Woody Allen e Douglas McGrath per la sceneggiatura&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YQPbmSdYy60/TyHHZ70tXgI/AAAAAAAACxM/X16qseRf-gM/s1600/94pallottole.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-YQPbmSdYy60/TyHHZ70tXgI/AAAAAAAACxM/X16qseRf-gM/s320/94pallottole.jpg" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Il mondo dei gangster, dei mafiosi senza scrupoli, delle ballerine di locali notturni e del teatro serio di Broadway si amalgamano brillantemente in questa commedia gustosa e avvincente ambientata a New York durante i ruggenti anni ’20.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;David Shayne (John Cusack), un giovane idealista laureato in drammaturgia presso una prestigiosa Università degli Stati Uniti, ha scritto un dramma che non riesce a far rappresentare fino a quando, il produttore Julian Marx (Jack Warden), trova i fondi per la messa in scena: il gangster Nick Valenti finanzierà il tutto a condizione che Olive Neal (la bravissima Jennifer Tilly), la sua ragazza, reciti nel ruolo chiave della psichiatra. Ma Olive, ballerina di cabaret con velleità di attrice, è un’ochetta mantenuta con un cervello di gallina che non potrebbe mai neanche far finta di fare l’attrice o la psichiatra!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Dopo aver accettato questo primo compromesso, David non riesce più a respingere le numerose seduzioni del mondo del teatro di Broadway. Trascura la sua ragazza Elaine, si adatta ai capricci degli attori&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e adatta il suo manoscritto, prima alle esigenze di Helen Sinclair (Diane Wiest) attrice di fama internazionale che vuol far diventare il suo personaggio più vivo e appariscente, poi a quelle di Warner Purcel, attore protagonista con gravi problemi nutrizionali&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e, infine, a quelle della guardia del corpo di Olive, il gangster Cheech (Chazz Palminteri).&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;heech, con un incredibile intuito, riesce più volte a sbloccare il testo di David che risulta ostico e poco rappresentabile sulla scena. Egli suggerisce dei ritocchi alla storia e al linguaggio, in un primo momento, poi delle vere e proprie trasformazioni della trama del dramma per finire col riscrivere, quasi completamente, il testo originale del giovane scrittore di nascosto dagli attori. Cheech non sembra interessato a rivendicare il merito del suo lavoro, lascia che David ne riceva tutte le lodi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La commedia viene rappresentata e, malgrado l’interpretazione più che mediocre di Olive, è un successone. Tutto il mondo della letteratura e del teatro&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;acclama David come un nuovo e interessantissimo drammaturgo! David non smentisce, ma Cheech, che ora sa di aver prodotto un’opera d’arte, non tollera più che una mediocre attricetta come Olive rovini il suo lavoro e… non trova di meglio che ucciderla per liberarsene!&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Scoperto da Nick Valenti, anche Cheech verrà inseguito e ammazzato con due colpi di pistola, nelle quinte del teatro dove si sta rappresentando il suo dramma, e spirerà nelle braccia di David regalandogli un’ultima geniale battuta da aggiungere al testo. David si rende conto, allora, di non essere un artista; va a ricercare la sua amata ragazza, le chiede di sposarlo e decide di tornare nella sua città natale per diventare un professore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Il film è una commedia vivace la cui storia procede senza momenti morti, grazie ai brillanti dialoghi, avvalorati dalla deliziosa fotografia di Carlo Di Palma, dalle simpatiche musiche anni ’20, e dai divertenti colpi di scena. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Ma i film di Woody Allen non sono mai solo e soltanto puro divertimento; che egli ci faccia ridere ridicolizzando le dittature, il sesso, lo sport, l’amore o le nevrosi di una parte degli americani, insinua sempre nello spettatore delle domande. Questo film non è diverso dagli altri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;David è colto, ha studiato drammaturgia, si è laureato a pieni voti, parla e scrive in modo erudito e poetico, ha dunque tutti i requisiti per essere un bravo drammaturgo, ma il suo dramma in scena “non regge”, è noioso, i dialoghi sono troppo ricercati, le situazioni contraddittorie e inverosimili, un brutto lavoro insomma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Cheech è un gangster, ha forse fatto la quinta elementare, si esprime male, non ha probabilmente mai letto un libro di letteratura, non conosce le “buone maniere”, ma i dialoghi che riscrive al posto di David in scena “reggono”, le situazioni da lui proposte sono interessanti, accendono la curiosità dello spettatore, il dramma sul palcoscenico vive di vita propria, è bello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Chi è l’artista allora?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;E’ sufficiente aver condotto degli studi brillanti, essere colto, provare un profondo amore per una determinata arte, per poter diventare un fautore di questa stessa arte? Un’artista?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;O l’artista è colui che ha&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“un qualcosa” dentro ed è capace di esprimerlo a dispetto del mondo che lo circonda e delle personali limitazioni culturali? Colui che è capace di difendere la propria opera a qualsiasi costo, e… (siamo in un film e le situazioni sono volutamente portate all’estremo) anche di morire per essa? Colui al quale fama e soldi sono indifferenti, visto che egli vivrà comunque attraverso la sua creazione?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;W&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;oody Allen sembra proprio pendere per questa seconda definizione dell’artista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;E’ giusto che un’artista “si crei il proprio universo morale” come dice ad un certo punto uno dei personaggi, a discapito della “morale comune” e dei sentimenti delle persone? Cheech per salvare la sua opera dalla mediocrità di un’interpretazione sbagliata, uccide, ma David è oppresso dai sensi di colpa quando tradisce la sua ragazza con Helen Sinclair. Cheech si è creato il suo “universo morale” per difendere la sua opera d’arte, naturalmente viene punito, ma ha avuto il coraggio di seguire una logica, una “morale” solo sua, opposta alla “morale comune”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;L’opinione è quella di Woody Allen, naturalmente, e può essere contestata, (quanti libri sono stati scritti da illustri letterati e filosofi sul problema dell’arte e della morale?). Ma lo scopo di un film, che non vuole essere soltanto divertimento fine a se stesso, non è forse quello di porre delle domande e degli spunti di riflessione? Per cui, se dopo aver visto “Pallottole su Broadway”, contestiamo, parliamo o semplicemente riflettiamo sulla natura dell’arte, significa che il film, facendoci ridere, ci ha dato molto di più di due semplici ore di divertimento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Per vedere qualche scena: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=kKjQRiLAWNA"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=kKjQRiLAWNA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-4765222111223251225?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/4765222111223251225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/pallottole-su-broadway.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4765222111223251225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/4765222111223251225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/pallottole-su-broadway.html' title='Pallottole su Broadway'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uVl19T9vFP0/TyHG3y8bDlI/AAAAAAAACxE/dgIa4hzOmsY/s72-c/pallottole-su-broadway.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8907132965498217435</id><published>2012-01-22T01:10:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T01:10:48.921-08:00</updated><title type='text'>Lo squallore della nuova commedia italiana</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Che bella giornata (2011) di Gennaro Nunziante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Maschi contro femmine&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;(2010)&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;di Fausto Brizzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jA_qC7IbeFE/TxvRR6kp7YI/AAAAAAAACuU/MJf9jN6Zs9k/s1600/48148.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-jA_qC7IbeFE/TxvRR6kp7YI/AAAAAAAACuU/MJf9jN6Zs9k/s320/48148.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Mi sono visto in due giorni consecutivi questi film campioni d’incasso, così amati dal pubblico, e da quando ho spento il lettore dvd continuo a chiedermi il motivo di un successo che reputo inspiegabile. Non vorrei fare la stessa fine dei critici che stroncavano Totò, Franco &amp;amp; Ciccio, Mario Bava, Lucio Fulci e dopo qualche anno sono stati costretti a ricredersi. Mi sono reso conto che persino &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nocturno&lt;/i&gt; parla di questi film, li analizza come specchio di un’epoca, come un fenomeno di costume. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Devo vederli&lt;/i&gt;, mi sono detto, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non sia mai che un amante del cinema bis degli anni Sessanta e Settanta si faccia condizionare dalla critica alta. Se piacciono al pubblico ci sarà del buono&lt;/i&gt;, ho pensato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Mm05Dn8U6JQ/TxvSdx_tLfI/AAAAAAAACuk/LLfCNV4eSkI/s1600/Maschi-contro-Femmine.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-Mm05Dn8U6JQ/TxvSdx_tLfI/AAAAAAAACuk/LLfCNV4eSkI/s320/Maschi-contro-Femmine.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Ecco, ora che li ho visti devo dire che ci capisco meno di prima. Forse sono vecchio per apprezzare un certo tipo di comicità cialtrona e non sono in grado di comprendere l’imbranataggine studiata di un Checco Zalone. Forse non guardo abbastanza televisione per capire le storie di Fausto Brizzi che ricordano in peggio le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;telenovelas&lt;/i&gt; brasiliane. Una volta la commedia all’italiana era specchio dei tempi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ridendo castigat mores&lt;/i&gt;, si diceva, parafrasando i latini. Ma adesso? I nostri tempi sono davvero immortalati dalle stupide battute di un Checco Zalone e dalle trame risibili di Fausto Brizzi? Forse sì, forse è questo il segreto del successo, forse sono io fuori dal tempo, che cerco ancora la comicità sgangherata di Franco e Ciccio, i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;nonsense&lt;/i&gt; di Diego Abatantuono, persino il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trash&lt;/i&gt; voluto e trasgressivo degli Squallor. Ricordate &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Arrapaho&lt;/b&gt; di Ciro Ippolito? Altra roba. Altro cinema. Non sto facendo il paragone con Ettore Scola (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;amati&lt;/b&gt;) e Mario Monicelli (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amici miei&lt;/b&gt;). No davvero. Sto parlando degli Squallor, dei Vanzina, di Renato Pozzetto, dei Pierini…&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Tvpk6KcEKXY/TxvSBf-sldI/AAAAAAAACuc/6QUHq8pDYzk/s1600/checcozalone4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Tvpk6KcEKXY/TxvSBf-sldI/AAAAAAAACuc/6QUHq8pDYzk/s320/checcozalone4.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Maschi contro femmine&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; ha incassato 13.612.000 euro. Incredibile, ma vero. Ergo, hanno ragione loro. Pare che sia uscita anche la seconda parte (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Femmine contro maschi&lt;/b&gt;, 2011, stesso regista), che sarà un nuovo successo. Mi asterrò dal guardarla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Che bella giornata&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, invece presenta un incasso di 43.466.302 euro, secondo solo ad &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Avatar&lt;/b&gt;, ma prima di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Titanic&lt;/b&gt; e de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La vita è bella&lt;/b&gt;. Ancora più incredibile, ma comunque vero. Checco Zalone ha scritto pure il soggetto (sic!) di questo film orribile, privo di tempi comici, sceneggiato con i piedi, girato con tecnica televisiva, interpretato da veri cani. Rocco Papaleo e Tullio Solenghi, che sono due attori discreti, affogano in questo mare di non cinema, tra battute che non fanno ridere nessuno e considerazioni stupide. Gennaro Nunziante è il regista di fiducia di Checco Zalone, visto che ha già diretto (sic!) &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cado dalle nubi&lt;/b&gt; (2009), altro grande successo di pubblico. Forse in tempi di televisione imperante e di disaffezione del pubblico dal vero cinema, questo è il cinema che l’italiano vuole vedere al cinema. Scusatemi il gioco di parole. Volevo dire che siamo abituali agli spettacoli televisivi, quindi non vogliamo sorprese. Al cinema ci sta bene il niente su grande schermo, ergo, di nuovo la televisione. Nanni Moretti una volta recitò una battuta polemica in un vecchio film: “Ve lo meritate, Alberto Sordi!”. Ragazzi, facciamo bene attenzione, parlava di Alberto Sordi. Qui l’oggetto del contendere sono Checco Zalone e le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;telenovelas&lt;/i&gt; di Fausto Brizzi. Che squallore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8907132965498217435?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8907132965498217435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/lo-squallore-della-nuova-commedia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8907132965498217435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8907132965498217435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/lo-squallore-della-nuova-commedia.html' title='Lo squallore della nuova commedia italiana'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jA_qC7IbeFE/TxvRR6kp7YI/AAAAAAAACuU/MJf9jN6Zs9k/s72-c/48148.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8624879046354240092</id><published>2012-01-21T08:46:00.001-08:00</published><updated>2012-01-21T08:46:37.022-08:00</updated><title type='text'>Il Tirreno parla del mio lavoro...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--rP8rpioUf0/Txrr267Q1hI/AAAAAAAACuI/STwQQ_BIgik/s1600/Pb+a+tavola.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/--rP8rpioUf0/Txrr267Q1hI/AAAAAAAACuI/STwQQ_BIgik/s320/Pb+a+tavola.jpg" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8624879046354240092?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8624879046354240092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-tirreno-parla-del-mio-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8624879046354240092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8624879046354240092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-tirreno-parla-del-mio-lavoro.html' title='Il Tirreno parla del mio lavoro...'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--rP8rpioUf0/Txrr267Q1hI/AAAAAAAACuI/STwQQ_BIgik/s72-c/Pb+a+tavola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7665469960626636061</id><published>2012-01-19T05:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T06:33:55.491-08:00</updated><title type='text'>Il Cinema di Claudia 1 - Il Gioco dei rubini</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Bliw4PjcN78/Txl69ejynVI/AAAAAAAACtc/GEZNjZyi6uQ/s1600/IMG_2197.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-Bliw4PjcN78/Txl69ejynVI/AAAAAAAACtc/GEZNjZyi6uQ/s320/IMG_2197.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Claudia Marinelli, collabora al blog con una rubrica settimanale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;IL GIOCO DEI RUBINI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-language: HE;"&gt;Recensione di CLAUDIA MARINELLI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Regia: Boaz Yakin&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sceneggiatura: Boaz Yakin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Scenografia: Dan Leigh&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Musiche: Lesley Barber&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Montaggio: Artur Coburn&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Costumi: Ellen Lutter&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Cast: Renee Zellweger,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Christopher Eccleston, Julianna Margulies, Allen Payne, &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Glenn Fitzgerald, Shelton Dane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Produzione: U.S.A. 1998&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Durata: 117 minuti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6izbgX9bAzw/TxiC0AlIpnI/AAAAAAAACs8/lWMNcw_oFu4/s1600/MV5BMTgwMDA3MDk2MV5BMl5BanBnXkFtZTcwNTMxMDMyMQ%2540%2540__V1__SY317_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-6izbgX9bAzw/TxiC0AlIpnI/AAAAAAAACs8/lWMNcw_oFu4/s1600/MV5BMTgwMDA3MDk2MV5BMl5BanBnXkFtZTcwNTMxMDMyMQ%2540%2540__V1__SY317_.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Dall’acclamato direttore di “Fresh” (1994), Boaz Yakin, ecco un secondo interessantissimo film passato quasi inosservato&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;nelle sale italiane alla fine degli anni ‘90. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sonia (Renee Zellweger che avevamo già apprezzato nel film “Jerry Macguire”) è una giovane donna cresciuta ed educata nella comunità ebraico-ortodossa in America, secondo gli schemi e i rigidi precetti della Bibbia. La sua vita rispecchia ciò che i suoi genitori volevano per lei: si è sposata con Mendel,un giovane professore erudito e fermamente credente, ha dato alla luce un figlio maschio, vive in una casa decente in un quartiere popolato da ebrei ortodossi come lei. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La vita dovrebbe scorrere senza problemi ma, per Sonia la casa, la famiglia, la vita matrimoniale e i rapporti sessuali con il marito non sono soddisfacenti perché deve costantemente combattere con le sue passioni latenti e le sue esigenze sessuali che diventano, con il passare del tempo, più impetuose e incontenibili.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sonia intreccia una relazione adulterina e angosciante con il cognato Sender, con il quale ha dei rapporti sessuali freddi e ostili. Questa esperienza fa riflettere la protagonista e la spinge a capire se stessa, le sue vere esigenze di persona e di donna e a intraprendere una carriera nel commercio dei gioielli. Il lavoro permetterà a Sonia di avere contatti con il mondo esterno alla sua comunità e, mano a mano che scoprirà un mondo diverso da quello nel quale è cresciuta,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dovrà lottare contro suo marito, la sua famiglia, la sua comunità, nonché con se stessa per affrancarsi dai tabù e conquistare la libertà alla quale anelava. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Per vivere libera ed essere se stessa, Sonia pagherà un prezzo altissimo, un prezzo ben più alto di tutti i gioielli e i rubini che vende. Il titolo in lingua originale “A price above the rubies” (letteralmente “un prezzo al di sopra dei rubini”) sintetizza perfettamente la trama.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Ottimamente diretto e curato nei minimi dettagli da Boaz Yakin (ebreo di nascita, educato nelle scuole Yashiva di New York), che ne ha anche scritto la sceneggiatura, il film si avvale di una valida scenografia, di bravi costumisti e truccatori e di un cast di attori di tutto rispetto tra i quali ricordiamo, in ruoli secondari, Julianna Margulies, Allen Payne, Kathleen Chalfant, Glenn Fitzgerald, Christopher Eccleston e il piccolo Shelton Dane. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La storia è raccontata dal punto di vista della protagonista che, contrariamente agli insegnamenti ricevuti, mette al primo posto le sue esigenze individuali e personali&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;davanti a quelle del gruppo in cui vive: Sonia non è disposta a sacrificare se stessa in cambio di una stabilità familiare e del benestare della comunità in cui vive. Il film apre così la porta ad un dibattito antichissimo (pensiamo all’ “Antigone” di Sofocle) e pertanto sempre attuale: i bisogni e le credenze del singolo sono più importanti della stabilità della comunità in cui si vive, delle leggi? È giusto sacrificare una stabilità familiare ed emotiva, una “rispettabilità”, per ricercare la propria libertà? Sono più importanti le leggi dettate dalla comunità che garantiscono, nel bene e nel male, la stabilità della comunità stessa, o le aspirazioni e convinzioni individualistiche e personali? E quale prezzo è giusto pagare per aver infranto determinate regole? &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La protagonista del film, in fondo come Antigone, risponde alla domanda con una scelta individualistica e ne paga il carissimo prezzo: la perdita del suo bambino, degli affetti familiari, della sicurezza economica. Sonia diventa così un’eroina a tutti i livelli perché ha il coraggio di guardarsi dentro e di accettare le conseguenze della sua lucidità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Il film è privo di retorica; non sembra esserci, da parte del regista-sceneggiatore, la volontà di emettere un giudizio sul modo di vita della comunità ebraico-ortodossa, egli cerca di non far trasparire le proprie opinioni personali, questo atteggiamento forse a noi europei, disturba un po’. Il regista sembra volerci dire, in un modo tutto americano, che se si appartiene per cultura, o educazione, o per convinzione e credo personale ad una certa società e non si sente il bisogno di cambiare, nessuno ha il diritto di giudicare se questa appartenenza sia giusta o sbagliata. Ma, se si è “diversi”, vivere nella comunità sbagliata e non avere il coraggio di reagire e incamminarsi su di una strada differente, è errato. In quest’ottica possiamo spiegare molti fenomeni “americani”: le comunità chiuse dei Mormoni nello Utah, le comunità amish in Pennsylvania e, naturalmente, le comunità ebraico-ortodosse sparse&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;negli Stati Uniti e nella città di New York. Boaz Yakin sembra volerci dire, attraverso le parole dei suoi personaggi, che, se una convinzione è profonda e vera, va sempre rispettata: il marito di Sonia è veramente credente ed anche buono, non infierisce sulla moglie e, alla fine del film, la capisce e accetta il fatto che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la moglie non possa più vivere con lui perché profondamente diversa; la stessa cosa fa la moglie del vecchio Rabbino che aiuta Sonia, alla fine del film, a riprendere il suo anello. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Il film è particolarmente interessante per i dialoghi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Si raccomanda vivamente a chi conosce bene l’inglese, di vederlo in lingua originale. Boaz Yakin “gioca in casa” e, sapientemente, ha saputo far parlare i suoi personaggi con accenti differenti, tutti di New York, a seconda&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;delle origini culturali ed etniche. Queste sfumature&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si perdono con la traduzione. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Particolare attenzione è stata data&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ai costumi e al trucco. Le donne ebree-ortodosse in quartieri come Borough Park (il quartiere di Brooklyn dove è stato girato il film) vestono proprio come le attrici e le comparse del film, quelle sposate portano delle parrucche perché, dice la Bibbia, la donna sposata deve coprire il capo. La Bibbia, però, non dice con che cosa bisogna coprire la testa e allora, le donne&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di quella particolare comunità, per rimanere belle e attraenti, coprono i loro capelli con altri capelli. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Ben fatta anche la descrizione degli interni, che somigliano agli interni di case ebraiche ortodosse dall’arredamento spesso pesante e massiccio con stanze divise da grandi porte a vetri, sedie e divani protetti da fodere di plastica. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;“Il gioco dei rubini” è sicuramente un film da vedere per saperne di più su di un mondo che noi, qui in Europa, neanche immaginiamo possa esistere al di là dell’oceano in una città come New York, ma che pertanto rappresenta una realtà sulla quale, se vogliamo, ci potremo interrogare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A PRICE ABOVE THE RUBIES&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-language: HE;"&gt;Review by CLAUDIA MARINELLI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Director: Boaz Yakin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Screenplay: Boaz Yakin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Music: Lesley Barber&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Editing: Arthur Coburn&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Costumes: Ellen Lutter&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Cast: Renee Zellweger, Christopher Eccleston, Julianna marguiles, Allen Payne,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Glenn Fitzgerald, Shelton Dane&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Producer: U.S.A., 1998&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Running Time: 117 minutes&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4vjClZLO6_E/TxiDHx9Y0yI/AAAAAAAACtE/vgbXgMxE86o/s1600/02241304.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-4vjClZLO6_E/TxiDHx9Y0yI/AAAAAAAACtE/vgbXgMxE86o/s1600/02241304.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Director Boaz Yakin, after the success of the movie “Fresh” (1994) comes up again with a second interesting film. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sonia (Renee Zellweger) is a young woman that grew up in a Jewish Orthodox community in America and was educated in the respect of the hard and strict Bible rules. Her life reflects what her parents wanted for her: she’s married to Mendel, a young, learned, deeply religious teacher, she gave birth to a son, she lives in a decent house among the Jewish Orthodox community in New York. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Apparently Sonia’s life has no problems, but deep in herself she feels that her house, her family, her married sexual life can’t satisfy her: she must fight constantly her inner passions and her sexual needs that become, as the time goes by, impetuous and uncontrollable. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sonia starts an adulterous&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;and distressing relationship with her brother-in-law Sender, with who she has cold and hostile sexual experiences. But these same experiences make Sonia think about herself, her real needs as a person and as a woman and pushes her&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;to start a business in the jewel trade. This job will allow her to know the world outside the Jewish Orthodox community and as she will discover&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a world different from the one she grew up in, she’ll have to fight with her husband, her family, her community, and with her inner self&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;to refuse the taboos and conquer the freedom she wants.&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt; &lt;/span&gt;But freedom has a very high prize, a prize higher than all the jewels and rubies Sonia can sell. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Boaz Yakin directed the movie with tact and carefulness, as a Jew educated into the New York Yashiva schools he wrote a screenplay that never lacks of coherence and reflects the real way Jewish Orthodox people express themselves. The setting reproduces carefully the Jewish Orthodox interiors (with the glass doors to divide rooms for example or the plastic covers to protect the upholstery), the actors speak with the right accents, and dress as people do in Borough Park, for example).&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;The story is told from Sonia’s point of view. Sonia refuses her own education and places her own needs before the needs of the community she lives in. She can’t sacrifice herself for a familiar stability, or the stability of her community. The movie then , opens a very old discussion (let’s think about the Sophocle’s “Antigon”) that is still very modern: are the needs and the beliefs of a single person more important than the ones of the&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;community we live in? Is it right to sacrifice the family stability and emotionality, the “respectability”, to get&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;your own freedom? Are the laws given by the community that guarantee, for good and for bad, the stability of the same community more important than the personal beliefs and aspirations, or dreams? And what price should a person pay to have broken the rules? &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Sonia, like Antigon, answers&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;this question in an individualistic way and pays a very high price: she looses her son, the love of her family and relatives, her financial security. She becomes&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;an heroin at all levels because she has the courage to&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;see herself for what she is and bear the consequences.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;The movie has no rhetoric, Boaz Yakin doesn’t want to judge&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;the Jewish orthodox way of living. He seems to tell us that if you belong, because of your culture, or education, or personal beliefs to a certain community, and you don’t feel&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;the need to change, nobody has the right to say if your way of living is right or wrong. But if you’re “different”, to live in the wrong community, and not having the courage to react and take another “path”, is wrong. Through the words of the characters in the movie we can understand that the director is telling us that if a belief is deep and true, it has to be always respected: Sonia’s husband is a true believer, and a good person, he understands his wife and at the end of the movie he accepts the fact that his wife can’t live with him anymore&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;because she’s deeply different. The Rabbi’s wife too understands Sonia and helps her to get her ring back. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;“A Price above the Rubies” is a movie to watch to ask ourselves more questions about where we belong and how do we accept the community we live in.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7665469960626636061?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7665469960626636061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-cinema-di-claudia-1-il-gioco-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7665469960626636061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7665469960626636061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-cinema-di-claudia-1-il-gioco-dei.html' title='Il Cinema di Claudia 1 - Il Gioco dei rubini'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Bliw4PjcN78/Txl69ejynVI/AAAAAAAACtc/GEZNjZyi6uQ/s72-c/IMG_2197.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7912368501885014279</id><published>2012-01-16T14:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T14:49:39.680-08:00</updated><title type='text'>J. Edgard (2011)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Clint Eastwood&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-DRJ-Lupu8uU/TxSo4hc7z6I/AAAAAAAACrU/_OWFreTCxgM/s1600/300px-J_Edgar.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-DRJ-Lupu8uU/TxSo4hc7z6I/AAAAAAAACrU/_OWFreTCxgM/s1600/300px-J_Edgar.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Clint Eastwood. Sceneggiatura: Dustine Lance Black. Fotografia: Tom Stern. Montaggio: Joel Cox, Gary D. Roach. Scenografia: James J. Murakami. Produttore: Clint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer, Ron Howard per Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions. Interpreti: Leonardo Di Caprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Josh Lucas, Ed Westwick, Lea Thompson, Dermot Mulroney, Jeffrey Donovan, Stephen Root, Judi Dench, Ken Howard.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ehow-Os53sM/TxSo-AWNnvI/AAAAAAAACrc/hgYOk0wUz7I/s1600/j-edgar-poster.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ehow-Os53sM/TxSo-AWNnvI/AAAAAAAACrc/hgYOk0wUz7I/s320/j-edgar-poster.jpg" width="249" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;J. Edgard&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è un film che divide la critica. Alcuni lodano l’opera come un capolavoro che conferma la grande maturità artistica di Clint Estwood, altri lamentano un passo indietro per narrazione monotona e personaggi monocordi. Gianni Rondolino su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Stampa&lt;/i&gt; del 16 gennaio 2011 scrive che la sceneggiatura di Dustine Lance Black è lenta, i personaggi di contorno sono monodimensionali, che il film è espresso in una forma narrativa inadatta a mostrare il lato umano del personaggio e quarant’anni di storia statunitense. Non condivido una simile stroncatura. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;J. Edgard&lt;/b&gt; è un film che coniuga l’aspetto storico - biografico con i drammi interiori, racconta il pericolo comunista degli anni Venti, la criminalità organizzata, i gangster, l’assassinio Kennedy, le proteste nere, Martin Luther King, l’avvento di Nixon, narrando la vita di John Edgard Hoover, direttore dell’F.B.I.. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3pKSQicKNJs/TxSpDc4pbvI/AAAAAAAACrk/8ji9kKnWB2M/s1600/onesheet_306.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-3pKSQicKNJs/TxSpDc4pbvI/AAAAAAAACrk/8ji9kKnWB2M/s320/onesheet_306.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Clint Estwood descrive con delicatezza la storia di un amore omosessuale tra Edgard e il suo braccio destro Clyde Tolson, rapporto che li unisce per tutta la vita senza avere consacrazione pubblica. Edgard avrà bisogno di Clyde per tutta la vita, la sola persona capace di dargli sicurezza, oltre alla segretaria privata Helen, che dopo la sua morte distruggerà i fascicoli segreti. Il regista mostra con dovizia di particolari il carattere di Edgard: succube della madre, balbuziente corretto dai medici e per questo soprannominato &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;spiccio&lt;/i&gt;, determinato, innamorato del lavoro, ossessionato dal pericolo comunista e deciso a tutto pur di salvare la sua patria. Toccante la parte che ricostruisce il rapimento e la morte del piccolo Lindbnerg con le meticolose indagini che portano alla cattura del responsabile. Gli attori principali sono molto bravi. Leonardo Di Caprio è convincente sia quando interpreta Edgard da giovane, pieno di insicurezze e di timidezza mascherata da atteggiamenti eccessivi, sia da anziano, con le paure tipiche di un’età che lo porta a temere la morte. Armie Hammer è un ottimo Clyde Tolson, sempre vicino al suo uomo, pronto a correggere errori e far notare difetti, fino alla fine, quando lo accusa di aver dettato un’autobiografia poco sincera. Brava anche Naomi Watts nei panni di una segretaria che condivide le scelte di Edgard per tutta la vita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KSxqcEggBBo/TxSpPtCV7NI/AAAAAAAACrs/BiNROu7My3M/s1600/j_edgar_ver2-460x708.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-KSxqcEggBBo/TxSpPtCV7NI/AAAAAAAACrs/BiNROu7My3M/s320/j_edgar_ver2-460x708.jpg" width="207" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il regista mette in scena una sceneggiatura riflessiva ma non ripetitiva, mai noiosa e a tratti commovente (la morte della madre, i due amici che invecchiano…) che alterna passato a presente, usando molti &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;flashback&lt;/i&gt; e geniali dissolvenze per raccontare la storia degli Stati Uniti e la vita privata di due uomini. Un film che a torto è stato definito inutile, mentre è un lavoro geniale e coraggioso che cerca di far luce su alcuni momenti oscuri della storia americana.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Trailer:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.bing.com/videos/search?q=J.Edgard&amp;amp;mid=F63FBEB6B6465209169EF63FBEB6B6465209169E&amp;amp;FORM=LKVR5"&gt;http://it.bing.com/videos/search?q=J.Edgard&amp;amp;mid=F63FBEB6B6465209169EF63FBEB6B6465209169E&amp;amp;FORM=LKVR5&lt;/a&gt;#&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-7912368501885014279?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/7912368501885014279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/j-edgard-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7912368501885014279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/7912368501885014279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/j-edgard-2011.html' title='J. Edgard (2011)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-DRJ-Lupu8uU/TxSo4hc7z6I/AAAAAAAACrU/_OWFreTCxgM/s72-c/300px-J_Edgar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-1426637959982643308</id><published>2012-01-14T00:35:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T00:35:23.390-08:00</updated><title type='text'>Gamera contro il mostro Gaos (1967)</title><content type='html'>&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Noriaki Yuasa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PGNz70SNTCs/TxE83eFEnUI/AAAAAAAACq0/iOYLeT2lg_c/s1600/gamera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-PGNz70SNTCs/TxE83eFEnUI/AAAAAAAACq0/iOYLeT2lg_c/s320/gamera.jpg" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il dvd della Mosaico Media in tiratura limitata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Noriaki Yuasa. Sceneggiatura: Nisan Takahashi. Fotografia: Akira Vehara. Musica: Tadashi Yamauchi. Montaggio: Tatsuji Nakashizu. Effetti Speciali: Kasufumi Fujii e Yuzo Kaneko. Produzione: Hidemasa Nagata e Hideo Nagata per Daiei Studios e Toey Company. Interpreti: Kojiro Hongo, Kichijiro Ueda, Reiko Kasahara, Naoyuki Abe, Taro Marui, Yukitaro Hotaru, Yoshiro Kitahara, Akira Natsuki, Shin MInatsu. Titolo originale: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Gamera&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;tai Gyaosu&lt;/i&gt;. Doppiaggio italiano: Cinefonico Roma con la partecipazione della C.D.C.. Versione italiana: O. G. Caramazza. Eastmancolor.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LvrXBqu0OHA/TxE9S1LLX9I/AAAAAAAACq8/9oYXA0-DLOg/s1600/gamera_contro_il_mostro_gaos_kojiro_hongto_noriaki_yuasa_001_jpg_gsnu.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-LvrXBqu0OHA/TxE9S1LLX9I/AAAAAAAACq8/9oYXA0-DLOg/s320/gamera_contro_il_mostro_gaos_kojiro_hongto_noriaki_yuasa_001_jpg_gsnu.jpg" width="170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il Giappone è sconvolto da terremoti ed eruzioni vulcaniche che terrorizzano la popolazione. Le eruzioni del vulcano Fuji richiamano il mostro Gamera che si nutre di lava, mentre i movimenti tellurici fanno emergere dal sottosuolo il terribile Gaos, una sorta di pterodattilo preistorico che si nutre di sangue e distrugge tutto grazie a un potente raggio verde. Gaos rapisce un bambino di nome Eichi, ma in suo aiuto giunge Gamera che lo salva dalla morte, vola via con il piccolo aggrappato alla corazza e lo consegna ai suoi cari. Gli scienziati giapponesi cercano di scoprire il punto debole di Gaos, mostro vampiresco che colpisce di notte ed è assetato di sangue. Si capisce che il sole e i raggi ultravioletti sono letali per il terribile essere preistorico, ma solo Gamera potrà liberare la Terra dalla minaccia. Tra Gamera e il piccolo Eichi esiste un legame di natura telepatica che il regista non approfondisce ma dà quasi per scontato. La simpatica tartaruga volante diventa l’idolo dei bambini di tutto il mondo, proponendosi come mostro amico dei piccoli che salva l’umanità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DpcFapb4KeQ/TxE9c_V-SJI/AAAAAAAACrE/FJeiNEnqono/s1600/%2521BvC%2528-SQCGk%257E%2524%2528KGrHqEOKjEEvUZVjmsdBMC8mG0DcQ%257E%257E_35.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-DpcFapb4KeQ/TxE9c_V-SJI/AAAAAAAACrE/FJeiNEnqono/s1600/%2521BvC%2528-SQCGk%257E%2524%2528KGrHqEOKjEEvUZVjmsdBMC8mG0DcQ%257E%257E_35.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Gamera contro il mostro Gaos&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; può essere di nuovo apprezzato in Italia grazie a una produzione dvd della Mosaico Media per la serie &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Fantacult&lt;/i&gt;, che mette sul mercato un’edizione spartana (priva di extra), in tiratura certificata di mille copie, una vera chicca per collezionisti. Gamera è la risposta della Daiei al grande successo di Godzilla prodotto dalla rivale Taho, ma la fattura non è allo stesso livello, gli effetti speciali sono più rozzi e i mostri più caricaturali. Il mostro Gaos è abbastanza inquietante con un corpo nero da pipistrello preistorico, la faccia triangolare, la caratteristica vampirica di succhiare il sangue e il punto debole costituito dai raggi del sole. La pellicola è costruita ancora una volta attorno alla paura atomica di un Giappone sconvolto da esplosioni, ma anche sui mostri della tradizione che si nutrono di lava per esorcizzare il timore delle frequenti eruzioni vulcaniche. Tutto è costruito in studio con modellini in scala, mentre i mostri sono mimi che indossano costumi e si muovono goffamente tra montagne di cartapesta ed elicotteri giocattolo. I raggi del mostro Gaos derivano da una sovrimpressione della pellicola, così come il fuoco che esce dalla bocca di Gamera è un altro prodotto artigianale. Il film è accompagnato da una suggestiva colona sonora che non si ferma mai e sottolinea in un crescendo emotivo le parti più avventurose. Le sequenze che mostrano la battaglia di Gamera e Gaos a Tokyo ricordano analoghi film della serie Godzilla, ma sono ben fatte soprattutto le parti ambientate allo Stadio Olimpico. Nel film vediamo del sangue, usato come esca per catturare Gaos, abbiamo persino delle vittime tra la popolazione, ma il regista fa in modo che tutto venga solo intuito. Sangue verdastro zampilla dalle ferite dei mostri, le dita staccate dal corpo di Goas si rigenerano in fretta mentre Gamera si cura nel fondo del mare. “Solo Gamera ci salverà”, afferma il bambino. Infatti nella sequenza finale il mostro buono azzanna Gaos al collo e lo scaraventa nel vulcano. Tutto si conclude con il piccolo Eichi che saluta il volo di Gamera. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lQyjWBkLWQ8/TxE9tLBY9gI/AAAAAAAACrM/sebw_J9cVTU/s1600/super811.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-lQyjWBkLWQ8/TxE9tLBY9gI/AAAAAAAACrM/sebw_J9cVTU/s1600/super811.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il primo film della serie Gamera è inedito in Italia: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Daikaiju Gamera&lt;/b&gt; (1965) di Noriaki Yuasa e dà il via a un ciclo di otto film, oltre a un tardo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;sequel&lt;/i&gt; contemporaneo. Il secondo film è &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Attenzione! Arrivano i&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;mostri&lt;/b&gt; (1966) di Shigeo Tanaka, che mette in scena una lotta tra la tartaruga volante che sputa fuoco e il mostro Barugon, nato da un uovo in un’isola della Nuova Guinea. La serie è quasi completamente dedicata ai bambini, ma il film di Tanaka ha toni più cupi, quasi da horror, e piccole trovate geniali: Barugon lancia raggi congelanti dalla lingua e un raggio di fuoco dalla schiena, inoltre nasce da un uovo grazie ai raggi infrarossi. Noriaki Yuasa - regista degli altri episodi - cura gli effetti speciali. Vediamo in breve gli altri film della serie Gamera, a parte &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gamera contro il mostro Gaos &lt;/b&gt;che è il terzo capitolo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il mostro invincibile &lt;/b&gt;(1968) di Noriaki Yuasa è dedicato ai bambini ed è pieno di materiale riciclato da altre pellicole. Gamera viene controllato dagli alieni che rapiscono due boy scout e spingono la tartaruga volante a distruggere Tokyo. Nella versione italiana Gamera è ribattezzato Grande King. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;King Kong contro Godzilla &lt;/b&gt;(1969) di Noriaki Yuasa in Italia viene spacciato per un film della serie Godzilla, ma sarebbe &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Gamera contro Giron&lt;/i&gt; (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Gamera tai daiakuju Giron&lt;/i&gt;) e sono sempre i nostri produttori a ribattezzare la tartaruga Grande King. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Kinkong l’impero dei draghi&lt;/b&gt; (1970) di Noriaki Yuasa è un altro film per bambini che mette in scena la lotta tra Gamera e il mostro Jiger che impianta una larva nel suo corpo come succederà in &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Alien&lt;/b&gt;. Sono inediti in Italia &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gamera tai Shinkai kaiju&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Jigura&lt;/b&gt; (1971) e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Uchu kaiju Gamera&lt;/b&gt; (1980), sempre girati da di Noriaki Yuasa. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gamera the brave/Il ritorno di Gamera &lt;/b&gt;(2006) di Ryuta Tasaki è un tardo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;sequel&lt;/i&gt; di ottima fattura che affrontiamo in un capitolo autonomo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Per avere il film: &lt;a href="http://www.mosaicomedia.it/"&gt;http://www.mosaicomedia.it/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Per vedere alcune sequenze: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=mvpQNOH0xb8"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=mvpQNOH0xb8&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=b6wOh4bpmTM"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=b6wOh4bpmTM&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-1426637959982643308?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/1426637959982643308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/gamera-contro-il-mostro-gaos-1967.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1426637959982643308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1426637959982643308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/gamera-contro-il-mostro-gaos-1967.html' title='Gamera contro il mostro Gaos (1967)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PGNz70SNTCs/TxE83eFEnUI/AAAAAAAACq0/iOYLeT2lg_c/s72-c/gamera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-1994079094951579786</id><published>2012-01-13T08:04:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T08:04:23.146-08:00</updated><title type='text'>Ti presento un amico (2010)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Carlo Vanzina&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ng2nzvbLDRE/TxBT_T30-iI/AAAAAAAACp0/d7BU2y8vCfI/s1600/47794.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ng2nzvbLDRE/TxBT_T30-iI/AAAAAAAACp0/d7BU2y8vCfI/s320/47794.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Carlo Vanzina. Soggetto: Enrico Vanzina e Francesco Massaro. Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina e Francesco Massaro. Fotografia: Carlo Tafani. Montaggio: Raimondo Crociani. Musica: Francesco De Robertis. Scenografia: Serena Alberi. Costumi: Daniela Ciancio. Distribuzione: Warner Bros Italia. Interpreti: Raoul Bova, Martina Stella, Kelly Reilly, Barbora Bobulova, Vanessa Heir, Tanja Ribic, Sarah Felderbaum, Paolo Calabresi, Teco Celio, Fabio Ferri, Carlo Gabardini, Alessandro Bolide.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MbEnxVfzmoM/TxBUL5Y9aXI/AAAAAAAACp8/CvjX8tb2s58/s1600/Ti-presento-un-amico-gall1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-MbEnxVfzmoM/TxBUL5Y9aXI/AAAAAAAACp8/CvjX8tb2s58/s320/Ti-presento-un-amico-gall1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il bacio tra Martina Stella e Raoul Bova&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Marco è un giovane manager di un’azienda di cosmetici trasferito a Milano per esigenze di lavoro. Fresco single per aver rotto un fidanzamento si trova coinvolto in una serie di relazioni che durano lo spazio di una notte con donne belle e affascinanti. Marco prova a impostare un discorso affettivo con le ragazze ma ognuna di loro ha una storia complessa ancora in corso. Raoul Bova è un bel manager addetto al marketing, ambito da quattro donne, che cerca di barcamenarsi tra lavoro e situazioni sentimentali. Il film viene girato alla fine del 2009 tra Milano e Londra. Si tratta di una commedia sofistica all’inglese, allegra e romantica, ricca di colpi di scena.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q2LN1iyfQy8/TxBUZS7MVlI/AAAAAAAACqE/tbyYSjLFYMU/s1600/ti_presento_un_amico_0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-q2LN1iyfQy8/TxBUZS7MVlI/AAAAAAAACqE/tbyYSjLFYMU/s320/ti_presento_un_amico_0.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La sequenza sexy tra Barbora Bobulova e Raoul Bova&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;La tematica è ispirata alla realtà economica contemporanea, perché il protagonista è un brillante manager di una grande azienda di cosmetici trasferito da Londra a Milano con l’ingrato compito di licenziare personale e far quadrare il bilancio. La commedia sentimentale nasce dalla presenza di quattro donne affascinanti che sconvolgono l’esistenza del dirigente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xAVBMtZMM_M/TxBUyG6vnHI/AAAAAAAACqU/zplHNo25icw/s1600/1-ti-presento-un-amico-01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-xAVBMtZMM_M/TxBUyG6vnHI/AAAAAAAACqU/zplHNo25icw/s320/1-ti-presento-un-amico-01.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Regista, sceneggiatore e protagonisti principali&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;I fratelli Vanzina non sono nuovi alla direzione di una commedia sofisticata di ambientazione inglese, perché in passato hanno girato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;South Kensington&lt;/b&gt;, ma neppure lo sceneggiatore Francesco Massaro è alle prime armi, visto che da regista ha scritto e diretto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ti presento un’amica &lt;/b&gt;(1987). Il soggetto del film ricorda &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Tra le nuvole&lt;/b&gt; (2009) di Jason Reitman, dove la storia ruota intorno a un manager tagliatore di teste interpretato da George Clooney. La pellicola risulta godibile e briosa, anche se alcuni personaggi sono stereotipati, la sceneggiatura non è sempre di prima mano e alcune trovate risultano ripetitive. Raoul Bova è molto bravo, come attore non ha bisogno di dimostrare niente, può interpretare ruoli brillanti, sentimentali, drammatici, senza problemi. Il personaggio del manager non lo aiuta, perché bloccato da una sceneggiatura che permette pochi svolazzi. Il cast femminile è composto di donne bellissime: Barbora Bobulova, Martina Stella, Sarah Felberbaum e Kelly Reilly, diverse tra loro ma intriganti e sensuali al punto di mettere in crisi il protagonista maschile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-uBMvLHAOsDM/TxBVG41F-BI/AAAAAAAACqc/OkPd9cSE_No/s1600/martina_stella_sul_red_carpet_di_ti_presento_un_amico_8e33.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-uBMvLHAOsDM/TxBVG41F-BI/AAAAAAAACqc/OkPd9cSE_No/s320/martina_stella_sul_red_carpet_di_ti_presento_un_amico_8e33.jpg" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Martina Stella&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;La pellicola è un esercizio di stile, come fa notare gran parte della critica, e non presente nessuna innovazione nel nostro panorama cinematografico. Molti riferimenti ricordano il vecchio film di Francesco Massaro, dove il manager era Giuliana De Sio, brillante conduttrice televisiva, donna in carriera circondata da molti uomini. In certe occasioni pare di rivedere le vecchie atmosfere di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Via&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Montenapoleone&lt;/b&gt;, tra sfilate di moda e bellezze femminili patinate. Ottima l’ambientazione inglese tra la City e Hyde Park, ma pure la Milano industriale dei quartieri ricchi è ben descritta, così come la vita aziendale in tempi di crisi e riproposta in maniera accettabile. Vediamo gelosie tra colleghi, donne rampanti, imprenditori privi di scrupoli, persone dedite al lavoro, in una commedia garbata, in parte grottesca, in parte comica. Molti malintesi ricordano la commedia sexy, così come gli incontri tra Raoul Bova e le belle protagoniste. Il padrone tedesco (Teco Celio) che possiede un cane di nome Beckenbauer è una vera e propria macchietta caricata sino alle estreme conseguenze. La moglie del padrone, assatanata e in calore perché il marito la trascura, sembra uscita da una vecchia commedia sexy. Troviamo la figura stereotipata di un fidanzato pugliese geloso (Fabio Ferri) che tormenta la vita di Martina Stella ma alla fine si redime e uno scrittore in crisi interpretato da un ingessato Stefano Dionisi. Il taxista (Alessandro Bolide) che ogni volta attende Raoul Bova ricorda Diego Abatantuono in &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sballato, gasato completamente fuso&lt;/b&gt; (1982) di Steno; la citazione è una sorta di omaggio al padre. Tra le attrici risulta molto disinibita Barbora Bobulova, nei panni della collega che passa una notte d’amore con il nuovo manager e tradisce il fidanzato. La scena sexy tra lei e Raoul Bova è molto sensuale. Martina Stella è maliziosa al punto giusto in un ruolo da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;lolita&lt;/i&gt; che ricorda la prima Gloria Guida. Kelly Reilly è una bellezza inglese dai capelli rossi e interpreta una ragazza indecisa sul suo futuro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kSzB90DE5FA/TxBVZZjxHXI/AAAAAAAACqk/i70Jp523s8w/s1600/ti-presento-a-un-amico-14-large.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-kSzB90DE5FA/TxBVZZjxHXI/AAAAAAAACqk/i70Jp523s8w/s320/ti-presento-a-un-amico-14-large.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Barbora Bobulova&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Ti presento un amico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è una commedia&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;senza pretese, non vuole fare un discorso di denuncia né lanciarsi in polemiche dalla parte dei lavoratori, ma è importante che un prodotto destinato al cinema brillante si occupi di problematiche concrete. Il tema delle crisi aziendali e delle ristrutturazioni è di attualità. Raoul Bova è un funzionario che non se la sente di tagliare teste, pensa che dietro ogni posto di lavoro c’è una vita, un mutuo da pagare, un progetto di esistenza. Preferisce licenziarsi e tornare a Londra, dove incontra la ragazza della sua vita: una giovane precaria che lavorava nella sua azienda che qualcun altro ha avuto il coraggio di licenziare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PR6b1vodbww/TxBVy8VpSfI/AAAAAAAACqs/gF0fe0XGmBU/s1600/raoul-bova-con-martina-stella-in-una-scena-della-commedia-ti-presento-un-amico-182472.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-PR6b1vodbww/TxBVy8VpSfI/AAAAAAAACqs/gF0fe0XGmBU/s320/raoul-bova-con-martina-stella-in-una-scena-della-commedia-ti-presento-un-amico-182472.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Altra sequenza sexy&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il finale è dedicato ai romantici. Raoul Bova e Sarah Felderbaum se ne vanno incontro al futuro mentre lui pensa: “Non ho un lavoro, non ho una casa, non ho una ragazza. Ma mi è rimasta la speranza. Quella porta giusta esiste e io finirò per aprirla”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il Trailer: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ggQpCBWJc-Y"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=ggQpCBWJc-Y&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-1994079094951579786?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/1994079094951579786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/ti-presento-un-amico-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1994079094951579786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/1994079094951579786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/ti-presento-un-amico-2010.html' title='Ti presento un amico (2010)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ng2nzvbLDRE/TxBT_T30-iI/AAAAAAAACp0/d7BU2y8vCfI/s72-c/47794.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-3621984145838308518</id><published>2012-01-13T06:39:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T06:39:24.285-08:00</updated><title type='text'>Don Chisciotte e Sancio Panza (1968)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 115%;"&gt;di Gianni Grimaldi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-olPc-8-fYoE/TxBAfTVnxjI/AAAAAAAACpM/vFeaQ2ZcYh8/s1600/8032706213424g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-olPc-8-fYoE/TxBAfTVnxjI/AAAAAAAACpM/vFeaQ2ZcYh8/s1600/8032706213424g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Regia: Gianni Grimaldi. Produttore: Gino Mordini per Claudia Cinematografica. Soggetto: Libera riduzione cinematografica di Gianni Grimaldi da Don Chisciotte di Miguel De Cervantes (1605). Sceneggiatura: Gianni Grimaldi. Montaggio: Amedeo Giomini. Fotografia: Mario Capriotti. Direttore di Produzione: Sergio Pisani. Musica: Lallo Gori. Colore: Tecnostampa. Aiuto Regista: Alessandro Metz. Costumi: Giulia Mafai. Scenografie e ambientazione: Antonio Visone. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Fulvia Franco, Paolo Carlini, Umberto D’Orsi, Mirella Panphili, Franco Giacobini, Liana Trouchel, Ivan Scratuglia, Enzo Garinei, Eleonora Morana, Alfredo Rizzo, Franco Fantasia, Carlo Delle Piane, Rod Licari, Livio Lorenzon, Maria Capparelli, Antonietta Ladogana, Lylyana Pavlovic, Leopoldo Bendani, Consalvo Dell’Arti, Aldo Bufi Landi, Andrea Fantasia, Lino Banfi. Girato a roma presso il Castello di Rota (esterni) e Teatri di posa De Paolis – Incir (interni).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-iKlpR7R5dN4/TxBAyzURFZI/AAAAAAAACpU/GECgcsb3hQc/s1600/Don_Chisciotte_e_Sancio_Panza.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="214" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-iKlpR7R5dN4/TxBAyzURFZI/AAAAAAAACpU/GECgcsb3hQc/s320/Don_Chisciotte_e_Sancio_Panza.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Gianni Grimaldi guida Franco e Ciccio in uno dei loro migliori film, costringendoli in una sceneggiatura che non consente molta improvvisazione mimica. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don Chisciotte e Sancio Panza&lt;/b&gt; (scritto proprio così… all’italiana) segue senza molte divagazioni la vicenda narrata da Miguel de Cervantes Saavedra nel capolavoro della letteratura spagnola e contribuisce a divulgare un’opera immortale tra i giovani fruitori della pellicola. Don Chisciotte perde il senno dopo aver letto troppi romanzi cavallereschi e decide di percorrere la Spagna a cavallo del fido Ronzinante, seguito dallo scudiero Sancio Panza, per compiere gesta eroiche in nome di un’immaginaria Dulcinea del Toboso. Le avventure sono note a tutti: lotta contro i mulini a vento scambiati per giganti, investitura cavalleresca da parte di un oste, prostitute credute gentildonne, stalle ritenute castelli dove principi imbandiscono mense, guardie del re assalite per liberare delinquenti, tesori ritrovati, montagne abbattute a testate e governi retti dalla parte del popolo per poi scagliarsi di nuovo contro il vento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Franchi e Ingrassia sono a loro agio nei panni dei due antieroi del romanzo di Cervantes, soprattutto il secondo è perfetto nel ruolo della sua vita, come sostiene il figlio Giampiero: “Fisicamente mio padre era Don Chisciotte, un personaggio che amava molto. Se non avesse interpretato quel ruolo avrebbe girato un film sul capolavoro di Cervantes con la Ingra Cinematografica”. L’equilibro della coppia è diverso dal solito, perché una tantum è Ciccio il protagonista - a tratti quasi drammatico - mentre Franco si ritaglia incursioni comiche di sostegno. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don Chisciotte e Sancio Panza &lt;/b&gt;è un film che non invecchia perché la comicità verbale a base di doppi sensi e la trama letteraria lo rendono moderno anche a distanza di anni, libero da vincoli con l’attualità. Citiamo alcune parti interessanti. La distruzione della biblioteca di Don Chisciotte a cura di Don Pietro (Umberto D’Orsi) per esorcizzare la follia provocata dai libri, con il testo di Cervantes finito al rogo. Franco a cavallo di un asino grida: “Cavaliere, dove andate? Mulini sono!”, subito dopo Ciccio afferma di voler diventare cavaliere senza macchia e senza paura, ma lo scudiero ribatte: “A me basta senza macchia perché di paura ne ho tanta”, infine davanti a un pranzo immaginario: “Voi nobili avete appetito, noi del volgo abbiamo fame!”. Ciccio è quasi un attore drammatico, vaneggia in preda alla follia mentre Franco l’asseconda, ma quando il padrone scambia puttane per nobildonne esclama: “Prendete mazze per ramazze!”. Un oste si spaccia per un risibile duca Leone di Panzanella e sta al gioco di investire cavaliere Don Chisciotte, ma durante la veglia notturna Sancio Panza mangia a quattro palmenti. Ciccio: “Ho sete di fama, la fama è il mio cibo”. Franco: “Io ho fame di cibo e ho sete di vino”. I dialoghi di Ciccio sono aulici, spesso prelevati dal romanzo, altisonanti e intrisi di onore cavalleresco, mentre Franco è la voce del popolano scaltro che ama il padrone e vorrebbe farlo rinsavire. Don Chisciotte viene investito &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cavaliere dalla trista figura&lt;/i&gt;, mentre Franco parla del suo asino: “È un somaro presuntuoso. Crede d’essere un cavallo!” e conclude: “Io sono tutto ignorante”. Vediamo un giovanissimo Carlo Dalle Piane, garzone di un contadino frustato per lievi mancanze e protetto da Don Chisciotte, difensore di umili e oppressi, che subito dopo si prende la briga di liberare delinquenti in catene. Il cibo è uno dei temi dominanti del film, che sia sognato, bramato, divorato, persino idealizzato, come se fosse un ricordo della trascorsa fame dei due attori. Battute tipo “Errare umanum est” di Ciccio e risposte di Franco come “Voi errate a est, a ovest, a nord, a sud. Siete recidivo” caratterizzano comicamente la pellicola. Ricordiamo Franco mentre imita il pollo per&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;trovare una polla (d’acqua, ovviamente), non mancano schiaffoni, risse da cinema muto, spadoni troppo grandi per una carrozza e un asino che cammina a marcia indietro. La lettera per Dulcinea memorizzata da Franco che detta alla moglie il contenuto ricorda una scena analoga interpretata da Totò e Peppino alle prese con una missiva dove abbondano in punti, punti e virgole, punti e a capo. Risulta interessante la parte in cui Franco è nominato governatore fantoccio di Las Palmas mentre Ciccio funge da consigliere, tra discorsi populisti e fame atavica. Franco: “Com’è possibile che io non debba mangiare per governare mentre gli altri governano per mangiare?”. Medico: “Anche la vostra fame appartiene al popolo”. Franco: “Non gli basta quella che ha?”. Don Chisciotte riparte per il suo destino errante e Sancio Panza si dispera: “Chi mi legge le leggi se non so leggere?”. Toccante il triste addio al cavaliere errante con il consiglio di errare il meno possibile. Franco prosegue tra calembour verbali e parti mimiche, si convince che “Un bel gioco dura poco, se poi dura diventa seccatura”, lascia il regno e raggiunge Ciccio che lo accoglie dicendo: “Chi è stato qualcuno resta sempre qualcuno”. Emblematico il finale con Don Chisciotte e Sancio Panza lancia in resta contro il vento: “Da quando siamo nati combattiamo contro il vento, è una meravigliosa follia”, dice Ciccio. La poetica frase può essere intesa in senso universale ma anche contestualizzata ai due attori in polemica contro la gretta cultura ufficiale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-26RIn97S_uQ/TxBBAzGkxOI/AAAAAAAACpc/_T9ghHQRMUI/s1600/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_005_jpg_iksv.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-26RIn97S_uQ/TxBBAzGkxOI/AAAAAAAACpc/_T9ghHQRMUI/s320/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_005_jpg_iksv.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Sono in gran forma i due interpreti principali, ma anche i caratteristi che compongono il cast: Enzo Garinei come consigliere, Franco Fantasia maestro d’armi, Umberto D’Orsi distruttore di libri, Carlo Dalle Piane giovane garzone e Lino Banfi (non accreditato) invisibile cliente di una locanda. Il film si doveva intitolare &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Don Cicciotto e Franco Panza&lt;/i&gt;, il trattamento iniziale parlava di droga, vandalismo e proteste di piazza. Per fortuna Grimaldi opta per sceneggiare il classico di Cervantes e ambienta la pellicola nella Spagna del Seicento, tirandosi fuori dalle secche di un film parodistico - sessantottino. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-De_rv_kMoJI/TxBBSd4zKnI/AAAAAAAACpk/X-5FLwFSZlM/s1600/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_006_jpg_avtn.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="243" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-De_rv_kMoJI/TxBBSd4zKnI/AAAAAAAACpk/X-5FLwFSZlM/s320/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_006_jpg_avtn.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La critica - &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;una tantum&lt;/i&gt; - apprezza il film quasi quanto il pubblico. Leggiamo sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Davinotti&lt;/i&gt; (dizionario &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;on line&lt;/i&gt; scritto a mano): “Si capisce che, per una volta, il vero protagonista non è Franco ma Ciccio: un Ciccio più riflessivo del solito, più concentrato, incisivo, capace di immedesimarsi alla perfezione con l’eroe di Cervantes. La sua pazzia è resa bene, il suo linguaggio forbito denota ancora una volta la grande attitudine per il teatro di questo attore che verrà riconosciuto solo in poche, pochissime pellicole”. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; (1973) di Federico Fellini ripropone Ciccio Ingrassia nelle vesti di un folle dall’anima candida ed è una nuova interpretazione eccellente. Pino Farinotti concede due stelle e scrive: “Benché di sapore farsesco, il film interpreta abbastanza bene il senso del romanzo”. Paolo Mereghetti concede due stelle con questo giudizio: “Azzardata ma curiosa incursione nel mondo di Cervantes sceneggiata dallo stesso regista. Franco Franchi non rinuncia ai suoi più o meno divertenti giochi di parole ma c’è un certo spirito libertario alla base della riduzione (Sancho che diventa governatore e legifera a favore del popolo, l’incitamento finale di Don Chisciotte a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;combattere contro il vento&lt;/i&gt; come inevitabile destino di una vita non omologata) che ne fa un episodio inconsueto nella carriera dei due comici”. Mereghetti cede comunque alla tentazione di bacchettare Franco Franchi: “La comicità dei due attori siciliani non è mai geniale, lo dimostra il fallimentare tentativo di Franchi di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;misurarsi&lt;/i&gt; a distanza con Totò dettando una lettera”. Morando Morandini assegna addirittura due stelle e mezzo alla pellicola: “Uno degli 8 film interpretati nel 1968 dalla coppia, e uno dei migliori in assoluto. È una parodia di buona lega”. Masrco Giusti su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stracult&lt;/i&gt; scrive: “Ritenuto da molti, e fra questi lo stesso regista, il miglior film di Franco e Ciccio, Grimaldi ricorda che limitò i tic comici di Franco, per ottenere un risultato diverso dal solito, più adatto al tema. Il risultato è notevole. Anche allora il film venne salutato come un felice esempio di quello che si poteva fare con i due comici alle prese con un testo importante. Personalmente amo più &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Brutti di notte&lt;/b&gt; tra i film diretti da Grimaldi e interpretati da Franco e Ciccio, ma certo i due, qui, sono strepitosi. Purtroppo in tv passa solo scannato e si perde lo schermo grande della sua uscita cinematografica. Non crediate però di scoprire un capolavoro nascosto. Non lo è. Ma è davvero sorprendente, perché la piccola rivoluzione di Franco e Ciccio è operata non da un autore &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;esterno&lt;/i&gt;, ma da un loro regista interno, Grimaldi, che li conosceva benissimo. Grandi Mimmo Poli e Poldo Bendandi”. Condividiamo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;in toto&lt;/i&gt; il giudizio di Giusti e invitiamo gli appassionati a procurarsi il dvd integrale edito da Rarovideo e ristampato da Hobby &amp;amp; Work per una collana da edicola. Marco Bertolino e Ettore Ridola nel pregevole &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Franco Franchi e Ciccio Ingrassia &lt;/i&gt;edito da Gremese scrivono: “Don Chisciotte e Sancio Panza è passato alla storia come uno dei rarissimi exploit di Franchi e Ingrassia capaci di godere, se non dei favori, quanto meno dell’indulgenza della critica. Grimaldi rievoca con piglio felice le avventure picaresche del celebre romanzo e pare propendere per la tesi dell’inutilità dei sogni a occhi aperti. La recitazione del duo comico è più sobria del solito, abbandona smorfie e lazzi per una maggiore asciuttezza. Il finale del film suppone un’ideale prosecuzione delle gesta di Don Chisciotte laddove il capolavoro ispanico termina con il decesso di quest’ultimo: ma una simile conclusione tragica avrebbe stonato con il tono giovialmente ludico della pellicola”. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Don Chisciotte e Sancio Panza&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; è un grande successo di pubblico per una mirabile interpretazione del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cavaliere dalla trista figura&lt;/i&gt;, patetico e commovente, simbolo di inadeguatezza e dell’immaginazione al potere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5uuk9skXCD4/TxBBin8qwHI/AAAAAAAACps/NR6tNMA0YTQ/s1600/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_004_jpg_zkhs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-5uuk9skXCD4/TxBBin8qwHI/AAAAAAAACps/NR6tNMA0YTQ/s1600/don_chisciotte_e_sancio_panza_franco_franchi_gianni_grimaldi_004_jpg_zkhs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Sono molti i Don Chisciotte cinematografici: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don Quixote&lt;/b&gt; (1903) di Lucien Nonquet è il primo cortometraggio francese, seguito dal lungometraggio tedesco di Georg Wilhelm Pabst (1933) e dall’ottimo lavoro spagnolo di Rafael Gil (1947). Altri Don Chisciotte interessanti sono di Grigori Kozintsev (1957), Carlo Rim (1965, in TV) ed Eric Rohmer (1965), mentre successivi al lavoro di Grimaldi abbiamo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’uomo della Mancha&lt;/b&gt; (1972) di Arthur Hiller (con Peter O’Toole e Sophia Loren), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;The adventure of Don Quixote&lt;/b&gt; (1973) di Alvin Rakoff, il giapponese &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Don Quixote: Tales of la Mancha&lt;/b&gt; (1980) prodotto da Ashi e il televisivo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Monsignor Quixote&lt;/b&gt; (1991) di Rodney Green. Restano incompiuti sia il lavoro di Tery Gilliam sul cavaliere senza macchia e senza paura che un progetto con Johnny Depp e Jean Rochefort. In ogni caso la sola parodia di Don Chisciotte è questo lavoro interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Gianni Grimaldi resta uno dei migliori registi alla guida del duo comico siciliano, lo ricordiamo autore di parodie originali come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il bello, il brutto e il cretino&lt;/b&gt; (1967) e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Brutti di notte&lt;/b&gt; (1968). Nel 1968 Franco e Ciccio interpretano anche uno dei loro ruoli migliori, guidati da Pier Paolo Pasolini nell’episodio &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;/b&gt;, contenuto in &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Capriccio all’italiana&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Per vedere una sequenza importante del film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ngV4PVRxCPk"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=ngV4PVRxCPk&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-3621984145838308518?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/3621984145838308518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/don-chisciotte-e-sancio-panza-1968.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3621984145838308518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3621984145838308518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/don-chisciotte-e-sancio-panza-1968.html' title='Don Chisciotte e Sancio Panza (1968)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-olPc-8-fYoE/TxBAfTVnxjI/AAAAAAAACpM/vFeaQ2ZcYh8/s72-c/8032706213424g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-6298877739748894228</id><published>2012-01-10T13:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-10T13:56:06.411-08:00</updated><title type='text'>La parodia nella comicità di Franco e Ciccio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rmoymlQNR_Y/TwyxvoRrDRI/AAAAAAAACnI/TTwHmaVn934/s1600/due+cialtroni.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rmoymlQNR_Y/TwyxvoRrDRI/AAAAAAAACnI/TTwHmaVn934/s320/due+cialtroni.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Fabio Piccione nel volume &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Due cialtroni alla rovescia - Studio sula comicità di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia&lt;/i&gt; (Frilli Editori, 2004) compie una meritoria opera di rivalutazione che si pone controtendenza rispetto alla critica del passato. Franco e Ciccio non sono due cialtroni, ma due maschere comiche che affondano le loro radici nell’humus culturale siciliano, intriso di parodia e ironia popolare. La parodia siciliana è la rivincita del povero sul ricco e sul potente, manifestazione di festa e di felicità, un mezzo singolare di espressione culturale. La parodia è egualitaria, vuol dimostrare che tra gli uomini non ci sono differenze, espone un discorso comico facilmente comprensibile, volgare (in senso latino, da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;vulgus&lt;/i&gt;) e di immediata fruizione. In Sicilia abbiamo le novelle di Giufà (il falso tonto) e le maschere del Carnevale, situazioni primordiali legate alla parodia che Franco e Ciccio conoscono molto bene. I due comici sono dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;falsi cialtroni&lt;/i&gt;, dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;finti tonti&lt;/i&gt; alla Giufà, capaci di prendersi gioco dei potenti (che mettono alla berlina) e dei miti del cinema (che rifanno in parodia), ridendo di tutto con umorismo semplice e genuino. I bambini li eleggono loro beniamini, al punto da non sopportare il loro ruolo nei panni de &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il gatto e la volpe&lt;/i&gt; nel &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Pinocchio&lt;/b&gt; (1971) di Comencini. Ai bambini sembra impossibile che Franco e Ciccio - gli eroi di tanti pomeriggi passati nelle sale di terza visione - vogliano uccidere Pinocchio, per questo scrivono lettere di protesta alla Rai. Non accettano neppure Franco Franchi interprete sexy comico di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ultimo tango a Zagarol&lt;/b&gt; (1973), perché tradisce il vero Franco delle parodie, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;finto tonto&lt;/i&gt; che fa ridere i bambini con le smorfie. E pensare che nella vita privata Franco e Ciccio sono fin troppo seri, come quasi tutti i comici ridono poco, ma se capita di lasciarsi andare è in compagnia dei classici di Charlie Chaplin, Buster Keaton (ci lavoreranno insieme!) e Totò. Il loro torto maggiore - dettato da un passato di povertà - è quello di lavorare troppo, senza badare alla qualità. Il mercato chiede i loro film ed è proprio merito di certi incassi favolosi se il nostro cinema può investire in progetti d’autore meno popolari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JR3mV79Qryg/TwyyTuOMpvI/AAAAAAAACnQ/w4O91s1dn_c/s1600/36957_117553114955760_116881091689629_115643_3166013_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-JR3mV79Qryg/TwyyTuOMpvI/AAAAAAAACnQ/w4O91s1dn_c/s320/36957_117553114955760_116881091689629_115643_3166013_n.jpg" width="218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Franco e Ciccio sono due clown amati dal pubblico e disprezzati dalla critica, forse proprio perché la loro comicità e legata a un genere poco capito come la parodia. La coppia sicula non interpreta parodie perché vanno di moda e perché garantiscono incassi sicuri, ma perché è il loro modo di essere attori, la loro comicità si forma su quel tipo di cultura popolare. Il cinema italiano conosce la parodia grazie a Totò, Erminio Macario, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, ma l’arrivo sul grande schermo di Franco e Ciccio sconvolge gli schemi e imposta il discorso parodistico in termini ben più radicali. La critica non li comprende, massacra ogni pellicola con attacchi virulenti, ai limiti dell’offensivo, definendo la loro comicità stupida e volgare, non rendendosi conto di offendere anche il pubblico che affolla le sale e rifiutando di capire i motivi del successo. Franco e Ciccio pagano la stagione dell’impegno politico, l’eredità del neorealismo e l’assurdo intellettualismo di certa critica che, come diceva Fulci, “deve vedere mondine e partigiani per apprezzare un film”, ma che uccide lentamente il cinema popolare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HuuZeXk_h8Y/Twyyh0ZBBhI/AAAAAAAACnY/MYba25TWRt0/s1600/Immagine+1.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="186" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-HuuZeXk_h8Y/Twyyh0ZBBhI/AAAAAAAACnY/MYba25TWRt0/s320/Immagine+1.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;La comicità di Franco e Ciccio è apprezzata da un pubblico di poveri, forgiato nella cultura bassa, non viene accettata dall’ambiente &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;alto&lt;/i&gt; del cinema ed è una comicità che trova il suo posto nella lotta antiborghese. Goffredo Fofi è il solo critico che - pur non amandola - cerca di capire la comicità di Franco e Ciccio, parlando di un umorismo popolare e genuino, rivolto alla piazza, fatto di avanspettacolo, di bassezza, di volgarità e di una comicità che (a suo parere) è la “muffa di un pane circense”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OHBIhPxfS68/TwyytmW72BI/AAAAAAAACng/C3HqY7nj2w4/s1600/samurai_big.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="244" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-OHBIhPxfS68/TwyytmW72BI/AAAAAAAACng/C3HqY7nj2w4/s320/samurai_big.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Due samurai per cento geishe (1962) di Giorgio Simonelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Franco e Ciccio sono la parodia al cinema, due attori capaci di far regredire il pubblico allo stato infantile del divertimento. Giannalberto Bendazzi scrive su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Letture&lt;/i&gt; (1977): “Franco e Ciccio non sono due personaggi, ma due stereotipi: il cretino (franco) e il mezzo cretino (Ciccio), proprio per questo la loro comicità non cambia mai, ma è ripetitiva fino all’esasperazione”. Sergio Frosali su &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Nazione&lt;/i&gt; (1966) scrive: “Franchi e Ingrassia continuano la tradizione italiana &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pulcinellesca&lt;/i&gt;, una comicità diretta, senza alcun filtro intellettuale, pura buffoneria fisica, tutta retta su lazzi e strabuzzamento d’occhi, che discende dai palcoscenici improvvisati dell’avanspettacolo e dai carrozzoni viaggianti”. La parodia è il loro mondo, il loro brodo primordiale, l’humus dove crescono e si trovano a proprio agio, attingendo alla tradizione greca e latina, ma più direttamente agli antenati siciliani. La loro comicità è parodia che si basa su un linguaggio popolare, che comunica con lo spettatore attraverso il linguaggio diretto del corpo. Si può dire con Fabio Piccione che “i due comici esprimono un linguaggio parodico attraverso le maschere che hanno creato”. Il grottesco e l’ironia sono lo stile della loro comicità, portando verso il basso ogni modello e trasformandolo in parodia. Le loro stesse figure sono grottesche: alto e dinoccolato Ciccio, piccolo e con il volto di gomma Franco, pieni di gesti espressivi che spingono alla risata grassa e di smorfie inusuali nel cinema alto. Il loro linguaggio comico è grottesco, perché basato sul malinteso, sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;qui pro quo&lt;/i&gt;, sull’ignoranza crassa esibita dal comico. Le maschere di Franco e Ciccio sono quelle di due cretini inadeguati a ogni situazione che nella vita vogliono solo cercare di farla franca nel modo migliore possibile, senza capire la realtà che li circonda. La parodia dei due comici è volgare perché va incontro al popolo, va interpretata come arte povera che si rivolge alla parte più umile e meno colta del pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2_V7brG-wtk/Twyy5YjX-lI/AAAAAAAACno/VLlX5yQAcLg/s1600/250px-Mendicanti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-2_V7brG-wtk/Twyy5YjX-lI/AAAAAAAACno/VLlX5yQAcLg/s1600/250px-Mendicanti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il gatto e la volpe nel Pinocchio (1971) di Luigi Comencini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La comicità di Franco e Ciccio deriva dalla commedia di Plauto, dalla poesia e dai canti popolari, dalle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;carnescialate&lt;/i&gt; (canti di carnevale), dall’opera dei Pupi (burattini siciliani), dai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cartelli&lt;/i&gt; e dalle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pasquinate&lt;/i&gt; (aneddoti del popolo contro il potere), da tutto il teatro popolare condito di improvvisazione farsesca. La poetica di Franco e Ciccio è la poetica del cialtrone, perché indossando due maschere - che sono due stereotipi comici - si comportano da veri cialtroni e mostrano un mondo alla rovescia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5xsVsuHtw3Q/Twyzdr5tpnI/AAAAAAAACnw/1BE6a9cb930/s1600/imbroglioni_big.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-5xsVsuHtw3Q/Twyzdr5tpnI/AAAAAAAACnw/1BE6a9cb930/s320/imbroglioni_big.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Gli imbroglioni (1963) di Lucio Fulci - ep. I siciliani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Franco e Ciccio sono due attori che recitano a braccio, partendo da un canovaccio precostituito, ma basano la loro comicità sull’improvvisazione. Sono dotati di grande inventiva, si passano le battute, rispettano i tempi senza sbavature, secondo la lezione del cinema muto che prevede gag genuine, immediate, estemporanee, a base di torte in faccia e bucce di banana. Sono attori ma anche autori dei film e delle scenette televisive che interpretano, perché leggono il copione, lo provano, infine improvvisano e arricchiscono la sceneggiatura. Il grande successo di Franco e Ciccio si deve alla parodia, genere adesso relegato alla televisione, ma anche al loro modo di essere comici naturali, genuini e popolari. Il loro umorismo mimico fatto di lazzi, smorfie, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;calembour&lt;/i&gt; verbali, malintesi a non finire è perfetto per un pubblico di poche pretese. Franco e Ciccio sono il teatro di strada che conquista cinema e televisione, due comici spontanei che mandano in visibilio platee di ragazzini, due fantastici attori che giocano a fare i cialtroni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Franco e Ciccio in Core 'ngrato (1974): &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=g8d9jmeDiSc"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=g8d9jmeDiSc&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Gordiano Lupi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-6298877739748894228?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/6298877739748894228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/la-parodia-nella-comicita-di-franco-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6298877739748894228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/6298877739748894228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/la-parodia-nella-comicita-di-franco-e.html' title='La parodia nella comicità di Franco e Ciccio'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rmoymlQNR_Y/TwyxvoRrDRI/AAAAAAAACnI/TTwHmaVn934/s72-c/due+cialtroni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8264447170123936812</id><published>2012-01-08T14:16:00.001-08:00</published><updated>2012-01-08T14:16:56.913-08:00</updated><title type='text'>Il Tirreno Cultura parla del mio Horror Italiano</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hSePAdUgeQQ/TwoViB4OdoI/AAAAAAAACmA/rLY4JEoJdIQ/s1600/Tirrenohorror.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-hSePAdUgeQQ/TwoViB4OdoI/AAAAAAAACmA/rLY4JEoJdIQ/s320/Tirrenohorror.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pagina dei Libri de Il Tirreno di Livorno - un buon giudizio sulla mia Storia del Cinema Horror Italiano - vol. 2, anche se non è vero che ci sono interviste inedite ai due registi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8264447170123936812?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8264447170123936812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-tirreno-cultura-parla-del-mio-horror.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8264447170123936812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8264447170123936812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/il-tirreno-cultura-parla-del-mio-horror.html' title='Il Tirreno Cultura parla del mio Horror Italiano'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-hSePAdUgeQQ/TwoViB4OdoI/AAAAAAAACmA/rLY4JEoJdIQ/s72-c/Tirrenohorror.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-8962693580961565721</id><published>2012-01-06T10:17:00.000-08:00</published><updated>2012-01-06T10:17:45.991-08:00</updated><title type='text'>Sabrina di Billy Wilder (1954)</title><content type='html'>&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-JyeME0Jy_Uc/Twc6fjEn2eI/AAAAAAAAClQ/xPcJQwgVuLo/s1600/Sabrina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-JyeME0Jy_Uc/Twc6fjEn2eI/AAAAAAAAClQ/xPcJQwgVuLo/s320/Sabrina.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Billy Wilder. Soggetto (da una commedia di Samuel Taylor) e Sceneggiatura: Billy Wilder, Samuel Taylor, Ernest Lehman. Costumi: Edith Head (Premio Oscar). Interpreti: Humphrey Bogart, Audrey Hepburn, William Holden, Walter Hampden, John Williams, Martha Hyer, Marcel Dalio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-y_ZJOXaNU50/Twc6ukKg_FI/AAAAAAAAClg/kgH8HdYwKfU/s1600/sabrina-title-still.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-y_ZJOXaNU50/Twc6ukKg_FI/AAAAAAAAClg/kgH8HdYwKfU/s320/sabrina-title-still.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Non mi occupo molto di cinema statunitense, ma faccio un’eccezione per questa deliziosa commedia sofisticata, forse la madre di tutte le commedie, interpretata da un grande Humphrey Bogart e un’affascinante Audrey Hepburn. Billy Wilder confeziona un prodotto che Carlo ed Enrico Vanzina hanno spesso cercato di importare in Italia senza mai riuscirci. La commedia sofisticata non sembra nelle italiche corde, perché i nostri lavori finiscono sempre nello scadere in un esercizio di stile e in un lezioso romanticismo. Billy Wilder utilizza le figure retoriche della commedia rosa: la festa danzante, le notti di luna piena, la gita in barca (girata in studio), ma l’ironia che pervade il film non fa mai scadere di livello un lavoro ancora oggi godibile. Humphrey Bogart interpreta un ruolo a lui non molto congeniale (doveva essere di Cary Grant) da compassato imprenditore, ma ne esce fuori alla grande, come innamorato di Sabrina (Hepburn) e rivale dello sciocco fratello (Holden). Il regista è bravo a raccontare la vita dei ricchi e le loro convenzioni, esercitando anche una certa critica sociale. Abbiamo anche riferimenti al sogno americano, quando Bogart afferma di voler produrre un nuovo materiale plastico per dare un futuro ai bambini di Porto Rico e un lavoro ai loro padri. Il padre di Sabrina (Williams), autista della ricca famiglia, pronuncia la farse simbolo del film: “La vita è come una limousine: c’è chi si siede dietro, chi si siede davanti. E in mezzo c’è un vetro”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tNjfTBvhgXU/Twc6nJoL9qI/AAAAAAAAClY/GUC6Izj6J-8/s1600/sabrina_main.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-tNjfTBvhgXU/Twc6nJoL9qI/AAAAAAAAClY/GUC6Izj6J-8/s320/sabrina_main.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Nonostante tutto la fiaba supera le divisioni sociali, perché Sabrina - figlia di un autista - fa innamorare e finisce per sposare il più serioso e austero dei rampolli della famiglia di miliardari. Altra scena simbolo è la scuola di cucina a Parigi dove un cuoco da commedia insegna a Sabrina come si spaccano le uova e si cucinano i dolci. Il moderno cartone animato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ratatouille&lt;/b&gt; (2007) cita ironicamente questo segmento. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sabrina&lt;/b&gt; gode di un pessimo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;remake&lt;/i&gt; girato nel 1995 da Sidney Pollack, interpretato da Harrison Ford, Julia Ormond, Greg Kinnear, Nancy Marchand, Fanny Ardant, Ines Sastre, Richard Crenna, John Wood, Angie Dickinson, Carmen Chaplin, Valérie Lemercier e Lauren Hollie. La storia è identica, ma manca del tutto l’irripetibile magia da fiaba del capolavoro di Wilder. Il film originale da noi ebbe un impatto così grande che molte mamme chiamarono Sabrina le loro figlie, un po’ come accadde ai tempi di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Via col vento&lt;/b&gt; con il nome Rossella. Canzoni come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La vie en rose&lt;/i&gt; subirono un ritorno di fiamma, vennero tradotte in italiano, interpretate dai cantanti più famosi e propinate in tutte le salse. Da riscoprire.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-8962693580961565721?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/8962693580961565721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/sabrina-di-billy-wilder-1954.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8962693580961565721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/8962693580961565721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2012/01/sabrina-di-billy-wilder-1954.html' title='Sabrina di Billy Wilder (1954)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-JyeME0Jy_Uc/Twc6fjEn2eI/AAAAAAAAClQ/xPcJQwgVuLo/s72-c/Sabrina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-2236839002175027542</id><published>2011-12-31T01:45:00.000-08:00</published><updated>2011-12-31T01:45:23.000-08:00</updated><title type='text'>Amarcord (1974)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Federico Fellini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MjJM2TbVslw/Tv7W0eknVrI/AAAAAAAACf4/tD4VmVv53g4/s1600/0%2525200%2525201%252520AFA%252520amarcord1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="276" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-MjJM2TbVslw/Tv7W0eknVrI/AAAAAAAACf4/tD4VmVv53g4/s320/0%2525200%2525201%252520AFA%252520amarcord1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Federico Fellini. Soggetto e Sceneggiatura: Federico Fellini, Tonino Guerra. Fotografia: Giuseppe Rotunno. Montaggio: Ruggero Mastroianni. Effetti Speciali: Adriano Pischiutta. Musiche. Nino Rota. Scenografia e Costumi: Danilo Donati. Produttore: Franco Cristaldi. Interpreti: Bruno Zanin, Armando Brancia, Pupella Maggio, Giuseppe Ianigro, Nando Orfei, Ciccio Ingrassia, Stefano Proietti, Magali Noël, Donatella Gambini, Gianfranco Marrocco, Antonino Faà di Bruno, Fernando De Felice, Bruno Lenzi, Bruno Scagnetti, Alvaro Vitali, Francesco Vona, Aristide Caporale, Luigi Rossi, Gennaro Ombra, Domenico Pertica, Ferruccio Brembilla, Antonio Spaccatini, Marcella Di Folco, Maria Antonietta Beluzzi, Josiane Tanzilli, Gianfilippo Carcano, Mauro Misul, Armando Villella.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1vLnghAjcRI/Tv7XCGHOZ0I/AAAAAAAACgE/wUZVVCwEzCU/s1600/Amarcord.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-1vLnghAjcRI/Tv7XCGHOZ0I/AAAAAAAACgE/wUZVVCwEzCU/s320/Amarcord.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Amarcord&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è un’autobiografia lirica, il film più poetico di Federico Fellini, un punto di arrivo difficile da eguagliare e impossibile da superare. La pellicola rappresenta il quarto Oscar ottenuto dal regista, racconta &lt;personname productid="la Rimini" w:st="on"&gt;la Rimini&lt;/personname&gt; dell’adolescenza, il periodo del liceo e soprattutto l’Italia degli anni Trenta. Protagonista di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;è una città intera, trasfigurata dal ricordo, il quartiere San Giuliano di Rimini ricostruito a Cinecittà, i suoi grotteschi abitanti, le feste patronali, le adunate fasciste, la scuola, le donne facili, i giovani del paese, gli ambulanti, le prostitute e i matti. Il personaggio di Titta Biondi e la sua famiglia servono a Fellini per ricordare il passato e ricostruire gli anni della sua adolescenza, per scrivere un romanzo di formazione su pellicola che è la storia dell’incontro con la vita. Il tono della narrazione è amichevole, colloquiale, ma poetico, come se il regista raccontasse il periodo dell’adolescenza seduto a cena con vecchi amici. Il film è ambientato in una dimensione fantastica, tra mani che annunciano la primavera e nevicate che simboleggiano il grande freddo, immerso in ricordi lontani, rumori di auto che sfrecciano per le Mille Miglia, il passaggio del Rex e l’improvvisa apparizione di un pavone. Fellini racconta - come Proust - &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il tempo perduto&lt;/i&gt; ed è la cosa che sa fare meglio, sospendendo i ricordi in un’atmosfera sognante. Fellini è autore che sente più congeniale l’analisi poetica dell’intimo, del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;piccolo mondo antico&lt;/i&gt;, rispetto alla critica sociale. I suoi lavori indimenticabili si realizzano quando trova la forza di guardare al passato con malinconica nostalgia, mettendo su pellicola i sogni a occhi aperti, le ansie e i dubbi. Tra le parti migliori di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; segnaliamo le scene ambientate nelle aule del liceo, una raccolta di assurde tipologie di insegnanti e di alunni, esempio da imitare per i registi che frequenteranno il sottogenere scolastico - più o meno alto - negli anni Settanta - Ottanta.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Alcuni personaggi sono indimenticabili: l’Aldina (Donatella Gambini) che fa innamorare i ragazzi, la madre di Titta (Pupella Maggio, doppiata in romagnolo da Ave Ninchi) che muore in ospedale e lascia il figlio disperato, il padre anarchico (Armando Brancia), la bella Gradisca (Magali Noël), la tabaccaia (Maria Antonietta Beluzzi) che Sergio Martino citerà alcuni anni dopo in un film con Gigi e Andrea (&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Acapulco prima spiaggia a sinistra&lt;/b&gt;), Teo lo zio matto (Ciccio Ingrassia) che si mette su un albero, grida: “Voglio una donna!” e scende solo quando arrivano le infermiere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2thQZfI0Jh8/Tv7XXZLSJQI/AAAAAAAACgQ/K3VlsSnUOxU/s1600/amarcord_lp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-2thQZfI0Jh8/Tv7XXZLSJQI/AAAAAAAACgQ/K3VlsSnUOxU/s320/amarcord_lp.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il cinema Fulgor e le pellicole in bianco e nero degli anni Trenta sono importanti nell’economia del film, rappresentano l’adolescenza del regista segnata dall’amore per il grande schermo. Le confessioni al prete, i ragazzini che si toccano pensando alla tabaccaia, alla Gradisca o alla compagna di scuola, le suggestioni del cinema e delle prime visioni femminili, i turbamenti davanti alla vita che cambia. Fellini descrive le adunate fasciste, i discorsi retorici, le bastonate ai dissidenti e le canzoni patriottiche. Il Grand Hotel di Rimini è un altro protagonista, nei racconti della voce narrante che ricorda una notte d’amore di Gradisca con un principe e un emiro con trenta concubine. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5jD4SPD9s6s/Tv7XlhLPcOI/AAAAAAAACgc/Vu7SDJEDXqo/s1600/Amarcord.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-5jD4SPD9s6s/Tv7XlhLPcOI/AAAAAAAACgc/Vu7SDJEDXqo/s320/Amarcord.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Non dimentichiamo il mare d’estate che cambia il volto di Rimini, i tramonti rosso fuoco, i ragazzi che si trasferiscono sulle spiagge e sognano incontri con ragazze. “Tu e il babbo come avete fatto a conoscervi? E il primo bacio?”, domanda Titta prima di concludere disperato che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;lui non combina niente&lt;/i&gt;. La malattia della madre di Titta è un momento di grande poesia girato ricorrendo a silenzi e a inquadrature di spalle, senza mostrare volti sofferenti. Il regista sottolinea il grande vuoto nel cuore del marito e del figlio, anche se in vita i litigi erano all’ordine del giorno. Il funerale a piedi, la tristezza del padre, la casa vuota, tutto è costruito ad arte per rappresentare il dolore. La pellicola alterna momenti leggeri a episodi drammatici, ma sa restare in equilibrio senza cadere nella farsa o nel patetico. Il matrimonio di Gradisca nel casolare di campagna è un altro momento intenso che si conclude con la corsa dei ragazzini dietro l’auto di un simbolo erotico che li abbandona. Senza Gradisca si sentiranno un poco più soli e rimpiangeranno le sfide con le palle di neve che avevano per bersaglio un invitante fondoschiena. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-r2ofTkNZgUs/Tv7X5NY4yOI/AAAAAAAACgo/BpYn-3mKJbw/s1600/amarcord-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="202" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-r2ofTkNZgUs/Tv7X5NY4yOI/AAAAAAAACgo/BpYn-3mKJbw/s320/amarcord-1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Fellini racconta la vita quotidiana, senza seguire un filo logico, ma lasciandosi condurre dalla magia del ricordo e dai sogni che popolano la sua fantasia. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; è un film così noto che il titolo viene citato in lingua italiana in tutto il mondo e non è un risultato scontato per un lavoro nostrano. La pellicola segna l’inizio di una parabola decadente della carriera di un regista geniale che dopo un capolavoro così sentito pare non trovare un’ispirazione altrettanto forte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TUlv_Bu6xNs/Tv7YDr9-A9I/AAAAAAAACg0/VY1wSVub8Ws/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-TUlv_Bu6xNs/Tv7YDr9-A9I/AAAAAAAACg0/VY1wSVub8Ws/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Fellini scrive &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; con la collaborazione di Tonino Guerra, ripensa alle proprie origini e mette in scena i ricordi della Romagna al tempo del fascismo in una struggente saga da strapaese. Il film miscela bene amore, odio e nostalgia, rilegge il passato fascista in modo acuto, mostra la mediocrità del regime ma anche del popolo che l’ha accettato. Vediamo i fascisti con l’olio di ricino, ma anche i maschi che insidiano donne, inventano balle e fanno scherzi stupidi. Tutto è vissuto attraverso la storia dell’adolescenza di Titta&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(Bruno Zanin) in una cittadina romagnola degli anni Trenta. Non c’è un vero filo conduttore, ma il racconto scorre secondo il dialettale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;A m’arcord&lt;/i&gt; (mi ricordo), con i maschi che spiano le ragazzine e raccontano finte avventure erotiche. Il film è girato completamente a Cinecittà, persino le sequenze del passaggio notturno del transatlantico Rex. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NzK-sPFfEHk/Tv7YOKgnvhI/AAAAAAAAChA/0axEEw3Z6og/s1600/Fellini%2527s+Amarcord+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-NzK-sPFfEHk/Tv7YOKgnvhI/AAAAAAAAChA/0axEEw3Z6og/s320/Fellini%2527s+Amarcord+1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Amarcord&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è un lavoro riuscito, a metà strada tra nostalgia per il passato, complicità con i personaggi e racconto obiettivo della nostra storia. Fellini ricorda il fascismo e lo descrive &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;smontando il mito, mostrando la mediocrità del regime, ma anche di un popolo che l’ha accettato&lt;/i&gt;, perché &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il fascismo è una stagione storica della nostra vita, il blocco dell’uomo alla fase&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;adolescenziale&lt;/i&gt; (Fofi). Fellini riesce nello stratagemma simbolico mostrando Titta che non cresce, ma resta in calzoncini corti per tutto il film. Le musiche di Nino Rota e la fotografia di Giuseppe Rotunno perfezionano una pellicola che si guadagna l’Oscar come miglior film straniero. Fellini riceve la notizia del premio da Alberto Sordi che al telefono scherza: “Federico, non t’hanno premiato, questa volta è toccato a Tanio Boccia!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-76N4mhWu0BA/Tv7YZ9YuNrI/AAAAAAAAChM/tUSo-Gb3sHY/s1600/imagesCAXCJ9UF.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-76N4mhWu0BA/Tv7YZ9YuNrI/AAAAAAAAChM/tUSo-Gb3sHY/s1600/imagesCAXCJ9UF.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;Amarcord&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; non manca di suscitare polemiche da parte dei perbenisti che lo giudicano zeppo di parolacce e di situazioni spiacevoli. Le femministe criticano il personaggio interpretato da Magalì Noël (Gradisca) senza storicizzarlo, mentre i cattolici si scandalizzano per il seno florido di Maria Antonietta Beluzzi. Segnaliamo una grande interpretazione drammatica di Ciccio Ingrassia nei panni del matto e il volto stralunato di Alvaro Vitali tra i compagni di liceo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; sbanca il botteghino e fa record di incassi anche negli Stati Uniti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RfvlJviSmNY/Tv7Yt7LyuII/AAAAAAAAChY/aTsP4_cqWHM/s1600/20090613Fellini_livro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-RfvlJviSmNY/Tv7Yt7LyuII/AAAAAAAAChY/aTsP4_cqWHM/s320/20090613Fellini_livro.jpg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il mio piccolo libro dedicato al grande Federico Fellini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Quando si assiste a un’opera così ben riuscita come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Amarcord&lt;/b&gt; risulta difficile credere alle parole di Fellini:&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; “&lt;/i&gt;Non ho una ricetta, un sistema, non m’impongo dei traguardi. I film si presentano come fossero già fatti. Mi pare di essere un trenino che sta percorrendo una strada ferrata ai lati della quale ci sono le stazioni, i film in questo caso. Io devo soltanto scendere, avere un po’ di curiosità e vedere cosa c’è aldilà di quella stazione, se c’è la piazza... Quindi ho l’impressione, facendo questo itinerario, realizzando film, che tutto quanto fosse già predisposto”. Forse è la genialità che fa sembrare tutto già fatto, forse è proprio la grandezza del regista che riesce a trasportare le storie dalla dimensione in cui si trovano sino ai nostri occhi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Per vederlo su Megavideo: &lt;a href="http://italia-film.com/film-drammatici/2117-amarcord.html"&gt;http://italia-film.com/film-drammatici/2117-amarcord.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Alcune scene su Youtube: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=E7fpMqe4uls"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=E7fpMqe4uls&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;La musica di Nino Rota: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=LBL_Z-zO47A"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=LBL_Z-zO47A&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;Per acquistare il mio FEDERICO FELLINI (Mediane): &lt;a href="http://www.amazon.com/Federico-Fellini-Mediane/dp/8896042070"&gt;http://www.amazon.com/Federico-Fellini-Mediane/dp/8896042070&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/federico-fellini-cinema-greatmaster-ediz/libro/9788896042076"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/federico-fellini-cinema-greatmaster-ediz/libro/9788896042076&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-2236839002175027542?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/2236839002175027542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/amarcord-1974.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2236839002175027542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/2236839002175027542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/amarcord-1974.html' title='Amarcord (1974)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MjJM2TbVslw/Tv7W0eknVrI/AAAAAAAACf4/tD4VmVv53g4/s72-c/0%2525200%2525201%252520AFA%252520amarcord1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-5430632404074764599</id><published>2011-12-30T09:48:00.000-08:00</published><updated>2011-12-30T09:48:17.724-08:00</updated><title type='text'>L’esorciccio (1975)</title><content type='html'>&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;di Ciccio Ingrassia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BZ4DK1rPqZg/Tv33VMwj9uI/AAAAAAAACdo/-EsMwgU_zQA/s1600/imm.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-BZ4DK1rPqZg/Tv33VMwj9uI/AAAAAAAACdo/-EsMwgU_zQA/s1600/imm.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Ciccio Ingrassia. Soggetto: Ciccio Ingrassia. Sceneggiatura: Marino Onorati. Montaggio: Rosetta Narducci. Fotografia: Guglielmo Mancori. Scenografia: Giorgio Postiglione. Effetti Speciali: Sergio Chiusi. Direttore di Produzione: Sergio Garrone. Produzione: Rosaria Calì. Aiuto Regista: Adolfo Dragono. Musiche: Franco Godi. Produzione: Ingra Cinematografica. Interpreti: Lino Banfi, Ciccio Ingrassia, Didi Perego, Tano Cimarosa, Mimmo Baldi, Ubaldo Lay, Barbara Nascimbeni, Romano Sebenello, Gigi Bonos, Dante Cleri, Salvatore Baccaro, Jimmy il Fenomeno, Giancarlo Magalli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j-CvGGcxjxg/Tv33iUVD5LI/AAAAAAAACd0/zGXiqOO6fxc/s1600/Ciccio-Lesorciccio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-j-CvGGcxjxg/Tv33iUVD5LI/AAAAAAAACd0/zGXiqOO6fxc/s320/Ciccio-Lesorciccio.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Ciccio Ingrassia si cimenta nella sua seconda e ultima regia dopo aver diretto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Paolo il freddo&lt;/b&gt; (1974), interpretato da Franco Franchi. Il regista non si limita a mettere in farsa &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorcista &lt;/b&gt;(1973) di William Friedkin, ma realizza un prodotto originale e godibile. Non c’è Franco Franchi, ormai separato artisticamente, ma come protagonista comico troviamo un ottimo Lino Banfi, contrastato dal rivale aspirante sindaco Tano Cimarosa. Barbara Nascimbeni è un’affascinante indemoniata che si produce in un sensuale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;strip-tease&lt;/i&gt; e in alcune sequenze che ricordano Linda Blair nel film originale. Ciccio Ingrassia è anche produttore con la sua Ingra Cinematografica che purtroppo fallisce presto, perché avrebbe potuto regalare altri comici prodotti. Il film è definito da Marco Giusti &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;uno stracult immortale, girato in tempi minimi con un cast spaventoso&lt;/i&gt;. “Il titolo è il cinquanta per cento del film”, ammette lo stesso Ciccio Ingrassia. L’incipit ricorda &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorcista&lt;/b&gt; con la storia dell’amuleto ritrovato nel corso di scavi in Iran, ma la farsa comincia subito perché il pericoloso medaglione finisce in Ciociaria e viene trovato da Luigino (Baldi), figlio del sindaco Pasquale Abate (Banfi). Gli effetti dell’amuleto sono soprattutto erotici, perché Luigino si mette a violentare ragazze. Il padre non sa cosa fare, consulta un medico, ma si rende conto che ci vuole ben altro e ricorre a un esorcista. L’esorcista è un cialtrone di paese come Ciccio Ingrassia che si fa accompagnare dal fido Satanetto (Sebenello). Il medaglione passa di mano in mano, provocando effetti collaterali divertenti e nuovi interventi dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;esorciccio&lt;/i&gt;. Prima vediamo la figlia del sindaco trasformarsi in una bomba sexy e in un’ossessa con letto che si solleva e quadri volanti. La moglie del sindaco (Perego) non è immune dal contagio e si vede spuntare una bella barba rossa da garibaldino che il barbiere Dante Cleri tenta di tagliare. Il medaglione finisce nelle mani del parrucchiere che prima racconta menzogne, poi insapona il sindaco da capo a piedi e infine gli passa la maledizione. Il sindaco orina in pubblico e balla il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;rock and roll&lt;/i&gt; sulla tavola, scatenando una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bagarre&lt;/i&gt; conclusiva che ricorda la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pochade&lt;/i&gt; teatrale. Non è finita, perché Ciccio mangia per sbaglio il medaglione, trasformandosi in un satanasso nell’ultima sequenza. Notevole la sottotrama elettorale che vede il sindaco Banfi sfidare il rivale esponente dell’opposizione Turi Randazzo (Cimarosa) e imitare a più riprese lo stile oratorio di Benito Mussolini. La pellicola è esilarante, sia come parodia de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorcista&lt;/b&gt; che come ironia sulle superstizioni di provincia. Ubaldo Lay che indaga sul mistero fa la parodia di se stesso, al tempo ispettore per antonomasia in televisione, apprezzato dal pubblico femminile come tenente Sheridan. Salvatore Baccaro interpreta la trasformazione orribile della ragazza indemoniata e Jimmy il Fenomeno fa il matto con la solita risata nevrotica. Gigi Bonos è un divertente dottor Schnautzer che recita in un buffo tedesco e a un certo punto si veste da nazista. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FWmXqamYsm0/Tv335SHggQI/AAAAAAAACeA/T7Xcy_D8IC4/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-FWmXqamYsm0/Tv335SHggQI/AAAAAAAACeA/T7Xcy_D8IC4/s320/untitled.bmp" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Il film viene lanciato nelle maggiori città italiane con la foto di Ciccio vestito da esorcista e il titolo in inglese maccheronico: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;The Exorciccio&lt;/i&gt;. Girato a Mentana, negli studi Elios e - per motivi economici - in casa di Ciccio Ingrassia. Ottima la colonna sonora di Franco Godi e molto divertenti le canzoni: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Un valzer&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;per lui&lt;/i&gt; di Rosaria Calì, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’esorciccio&lt;/i&gt; di Godi - Ingrassia e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sciamanin&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rock&lt;/i&gt; di Godi - Banfi (canta Lino Banfi). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La canzone sui titoli di testa è un mito del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trash&lt;/i&gt;: “L’esorcì, l’esorcì, l’esorciccio/ vado in Cina e in Canada!/ L’esorcì, l’esorcì, l’esorciccio/ pure il Re e il Maragià/ L’esorcì, l’esorcì, l’esorciccio/ ma se incontro quello là/ lo sbircio, l’allaccio, lo straccio, l’agghiaccio, bisticcio/ lo scoccio, l’arriccio, lo sbuccio, lo faccio nericcio e lo caccio/ ecco che fo… tolgo tutti dall’impiccio/ perché son, perché son, perché son l’Esorciccio!”. Canta Ciccio Ingrassia, unica prova da solista. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-syodmMfxQBk/Tv34NYM_YtI/AAAAAAAACeM/7ZSMttwW0cg/s1600/20_14_58_giovannona_esorciccio_polizia_incazza.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-syodmMfxQBk/Tv34NYM_YtI/AAAAAAAACeM/7ZSMttwW0cg/s320/20_14_58_giovannona_esorciccio_polizia_incazza.jpg" width="292" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Sono da ricordare anche le formule magiche per l’esorcismo: “Aglio, olio e peperoncino, esci fuori da questo lettino!”. Ma è una trovata notevole anche : “In nome di Mao ti esorcizzo” e “Con Mao e Maometto, alzati dal letto!”, agitando il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;libretto rosso&lt;/i&gt;. Alcune battute epocali: “Quando la scienza è impacciata ci vuole l’esorcicciata!”, “L’esorciccio sa tutto!”, i cartelli stradali &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trash&lt;/i&gt; di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rapina in corso&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Caduta Matti&lt;/i&gt; (con Jimmy il Fenomeno che precipita da una montagna). &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il regista avrebbe in mente un seguito: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’Esorciccio contro King Kong&lt;/i&gt; dove avrebbe voluto far recitare Franco Franchi. Non se ne fa di niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YvL_l2TeXOI/Tv35HeO1REI/AAAAAAAACeY/8dTVACweTMQ/s1600/41793_93919855044_924109_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-YvL_l2TeXOI/Tv35HeO1REI/AAAAAAAACeY/8dTVACweTMQ/s1600/41793_93919855044_924109_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Ciccio Ingrassia afferma che questo film “segna la liberazione dal giogo di Franco Franchi divenuto sempre più asfissiante”. Forse per questo motivo gira una sequenza nella quale lancia fuori dalla finestra un imitatore dell’attore siculo che si presenta per essere esorcizzato. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorciccio&lt;/b&gt; è un esempio di come si può fare cinema negli anni Settanta, con poche lire, alcune macchine da presa di recupero, una sala come studio, ma anche tanta fantasia, idee surreali e attori strepitosi. Ventottesimo incasso di tutti i tempi nella storia della coppia comica, con 692.986.715 lire, ma nonostante il successo è l’ultima prova da regista di Ciccio Ingrassia. Resta un film di culto, citato ne &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il secondo tragico Fantozzi&lt;/b&gt; (1976) di Luciano Salce come contraltare comico de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La corazzata Potëmkin&lt;/b&gt;, insieme a &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Giovannona Coscialunga&lt;/b&gt; e&amp;nbsp;all'inesistente (ma ormai leggendario) &lt;em&gt;La polizia s’incazza&lt;/em&gt;.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;sindrome di Stendhal&lt;/b&gt; di Dario Argento lo cita indirettamente, perché in una sequenza un protagonista guarda in televisione proprio &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorciccio&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NKocolIobzA/Tv35Sru1vHI/AAAAAAAACek/Sb3-jAmjaac/s1600/Screenshote.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-NKocolIobzA/Tv35Sru1vHI/AAAAAAAACek/Sb3-jAmjaac/s320/Screenshote.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;La location del film&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Rileggiamo una vecchia opinione di Ciccio Ingrassia: “Rispetto a &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Paolo il freddo&lt;/b&gt;, sempre prodotto da me, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorciccio&lt;/b&gt; partiva con un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;budget&lt;/i&gt; ancora più basso che la distribuzione non copriva del tutto. Ho fatto di necessità virtù, realizzando il film a casa mia e utilizzando quasi tutta la pellicola girata in pochi giorni”. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Rudy Salvagnini (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Dizionario dei film horror&lt;/i&gt;) scrive: “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorciccio&lt;/b&gt; è un simpatica parodia de &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’esorcista&lt;/b&gt;, che recupera elementi della superstizione popolare inserendoli in un canovaccio semplice che vive sull’estro degli interpreti, tra cui lo stesso Ingrassia, comicamente austero, e un Lino Banfi in ottima forma. Certo, non è tutto di prima mano e l’insieme a volte è un po’ raffazzonato, ma il divertimento non manca”. Paolo Mereghetti stronca senza pietà: “Il film non riesce neppure ad avvicinarsi alla parodia del film di Friedkin. A vuoto anche i tentativi di satira politica, mentre oggi l’esorcismo a base di aglio, peperoncino e sale è solo patetico. Come Ubaldo Lay che dovrebbe ironizzare sul tenente Sheridan”. Ecco i critici che distruggono il cinema italiano…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wsqFGjYlNG0/Tv33L7wfykI/AAAAAAAACdc/riLDcK3IE8s/s1600/esorciccio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-wsqFGjYlNG0/Tv33L7wfykI/AAAAAAAACdc/riLDcK3IE8s/s1600/esorciccio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Alcune scene de L'esorciccio: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=hd71e5ABC_s"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=hd71e5ABC_s&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;(in edicola per Hobby &amp;amp; Work - serie Franco &amp;amp; Ciccio)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Il film completo: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3PJWFP7NNOY"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=3PJWFP7NNOY&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-5430632404074764599?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/5430632404074764599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/lesorciccio-1975.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/5430632404074764599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/5430632404074764599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/lesorciccio-1975.html' title='L’esorciccio (1975)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-BZ4DK1rPqZg/Tv33VMwj9uI/AAAAAAAACdo/-EsMwgU_zQA/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-3747876014412772064</id><published>2011-12-28T13:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T14:08:26.984-08:00</updated><title type='text'>C’eravamo tanto amati (1974)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La commedia all’italiana di Ettore Scola&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CLvpO3GCPZM/TvuOg3wJyKI/AAAAAAAACbM/cRUZ7XJpFiM/s1600/Ettore_Scola.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-CLvpO3GCPZM/TvuOg3wJyKI/AAAAAAAACbM/cRUZ7XJpFiM/s1600/Ettore_Scola.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ettore Scola&lt;/b&gt; (1931) è tra i registi della migliore commedia all’italiana, erede di molte tematiche neorealiste che supera in un discorso filmico originale. Nasce come sceneggiatore di commedie, debutta alla regia con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Se permette parliamo di donne&lt;/b&gt; (1964) interpretata da Vittorio Gassman, ma il suo tratto d’autore va ricercato nella critica di costume con i meccanismi della commedia. Film come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Riusciranno i nostri eroi a&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?&lt;/b&gt; (1968), &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;commissario Pepe&lt;/b&gt; (1968) e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca&lt;/b&gt; (1969). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--RmRuY3yk8k/TvuOl41QGhI/AAAAAAAACbY/3XgjFy40Ax0/s1600/ettore-scola.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="230" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/--RmRuY3yk8k/TvuOl41QGhI/AAAAAAAACbY/3XgjFy40Ax0/s320/ettore-scola.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto amati&lt;/b&gt; (1974) è uno dei suoi migliori lavori, soffuso di malinconica ironia, attraverso le vite incrociate di tre personaggi innamorati della stessa donna racconta trent’anni di storia italiana, rappresenta il crollo delle ideologie e rende omaggio al cinema italiano. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto amati&lt;/b&gt; va oltre la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;commedia all’italiana&lt;/i&gt; e compone un affresco mirabile che mette al centro il sentimento del tempo che passa analizzando gli ideali traditi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mpncq8sIScA/TvuOzGV1QVI/AAAAAAAACbk/gx6PSzsXw1o/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-mpncq8sIScA/TvuOzGV1QVI/AAAAAAAACbk/gx6PSzsXw1o/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto amati&lt;/b&gt; è scritto e sceneggiato dal regista con la collaborazione di Age (Agenore Incrocci) e Furio Scarpelli, il montaggio è dell’esperto Raimondo Crociani, mentre la fotografia è di Claudio Cirillo. Armando Trovaioli compone una delle sue migliori colonne sonore, soffusa di malinconia e nostalgia del passato, tra pezzi d’epoca che ricordano la storia musicale italiana. La pellicola ha subito un’operazione di restauro con la collaborazione del regista ed è considerata un documento di interesse nazionale, perché in poco meno di due ore compone un quadro dei principali eventi della storia italiana dal 1944 al 1974. Si comincia con la guerra partigiana che ci fa conoscere i tre amici interpretati da Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Vittorio Gassman, legati per la vita da un’importante esperienza di lotta. “Volevamo cambiare il mondo, invece il mondo ha cambiato noi”, è la malinconica espressione di Gassman, al tavolo di una trattoria, nella rimpatriata con i vecchi compagni. “La nostra generazione ha fatto veramente schifo. Era meglio morire sui monti. Noi lottavamo per creare una società più giusta…”, conclude. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HWlRlutWzf0/TvuPITLh_tI/AAAAAAAACbw/T84NcToYefA/s1600/C%2527eravamo_tanto_amati.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-HWlRlutWzf0/TvuPITLh_tI/AAAAAAAACbw/T84NcToYefA/s320/C%2527eravamo_tanto_amati.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stefania Sandrelli è la donna contesa tra Manfredi, Gassman e Satta Flores, infine moglie soddisfatta di Manfredi, consapevole di aver vissuto cercando di trovare la sua strada. Gassman è l’arrivista arricchito che sposa senza amore la figlia (Giovanna Ralli) di un imprenditore nostalgico fascista (un grande Aldo Fabrizi) per costruirsi una posizione. Alla fine sarà il più povero di tutti, perché resterà solo con l’odiato suocero, dopo la morte della moglie in un incedente, abbandonato dai figli, a ricordare un grande amore non colto per inseguire la ricchezza. Satta Flores è l’intellettuale idealista che perde l’occasione della sua vita a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Lascia o Raddoppia&lt;/i&gt;, abbandona la famiglia e vive da solo a Roma dove campa scrivendo sotto pseudonimo critiche cinematografiche. Manfredi è il poveraccio del gruppo, idealista ignorante ma sincero, capace di perdonare e di mollare tutto per amore, senza tradire le sue idee. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JPCR2lJZDWs/TvuPW6PB-1I/AAAAAAAACb8/OhhjXuZPmdg/s1600/c%252520eravamo%252520tanto%252520amati.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-JPCR2lJZDWs/TvuPW6PB-1I/AAAAAAAACb8/OhhjXuZPmdg/s1600/c%252520eravamo%252520tanto%252520amati.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ettore&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; &lt;/b&gt;Scola racconta sentimenti e lotta politica, vita quotidiana e grandi temi, piccole cose, amori perduti, rimpianti, sotterfugi, arrivismo e idealismo, senza retorica ma con sentimento. Il regista segue le vite parallele dei tre amici che a volte si intersecano, raccontando i punti salienti della storia d’Italia: referendum tra monarchia e repubblica, prime elezioni repubblicane, il boom e gli imprenditori di pochi scrupoli, referendum sul divorzio... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ab20KkBv1Qs/TvuPtklWX3I/AAAAAAAACcI/D_pVAjAslUE/s1600/miniposterc%2527eravamo%252520tanto%252520amati.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="209" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ab20KkBv1Qs/TvuPtklWX3I/AAAAAAAACcI/D_pVAjAslUE/s320/miniposterc%2527eravamo%252520tanto%252520amati.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;I tre amici in trattoria (Satta Flores, Gassman, Manfredi)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccellenti le parti oniriche e lo stratagemma teatrale di mettere in primo piano il personaggio, come se fosse sotto la luce dei riflettori, quando racconta la sua versione della storia. Stupenda la scena centrale realizzata in piano sequenza per immortalare i protagonisti che prendono ognuno la loro strada. Suggestiva l’idea di raccontare il passato in bianco e nero e di far tornare il colore quando il regista narra i tempi moderni e l’Italia del boom dei primi anni Sessanta. Alcuni personaggi interpretano loro stessi, come Mike Bongiorno, che finge di presentare la popolare trasmissione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Lascia o raddoppia&lt;/i&gt;, ma anche Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Vittorio De Sica regalano un piacevole cammeo. Un altro momento di cinema nel cinema vede la Sandrelli abbandonare la carriera di attrice e impiegarsi come maschera in un cinema: Manfredi è in sala e guarda la pellicola, ma i personaggi raccontano la loro storia d’amore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Sg8JUoWsEek/TvuQBSzwKYI/AAAAAAAACcU/kmtO3qnZNNk/s1600/ERAVAMO-Sub-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-Sg8JUoWsEek/TvuQBSzwKYI/AAAAAAAACcU/kmtO3qnZNNk/s320/ERAVAMO-Sub-1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Manfredi e Gassman&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto amati&lt;/b&gt; è un film cinefilo, perché attraverso il personaggio di Stefano Satta Flores il regista cita capolavori come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ladri di&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;biciclette&lt;/b&gt; (1948) di Vittorio De Sica, ma anche frasi storiche come “I panni sporchi si lavano in famiglia”, pronunciate da Andreotti per condannare il neorealismo. Un’altra parte vede Satta Flores raccontare per immagini &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;corazzata Potëmkin&lt;/b&gt; (1926) di Sergej M. Ejzenštejn e provare empiricamente alcune sequenze mentre Stefania Sandrelli ascolta affascinata. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La dolce vita&lt;/b&gt; (1960) di Federico Fellini è citata in diretta, perché una breve parte del film si svolge sul finto set mentre il regista gira la scena del bagno di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella Fontana di Trevi. Giovanna Ralli cita il cinema di Michelangelo Antonioni e soprattutto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’avventura&lt;/b&gt; (1960) con il suo personaggio di donna alla ricerca di se stessa.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4gt9U3sddF4/TvuQUkjPhxI/AAAAAAAACcg/uNx-ZLFFFrY/s1600/ERAVAMO-Main.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="281" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-4gt9U3sddF4/TvuQUkjPhxI/AAAAAAAACcg/uNx-ZLFFFrY/s320/ERAVAMO-Main.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film da recuperare per capire la società italiana e i suoi vizi di fondo, sorridendo dei nostri stessi difetti. Ettore Scola, in una recente intervista rilasciata ad Alain Elkann per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Stampa&lt;/i&gt; ha detto: “I film ai quali mi sento più affezionato sono: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;C’eravamo tanto amati&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;famiglia&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una giornata particolare&lt;/b&gt;, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ballando ballando&lt;/b&gt;, un malloppo compatto, come se avessi fatto un solo film, temi a me cari costantemente cambiati, perfezionati e ambientati in epoche diverse”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jh8mHj1bZ18/TvuQkt6ZUMI/AAAAAAAACcs/bBJ-8LNb0zA/s1600/File0211.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="280" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-jh8mHj1bZ18/TvuQkt6ZUMI/AAAAAAAACcs/bBJ-8LNb0zA/s320/File0211.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ettore Scola è un regista che difficilmente sbaglia un film e quando esce con una nuova opera ha sempre qualcosa da dire. Sono ottimi anche &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Brutti, sporchi e cattivi&lt;/b&gt; (1976), sgradevole e cinica operazione per presentare i problemi degli immigrati, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La terrazza&lt;/b&gt; (1980), che segna la fine della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;commedia all’italiana&lt;/i&gt;, e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Passione d’amore&lt;/b&gt; (1981), insolito film in costume per raccontare una storia di emarginazione. Il capolavoro di Ettore Scola resta &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una giornata particolare&lt;/b&gt; (1977), una superba interpretazione di Marcello Mastroianni e Sophia Loren in un dramma psicologico consumato durante un breve incontro nel giorno della visita di Hitler a Roma. Sono interessanti alcuni film successivi sulla realtà italiana come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Maccheroni&lt;/b&gt; (1985), amara riflessione sull’amicizia, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La famiglia&lt;/b&gt; (1987), racconto di ottant’anni di storia privata, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Che ora è&lt;/b&gt; (1989), sulla difficoltà di comunicare tra padre e figlio, e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mario, Maria e Mario&lt;/b&gt; (1993), storia pubblica e privata ai tempi della fine del partito comunista. Tra i lavori più recenti va citato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La cena&lt;/b&gt; (1998), pellicola girata in un’unità di tempo e di luogo per raccontare diverse esistenze prese a simbolo della realtà contemporanea. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gente di Roma&lt;/b&gt; (2003) è il suo ultimo film, girato in digitale e visto da pochi, ma non è all’altezza di tanti lavori precedenti, anche se si sforza di raccontare la società multietnica. Ettore Scola si segnala come regista impegnato e animato da una sincera coscienza civile che realizza cinema da metabolizzare e riflettere per comprendere la nostra storia. Il regista lascia il mondo del cinema nel 2011: “A ottant’anni sono stanco del cinema, ma soprattutto non mi riconosco più in certe logiche produttive. Mi manca tutto del mio cinema, dagli attori come Sordi, Manfredi, Gassman, Tognazzi che erano anche autori, a sceneggiatori come Age, Scarpelli e Sergio Amidei. Adesso che sono vecchio vorrei fare qualcosa di inutile ma di importante in favore del cinema, magari andare in un cittadina dove venti persone manifestano perché non chiuda l’unico cinema destinato a diventare un supermercato. Non immaginavo la vecchiaia in un Paese così&amp;nbsp;scempiato e allo stremo, ma spero molto nei giovani che da qualche tempo stanno dando iniezioni di vitalità e motivo di resistere anche ai vecchi”. (da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stampa&lt;/i&gt; del 22 aprile 2011, intervista rilasciata ad Alain Elkann).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per vedere qualche scena del film: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=SIQkeinmiak"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=SIQkeinmiak&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Gordiano Lupi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9123726760362864430-3747876014412772064?l=cinetecadicaino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/feeds/3747876014412772064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/ceravamo-tanto-amati-1974.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3747876014412772064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9123726760362864430/posts/default/3747876014412772064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinetecadicaino.blogspot.com/2011/12/ceravamo-tanto-amati-1974.html' title='C’eravamo tanto amati (1974)'/><author><name>Gordiano Lupi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02876794996190183158</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wl07sfBh0sk/Sal-oV5AWcI/AAAAAAAAAAM/zAZannfscPo/S220/fotogordiano+055.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CLvpO3GCPZM/TvuOg3wJyKI/AAAAAAAACbM/cRUZ7XJpFiM/s72-c/Ettore_Scola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9123726760362864430.post-7785135137352917053</id><published>2011-12-25T02:41:00.000-08:00</published><updated>2011-12-25T02:41:05.975-08:00</updated><title type='text'>I due parà (1965)</title><content type='html'>&lt;span&gt;&lt;strong&gt;di Lucio Fulci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SLSWD6lO-6g/Tvb7rq-aNLI/AAAAAAAACXo/R6q1AfFL4cc/s1600/Franco%252520E%252520Ciccio%252520-%252520I%252520Due%252520Para.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="214" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-SLSWD6lO-6g/Tvb7rq-aNLI/AAAAAAAACXo/R6q1AfFL4cc/s320/Franco%252520E%252520Ciccio%252520-%252520I%252520Due%252520Para.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Regia: Lucio Fulci. Soggetto e Sceneggiatura: Amedeo Sollazzo, Vittorio Metz, Lucio Fulci. Fotografia: Tino Santoni. Musica. Piero Umiliani. Montaggio: Pedro del Rey. Scenografia: Adolfo Cofiño. Produzione: IMA Productions (Roma) e Ágata Films S.A. (Madrid). Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Umberto D’Orsi, Luciano Bonanni, Robert Camardiel, Maria Silva, Monica Randall, Francesca Romana Coluzzi, Tano Cimarosa, Lino Banfi (Pasquale Zagaria), Ignazio Leone, Luis Peña, Enzo Andronico, Piero Morgia, Emilio Rodriguez, Franco Morici, Linda Sini, Chiara Bermejo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fSdtLO4knMw/Tvb76yjNAhI/AAAAAAAACX0/_1lOa7qCE0Y/s1600/iduepara.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-fSdtLO4knMw/Tvb76yjNAhI/AAAAAAAACX0/_1lOa7qCE0Y/s320/iduepara.jpg" width="153" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span&gt;I due parà&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; è una coproduzione italo - spagnola gestita a dovere da Lucio Fulci che non perde l’occasione per fare un discorso politico a base di antiamericanismo e di delusione rivoluzionaria. Si tratta di un film comico ma è evidente la matrice anarcoide di un uomo libero, contrario a ogni tipo di regime dittatoriale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La scena iniziale vede Franco e Ciccio Impallomeni citare i primi anni di vita artistica dei due attori siciliani, soprattutto quella di 
